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La parolaccia… è un mio diritto!

Alberto Moretti scrive:
Esiste il diritto alla parolaccia e alla bestemmia, non perseguibile civilmente e penalmente? Soprattutto se si ha una vita di m…?

 

Caro Alberto,
la nostra Costituzione non prevede il diritto alla parolaccia (tanto meno alla bestemmia). Tuttavia, negli ultimi tempi il nostro  Codice Penale qualche progresso l’ha fatto. Il turpiloquio, cioè il linguaggio contrario alla pubblica decenza, non è più reato dal 1999: si può imprecare senza rischiare multa o galera (a meno di farlo in tv e in orari “protetti”: ma in questo caso chi le dice non rischia nulla, se non l’espulsione dal programma).
Sempre dal 1999 la bestemmia non è più un illecito penale bensì amministrativo: se la dici, rischi una sanzione da 51 a 309 euro.
In sintesi: il diritto all’imprecazione (tali sono le esclamazioni dette per sfogarsi, bestemmie comprese) non è tutelato dalla legge. Né in Italia né – a quanto ne so – all’estero.
Però, a fronte di questo (presunto) vuoto legislativo, possiamo affermare che esiste un “diritto naturale” all’imprecazione. I neurologi hanno scoperto che nel nostro cervello c’è un’area specializzata nell’archiviazione e produzione di parolacce: è un’area diversa da quella che controlla tutte le altre parole. Tant’è vero che si può perdere la parola (in seguito a ictus, traumi, operazioni chirurgiche) ma non la parolaccia. Perché l’imprecazione svolge una funzione neuropsicologica importante: traduce in parole le emozioni più forti (rabbia, paura, disgusto…) che di per sé sarebbero inesprimibili.
Non a caso, in un sondaggio della Bbc – l’austera rete nazionale inglese – su 1033 telespettatori, il 73% ha giudicato appropriata un’imprecazione in tv se usata in un momento di rabbia piuttosto che come intercalare.
Sulla bestemmia, tuttavia, ho qualche riserva: essendo un attacco frontale alla divinità, chi la dice non solo si sfoga, ma di fatto offende chi, fra gli ascoltatori, ha sensibilità religiosa. Non è quindi un mero sfogo individuale ma anche un messaggio diretto ad altri.
E i navigatori di Focus che cosa ne pensano? Si dovrebbe istituire per legge il diritto alla parolaccia? E in che modo?

vito tartamella

vito tartamella

0 Comments

  1. Secondo me, tutti dovremmo essere liberi di dire le parolacce, nel contesto più pertinente. In fondo l’etmologia della parola parla da sola, è una parola, certo non elegante, ma se io dico una parolaccia a qualcuno,questo tale perchè si offende e non mi risponde per le rime? E ancora, scomoda avvocati,giudici, Supreme Corti ecc.

            Viva la libera Parolaccia

                                                                 piripikkio

  2. “Tant’è vero che si può perdere la parola (in seguito a ictus, traumi, operazioni chirurgiche) ma non la parolaccia.”

    Verissimo. Mio padre ha avuto un ictus anni fa e soffre di afasia.

    Subito dopo l’evento, ricoverato, farfugliava più che parlare, e nell’agitazione cercava di darci istruzioni perchè avevamo appena traslocato e c’erano lavori da finire.

    Per dirci di aprire il pannello della caldaia, mimava il detto pannello e diceva “Apri la fig…” Mio fratello, cui era indirizzato il consiglio, se ne uscì con un “Magari!”

    La parolaccia e la risata a volte aiutano anche nei momenti peggiori.

  3. io nel mio cervello ne dico molte di parolacce… quando sto per scoppiare le dico sottovoce, nessuno mi sente e io mi sono sfogata… riesco a controllarmi tranquillamente… credo che l” equilibrio deve essere alla base di tutto… non accetto quelli che usano parolacce con i figli piccoli e lasciano che i propri figli le dicano… cmq sempre mejo dire una parolaccia che alzare le mani addosso una persona.

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