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Cosa ci guadagnano i politici a insultare?

LE SCOPERTE: FREQUENZA, BERSAGLI E PARTITI

Una mole così ampia di dati ha permesso di fare le seguenti scoperte:

  • L’ex presidente Joe Biden, fra i più bersagliati dai repubblicani.

    la politica dell’insulto è diffusa senza barriere ideologiche in ambo gli schieramenti politici (democratici e repubblicani, rispettivamente la sinistra e la destra), ma è attuata comunque da una piccola minoranza

  • Insultano molto di più gli esponenti di destra rispetto a quelli di sinistra: i repubblicani ricorrono agli insulti con una frequenza 2,7 maggiore rispetto ai democratici
  • gli attacchi personali avvengono 1,3 volte più spesso alla Camera dei Rappresentanti rispetto al Senato
  • gli attacchi personali aumentano nel periodo precedente le elezioni, passando da una media settimanale di circa lo 0,2% a un massimo di circa il 5,5%,
  • Più si ricorre all’insulto, meno tempo si dedica alla discussione politica vera e propria
  • Gli attacchi personali sono 3 volte più frequenti su X (1,8%) che alla Camera o al Senato (0,6%): i politici sono più aggressivi quando si rivolgono direttamente al pubblico o ai mass media
  • I bersagli più frequenti degli attacchi sono i leader degli schieramenti: all’epoca dello studio, i 3 candidati alla presidenza ovvero Joe Biden (8.546 attacchi), Kamala Harris (2.958) e Donald Trump (2.930). I candidati democratici alla presidenza hanno ricevuto la maggior parte degli attacchi retorici, circa il quadruplo di quelli rivolti al presidente Donald Trump.

(avanti) Il guadagno degli “imprenditori del conflitto”: la visibilità 

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