0

Parolacce: la “top ten” del 2015

parolacciaANNOCi sono Madonna, Sergio Marchionne e pure un arcivescovo, nella “Top ten” delle parolacce più clamorose del 2015. Com’è tradizione, ho scelto, fra centinaia di episodi emersi dalle cronache nazionali e internazionali, i più divertenti, inaspettati ed emblematici. Qualcuno, forse, l’avrete già sentito, altri saranno una sorpresa…
Il mio commento è in coda alla classifica, che ho diviso per temi, dalla musica allo sport. Altra novità: trovate la descrizione dettagliata dei 10 episodi nei box azzurri (si aprono cliccando sul “+”).
I lettori di questo sito hanno scelto come autore della parolaccia dell’anno l’arcivescovo Giuseppe Mani, seguito da Nina Moric e Roberto Formigoni: e voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti a questo post.
Auguro a tutti un buon 2016, e colgo l’occasione per ringraziare ancora i tanti navigatori che hanno votato questo blog sul portale bab.la, facendolo classificare al 9° posto internazionale fra i siti professionali di linguistica.

MUSICA

 “Tutte voi cagne che continuate a lamentarvi, potete chiudere quella boccaccia del cazzo”.

Madonna, rockstar, al pubblico che rumoreggiava per il suo concerto iniziato con 50 minuti di ritardo per problemi tecnici, Manchester (Uk), 14 dicembre 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

L’OSPITE

Dal secondo 12 al 33:

“(Sicilia), sei un’isola di merda!”.

Roberto Vecchioni, cantautore, ospite alla facoltà di ingegneria di Palermo per l’incontro “Mercanti di luce. Narrare la bellezza tra padri e figli”, 3 dicembre 2015

 

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

ECONOMIA

shutterstock_260141705b

“Torniamo a essere gli sfigati dell’auto”.

Sergio Marchionne (foto Shutterstock), amministratore delegato di Fca dopo il debutto di Ferrari in Borsa a Wall Street, 21 ottobre 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

GAY

Elton John

“Venezia sta affondando, ma non quanto il bifolco e bigotto Brugnaro”.

Elton John, musicista, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che aveva bandito dalle scuole alcuni libri sulle coppie omosessuali, 17 agosto 2015 su Instagram

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

CURIALE

Cattura

“Il vostro giornale è una schifezza e andate a morire ammazzati voi e il vostro proprietario”.

L’arcivescovo Giuseppe Mani a un cronista dell’Unione Sarda che gli chiedeva un commento sulle inchieste per abusi sessuali su minori che avevano coinvolto esponenti della Curia di Cagliari, 17 maggio 2015.

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

LO SBROCCO ASSOLUTO

“Banda di coglioni, figli di puttana, vada a fare in culo, massa di coglioni, teste di cazzo!”.

Roberto Formigoni, senatore Ncd, agli addetti dell’aeroporto di Fiumicino, 19 maggio 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

SFEGATATA

Saluzzi

“Alonso arrogante, invidioso, pezzo di imbecille”.

Paola Saluzzi, conduttrice di Sky, parlando del pilota di F1 Fernando Alonso su Twitter, 13 aprile 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

SPORT

Dal secondo 50:

“Non è giusto che i nostri tifosi siano offuscati da pochi idioti del cazzo e coglioni che bazzicano in Curva sud”.

James Pallotta, presidente della Roma calcio, commentando gli striscioni offensivi dei propri tifosi, 7 aprile 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

SFRONTATA

Dal minuto 1:28 a 4:51

“Quante volte ho detto ‘Roma merda’? Una quantità di volte, impossibile contare”.

Stefano Esposito, assessore ai Trasporti di Roma, 1° settembre 2015 su “La Zanzara”, radio 24

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

FRA SHOWGIRL

Dal minuto 7:30 a 10:47

“È una vera cagna in calore, anche quando è fuori dal letto”.

Nina Moric, showgirl, parlando di Belén Rodriguez a “Radio Selvaggia” su m2o radio, 17 settembre 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

OSCENA

Dal secondo 56:

“[Hillary Clinton] stava per battere Obama, era favorita per la vittoria, ed è stata uccellonata. Ha perso”.

Donald Trump, imprenditore e candidato alla presidenza degli Usa, durante un comizio a Grand Rapids, 22 dicembre 2015

[ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
IL FATTO

 

Vi è piaciuta la “top ten” del 2015? Potete leggere quelle del 2014, del 2013, del 2012, del 2011, del 2010, del 2009 e del 2008.

