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Ma chi ne °**°# dice di più?

Quale nazione vanta il record di parolacce?
Salvo

Caro Salvo,
rispondere alla tua domanda è un’impresa quasi impossibile. Molti attribuiscono questo primato all’Italia, altri alla Spagna. Ma chi ha ragione?
Uno dei pionieri nel campo, l’antropologo inglese Ashley Montagu, 40 anni fa diceva che “Le parolacce sono un tema così vasto che ogni tentativo di studiarne tutte le varietà del mondo sarebbe impossibile”.
Ma oggi, grazie a Internet possiamo farci un’idea concreta seppure approssimativa. Sul Web, infatti, esistono molti dizionari interlinguistici di parolacce. Il più completo è l’Alternative dictionary del norvegese Christian Holm: per quanto aggiornato al 2004, è uno dei più seri e documentati che ho trovato in Rete. Il suo dizionario elenca in 131 pagine gli insulti in 162 lingue. Le lingue più ricche risultano (in ordine decrescente) inglese, olandese, spagnolo, francese e italiano. Ma la classifica non può essere presa per oro colato: il dizionario di Holm (un’opera titanica, nuova e come tale assolutamente meritoria) si basa sulle segnalazioni dei navigatori, e non è uno specchio fedele e scientifico della realtà.
Ma è un viaggio molto interessante (e divertente) in culture lontane. Si può scoprire, per esempio, che i Paesi nordici sono più ossessionati dagli escrementi,  quelli latini dal sesso, e quelli orientali dagli antenati. In uno dei prossimi post vi racconterò qualche aneddoto  tratto dal mio libro. Per esempio, che nei Paesi latino-americani l’organo sessuale maschile è chiamato con nomi di persona: Carlitos (Colombia), Pepe (Cuba), Sancho (Messico), Pepito (Cile), Juanito (Perù)…
Ma se nel frattempo avete segnalazioni curiose e divertenti dall’estero, scrivete: il giro (volgare) del mondo è appena cominciato…

vito tartamella

vito tartamella

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