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Insultare? Non ha prezzo. E i tifosi si autotassano

lestiniCen

La raccolta fondi dei tifosi bolognesi su Facebook.

Volete cancellare gli insulti negli stadi? Le multe, anche salate, non servono a nulla. La dimostrazione arriva oggi da Bologna: qui i tifosi della squadra di basket la Fortitudo (che milita in A2), hanno deciso di autotassarsi pur di continuare a insultare un avversario odiato senza pesare sui bilanci della loro squadra. Un’iniziativa senza precedenti.
Il razzismo, però, stavolta non c’entra: il bersaglio del loro odio non è un giocatore straniero ma italiano, Federico Lestini, che gioca nel Bawer Matera.  I suoi rapporti con gli ultrà bolognesi (la “Fossa dei leoni”) sono incrinati da tempo: le ruggini risalgono al 2010, quando la Fossa e il giocatore, che vestiva la maglia di Forlì, “passarono un’intera stagione tra provocazioni reciproche, di cui non è si è mai riusciti a capire bene l’origine”, riferisce il Corriere.
Queste ruggini sono inarrestabili: la scorsa estate le proteste dei tifosi hanno impedito il trasferimento di Lestini al Bologna. E lo scorso dicembre, quando Lestini venne a giocare l’ultima volta contro il Bologna, i cori offensivi provenienti dagli spalti contro di lui sono costati alla Fortitudo una sanzione di 1.333 euro. E dato che i bilanci del basket non sono paragonabili a quelli del calcio, e che la Fortitudo già paga forti somme per gli insulti dei tifosi (con 14.520 euro è la società più sanzionata della A2, scrive Repubblica), la Fossa dei leoni ha lanciato su Facebook una raccolta fondi preventiva (1 euro a tifoso), parafrasando un celebre spot di Mastercard: “insultare Lestini? non ha prezzo”. I tifosi hanno anche promesso di devolvere in beneficienza i soldi raccolti se non dovessero essere multati.

La vicenda sarebbe divertente se non fosse avvilente per i sentimenti in gioco: il fair play, questo sconosciuto. “La prendiamo come parte della goliardia che caratterizza l’essere tifoso, mi auguro soprattutto che i tifosi la vivano come tale” ha commentato il ds ed ex capitano Davide Lamma. Ma, visti i precedenti, ho qualche dubbio che i cori contro Lestini saranno solo goliardici. Di certo, l’episodio dovrebbe far riflettere quanti pensano di bloccare le parolacce a suon di multe (tema di cui avevo già parlato qui). Per eliminare gli insulti, infatti, bisognerebbe intervenire sull’odio che li alimenta: ma è molto più difficile che comminare multe.

FossaLeoniAGGIORNAMENTO: dopo il clamore mediatico suscitato dalla loro iniziativa (definita “goliardica”), i tifosi della Fossa dei Leoni hanno deciso di fare retromarcia. Niente collette per favorire gli insulti. La procura della Federazione pallacanestro, infatti, aveva aperto un’indagine sul caso. E loro hanno preferito lasciar perdere: in vista di un’azione premeditata, infatti, i giudici sportivi avrebbero preso provvedimenti contro la Fortitudo. Così, durante la partita (stravinta dalla squadra bolognese) i tifosi si sono limitati a fare qualche fischio e qualche coro.

Un caso simile a quello di Bologna, comunque, era stato immaginato dagli sceneggiatori del telefilm “Boris“: in un episodio si era stabilita una multa di 20 euro per ogni bestemmia. La differenza è sostanziale: le imprecazioni non sono controllabili, mentre gli insulti sì. Ecco, comunque, la reazione dell’elettricista Biascica, accanito imprecatore:

vito tartamella

vito tartamella

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