 

IL COMMENTO

Il 2015 è stato l’anno della resa dei conti per le parolacce della Lega Nord: Umberto Bossi ha preso 18 mesi per aver insultato l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiamandolo “terùn” (terrone); Mario Borghezio (sempre Lega Nord) ha dovuto versare 1.000 euro di ammenda per aver insultato i Rom; e Francesco Ranieri (vicepresidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna) è stato condannato a 15 mesi di reclusione e 150 mila euro di risarcimento per aver pubblicato un fotomontaggio in cui aveva raffigurato il ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, con le fattezze di un orango.
Sta cambiando il clima, nel nostro Paese? Non molto: un altro esponente della Lega, il senatore Roberto Calderoli, è stato salvato dal processo per discriminazione razziale anche se aveva paragonato anch’egli la Kyenge a un orango. Si è salvato grazie ai senatori del Pd che volevano incassarne il sostegno per le riforme istituzionali…
E così, dato che l’esempio viene dall’alto, gli insulti, anche pesanti, continuano in Parlamento, sui campi di calcio, in tv, fino alle piazze virtuali di Twitter e di Facebook… E non solo in Italia: basti pensare a Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, che sta cavalcando le volgarità per attirare l’attenzione dei media e solleticare i più bassi istinti degli americani. Per noi italiani – passati da Bossi a Berlusconi, Grillo e Salvini – non è una novità: vedremo se e quanto questa strategia avrà successo in America.
Paul_Wayne_Terry_Tulsa_PoliceE proprio dagli Usa arriva una storia emblematica sull’importanza di un uso attento delle parolacce: è la storia di Paul Wayne Terry (nella foto a destra), un rapinatore, che pochi giorni prima di Natale è stato arrestato in Oklahoma dopo sole 24 ore da una rapina che aveva commesso. La polizia lo ha rintracciato in modo così rapido perché Terry ha sul viso alcuni tatuaggi che non passano inosservati: due corna, sotto cui campeggia la scritta “Fuck cops”, fanculo sbirri… Possiamo dare a Terry un premio di consolazione per l’insulto più avventato del 2015.

MENZIONE SPECIALE

shutterstock_165469178Merita una menzione speciale un personaggio che mai ci saremmo aspettati di associare alle parolacce: papa Francesco. Ho trovato sorprendente che proprio da un papa siano arrivate alcune riflessioni serie, equilibrate e non ideologiche (anche se frammentarie) sul turpiloquio: un dato sorprendente per il capo della Chiesa, e un’ulteriore conferma che Bergoglio è un pontefice molto attento alla società di oggi. Della quale non si erge a giudice: infatti ha ammesso di aver egli stesso imparato a dire parolacce fin dalla tenera età (come tutti noi). «Quando ero in quarta elementare ho detto una brutta parola alla maestra» ha raccontato Bergoglio (foto Shutterstock) durante un’udienza. «Lei, buona donna, ha fatto chiamare mia mamma, e mi ha chiesto di chiedere perdono alla maestra. Lo ha fatto con tanta dolcezza, e sono rimasto contento, ma quello era il primo capitolo: poi, a casa incominciò il secondo capitolo… immaginatevi voi». Ed ecco le riflessioni di papa Francesco sulle parolacce:

  1. sul peso delle parole e l’importanza di rispettare il sacro. Commentando la strage dei giornalisti di Charlie Hebdo che avevano pubblicato vignette satiriche su Maometto, il papa ha detto: «se un amico dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno, è normale… Io non posso insultare, provocare una persona continuamente, perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta: la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò deve essere prudente».
  2. sull’inflazione delle parolacce e l’ipocrisia delle buone maniere: «Stiamo diventando una società delle cattive maniere, dove si dicono tante parolacce, anche in pubblico. Ma attenzione: dietro le buone maniere si nascondono spesso cattive abitudini, e questo avviene anche nella religione. Nella storia abbiamo conosciuto anche un formalismo che maschera aridità dell’animo e disinteresse». Insomma, cerchiamo di rispettarci, ma non dimentichiamo che dietro una persona bene educata può celarsi anche un gretto. A volte vale anche il contrario.

Hanno parlato di questo post AdnKronos., il Tempo, Italy Journalil Monito.

vito tartamella

vito tartamella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *