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Le canzoni più volgari d’Italia



Fanno ancora scandalo le parolacce nelle canzoni? Evidentemente sì. La questione si è (ri)aperta con l’ultimo singolo di Luca Carboni, “Cazzo che bello l’amore”: il brano è censurato alla radio, ha denunciato Jovanotti. E così si è scatenata un’ironica gara al titolo “politicamente corretto”: da “Mi consenta che bello l’amore” a “Capperi che bello l’amore”…
La notizia, comunque, è sorprendente. Anche perché non è né il primo caso, né il più grave nella storia della musica leggera italiana. Come ho ricordato nel mio libro, i primi che nella musica italiana hanno fatto scandalo con le parolacce furono gli Squallor nel 1973 con l’album “Troia” (seguito da “Pompa”, “Vacca”, “Cappelle”): un gruppo goliardico, antesignano di Elio e le storie tese, che all’inizio, per beffare la censura, giocava pesantemente sui doppi sensi. (In home page, foto Shutterstock)

Ma torniamo per un attimo a Carboni. Come sempre, per giudicare una parolaccia bisogna inserirla nel contesto, sia della canzone stessa che della nostra epoca. La canzone, vista senza moralismi, è un inno all’amore, in stile naif com’è tipico di Carboni. E la parolaccia ha un senso rafforzativo, colloquiale: non mi pare che voglia creare scandalo, o far leva su emozioni di basso profilo. Certo, è sgradevole ascoltare il brano per radio mentre si viaggia con i figli piccoli in auto, ma è altrettanto vero che in tv, per strada, nei bar, negli stadi i nostri bambini ascoltano parole ben peggiori (e raramente con spirito romantico…). Sicuramente Carboni paga lo scotto di una volgarità nel titolo: di certo è imbarazzante per un dj annunciare in radio «E ora trasmettiamo l’ultima canzone di Luca Carboni, “Cazzo che bello l’amore”!». E’ probabile che se l’esclamazione incriminata fosse stata solo all’interno del brano, sarebbe stata digerita più facilmente. Lo testimoniano due illustri precedenti: Zucchero, che nel 1987 lanciò “Pippo” (“che cazzo fai?”) e Giorgio Faletti nel 1994 con “Signor tenente” (“minchia signor tenente”).

Ma il “caso Carboni” mi ha acceso anche una curiosità: qual è la canzone più volgare nella storia della musica italiana? La domanda è ambigua: il primato può essere misurato sia per la quantità totale di parolacce, anche ripetute, sia per qualità, ovvero per la presenza di vari tipi di parolacce. Sciolto questo dilemma, la risposta resta difficile: non ho trovato qualcuno che si sia preso la briga di fare un censimento del genere. Quindi, se fra i naviganti c’è qualcuno che conosce casi più notevoli, mi scriva e integrerò l’elenco.

Il rapper italiano Fabri Fibra.

Ma prima di dare i numeri, una piccola analisi. Le canzoni che contengono parolacce possono essere classificate in 4 grandi filoni:

1)    invettive: canzoni di protesta, individuale o sociale. Il sentimento che le anima è la rabbia.

2)    goliardiche: canzoni scritte a scopi umoristici con varietà di argomenti: sesso, satira politica, escrementi… Sentimento: umorismo, gioco.

3)    oscene: parlano apertamente di sesso, senza filtro. Sentimento: eccitazione.

4)    colloquiali: usano il linguaggio di strada per esprimere i contenuti più vari  (è il caso della canzone di Carboni). Sentimento: un’ampia varietà, espressi con registro colloquiale.

Ed ecco la classifica:

Interprete Canzone e anno Quantità totale di parolacce Tipi di parolacce Filone
Bassi Maestro/Fabri Fibra S.A.I.C. (Succhiateci ancora il cazzo) 2004 30  (cazzo 13, feccia 1, vaffanculo 2,  culo 3, mafia 1, melma 1, cazzate 1, spompinare 1, boia 1, sborrare 1, troia 1, scemo 1, rincoglionito 1, leccapalle 1, incazzarsi 1) 15 invettiva
Squallor Cornutone 1981 30 (cess 1, fanculo 1, cornutone 4, chiamare, 3, bucchina 2, pereto 2, zizze 3, cazz 4, fess 5, cacà 1, arrizzà 3, puttana 1) 12 goliardica
Fabri Fibra Rap in vena 2004

 

