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Parolacce nelle canzoni: il primo censimento

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Un gestaccio di Jay Z (Shutterstock).

Pensate che il rock sia la musica più trasgressiva? Vi sbagliate: una ricerca ha accertato che è l’hip hop il genere musicale con più parolacce nelle canzoni.
La ricerca di cui sto per parlare è uno studio notevole: è il primo ad aver censito su ampia scala le parolacce nelle canzoni. Gli autori sono Varun JewalikarFederica Fragapane, e l’hanno fatta per musixmatch, uno dei più popolari database mondiali di testi musicali. Un database tutto italiano: è di Bologna.
Il campione di canzoni che hanno esaminato è sterminato: quasi mezzo milione (490.100) scritte da oltre 10mila artisti (10.386). Il risultato? Lo 0,45% di tutte le parole nelle canzoni sono parolacce: una ogni 234. Tante? No, nella media, anzi: un po’ sotto. Lo psicolinguista Timothy Jay, in una passata ricerca, ne aveva censite fra lo 0,5% e lo 0,7% sul totale delle parole dette da una persona in un giorno. Se le canzoni sono lo specchio della vita, allora sono uno specchio abbastanza realistico.

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I dati dello studio (clicca per ingrandire)

Ma come hanno scelto il campione i ricercatori? Hanno censito le canzoni in inglese, scegliendo i 51 artisti più cliccati su Google per ogni genere musicale (8: pop, hiphop, folk, heavy metal, rock, country, indie rock, elettronica). In pratica, si va da Michael Jackson a Bob Dylan, dai Pink Floyd ai Metallica, fino ai Kraftwerk ed Eminem. La popolarità, insomma, ha prevalso sull’omogeneità temporale, il che è un punto debole della ricerca: paragonare le parolacce di Snoop Dog a quelle dei Beatles ha poco senso, perché negli anni ’60 le parolacce erano decisamente più rare che nella musica di oggi.

Ed ecco la classifica dei generi musicali per uso (decrescente) di parolacce:

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Vince l’hip hop, seguito da heavy metal (anche questo era prevedibile), e musica elettronica (dato sorprendente, visto che spesso le canzoni sono solo strumentali). Il rock si classifica solo al 6°posto: non è più la musica trasgressiva di una volta. Non a caso, i giovani di oggi scelgono l’hip hop per esprimere la propria ribellione anticonformista.
E quali sono le parolacce più usate in inglese? Qui c’è un’altra sorpresa: prevale la parola “nigga” (negro), al 24%, seguita da fuck (scopare, 18%) e shit (merda, 14,5%). Se le parolacce sono lo specchio dei valori, delle paure e delle ossessioni di una società, beh: le canzoni rappresentano non solo gli intercalare più usati (fuck, shit) ma anche lo spinoso problema del razzismo, dell’emarginazione delle persone di colore. Anche se, come giustamente sottolineano gli autori della ricerca, la parola “nigga” (negro) nell’hiphop non è usata in senso offensivo, ma come termine gergale, come identità sbandierata senza complessi. Alla luce di questa precisazione, se togliamo la prola “nigga” nelle canzoni hip hop le parolacce scendono da 1 ogni 47 parole a 1 ogni 74 parole.
Nell’elenco delle parolacce, peraltro, c’è l’altro punto debole della ricerca: per stabilire quali fossero le parolacce, i ricercatori hanno attinto a un elenco scritto da Google per filtrare i contenuti in un’applicazione. Ma in questo elenco figurano anche espressioni (sex, sesso, lust, libidine) disturbanti per la sensibilità puritana degli statunitensi, ma non certo per quella di noi europei: motivo per cui li ho cassati dalla lista, e ho anche accorpato fra loro le varianti linguistiche di uno stesso termine (nigga, niggas, niggaz li ho uniti sotto nigga). Ecco i risultati così rielaborati: queste 14 parolacce, da sole, rappresentano quasi l’85% di tutte le parolacce nelle canzoni.

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Insomma, un’indagine interessante. A quando un censimento del genere per le parolacce nelle canzoni italiane? Alcuni studi li ho fatti: li trovate in queste pagine.

Di questo post ha parlato IlGiornale.

vito tartamella

vito tartamella

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