25 (sbattere 3, cazzo 9, pisciare 1, troia 1, sborrare 2, stronzo 1, scemo 1, merda 1, pazzo 1, troia 1, uccello 1, pacco 1, scopare 1, culo 1) 14 invettiva
Fabri Fibra Solo una botta 2004 21 (cazzata 1, chiappa 1, palle 1, cazzo 5, figa 2, culo 1, bocchino 1, scopare 2, cappella 1, mignotta 2, sborrare 1, venire 1, incazzare 1, pugnetta 1) 14 oscena
Roberto Benigni Inno del corpo sciolto 1979 18 (cagare 7, culo 2, cagone 1, cessi 1, merda 4, incazzare 1, merdone 1, stronzone 1) 8 goliardica
Francesco Guccini L’avvelenata 1976 17 (stronzo 2, cazzo 1, culo 2, fregare 1, bega 1, scopare 1, buffone 1, negro 1, frocio 1, cretino 1, cesso 1, coglioni 1, cazzate 1, casino 1, fesso 1) 15 invettiva
Fabri Fibra Coccole 2006 17 (coglioni 1, troie 7, mignotte 6, zoccole 3) 4 invettiva
Fabri Fibra Venerdì 17  2004 17 (froci 1, recchioni 1, merda 2, puttane 1, ruffiane 1, cazzo 6, incazzarsi 1, schifo 1, sborra 1, sfiga 1, sbirro 1) 11 invettiva
Fabri Fibra Non fare la puttana 2004 17 (puttana 9, sbatto 1, culo 2, cazzo 2, merda 1, sega 1, cappella 1) 7 invettiva
Elio e le storie tese Cara ti amo 1989 14  (cazzo 1, tette 1, stronzo 1, porco 1, finocchio 1, troia 1, palle 1, culo 2, merda 1, cagare 2, chiavare 1, scopare 1) 12 goliardica
Marco Masini Vaffanculo 1993 14 (vaffanculo 13, pazzo 1) 2 invettiva
Marco Masini Bella stronza  1996 (stronza 7, culo 1, puttana 1) 3 invettiva
Giorgio Faletti Signor tenente 1994 (minchia 6) 1 colloquiale
Vasco Rossi Nessun pericolo per te 1996 (1 fucking, 1 puttana, 2 vai affanculo, 2 cazzo) 4 invettiva, ribelle

Dunque, il re del turpiloquio nelle canzoni italiane è senz’altro Fabri Fibra (e il suo album del 2004 “Mr Simpatia”, anche se in realtà tutta la sua produzione è ad alto tasso di parolacce). Nella classifica resistono ancora due “classici” come “L’avvelenata” di Guccini e “L’inno del corpo sciolto”, ma è soprattutto la rabbia delle invettive a produrre il maggior numero di canzoni volgari. E ancora vi scandalizzate perché Carboni dice 4 misere volte “cazzo”?

vito tartamella

vito tartamella

8 Comments

  1. Anche “Ombrelloni” di Simone Cristicchi ha incontrato un periodo di censura quando uscì come singolo: aggirarono poi l”ostacolo “biip-ando” le parolacce.
    Praticamente, tutto il ritornello più un altro paio di biip sparsi, anche quando mandavano il video sui canali specializzati XD

  2. A freddo mi viene in mente proprio Jovanotti
    che all”inizio degli anni ”90 intitolava e cantava
    il pezzo “puttane e spose” poi duettato e pubblicato
    in versione live con il buon Carboni.
    E gli Afterhours che nell”ambiguo e splendido brano “strategie”
    dopo aver citato chiaramente”..succhiandomi il cazzo”
    urlano, come solo Manuel Agnelli sa fare
    “scopami fra fiori urlanti”.
    E chi era quel tipo strano che cantava ” Faccia da Pirla?” vi ricordate?

  3. I prophilax, gruppo romano, hanno aggirato l”ostacolo con un brano dal titolo “mandami in radio col bip”, in cui tutte le parolacce sono bippate ma riconoscibili.

  4. Sì però scusate, in questo schema considerate “mafia” “buffone” e “pazzo” parolacce?
    E come faccio io che scrivo satira musicale? Non ho scampo!!

    • Caro Saffir, da sempre chi scrive satira gode di una sorta di “licenza di uccidere” (purché non usi insulti immotivati o crudeli, senza spirito). Se lei fa una satira intelligente e argomentata, non ha nulla da temere e può usare tutte le parolacce che servono a esprimere la sua visione artistica. Come fanno, del resto, Elio e le storie tese, Checco Zalone, Guzzanti e molti altri.
      I termini “buffone” e “pazzo” sono certamente offensivi: nessuno li usa come complimenti. Quanto al termine mafia, nella canzone di Fibra ha un senso spregiativo. E in un sondaggio che ho promosso da questo sito, il “volgarometro”, gran parte dei lettori ha indicato “mafioso” non solo come insulto, ma come insulto pesante.

  5. NESSUN PERICOLO PER TE (V.Rossi)
    Parolacce:
    puttana (1)
    cazzo (2)
    fanculo(2)
    sex, fuck (4)
    fucking (1)

    • Grazie, Matteo! Il tuo conteggio però non è del tutto esatto (stando al testo pubblicato su questo sito): fucking (1), puttana (1), vai affanculo (2), cazzo (2). E “sex” non è una parolaccia (si può dire in ogni circostanza). Ho aggiornato la classifica!

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