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Ditelo con i fiori, ovvero: come insultare con stile

Un insulto perifrastico: l’effetto è comico (montaggio foto Shutterstock).

Siete stanchi delle parolacce sui social, in tv, alla radio? Se volete distinguervi dalla massa, senza rinunciare a offendere, un rimedio c’è: gli insulti educati. In questo articolo ne trovate un nutrito prontuario di 33 frasi, adatte per varie occasioni. Per fare bella figura in società, e anche per proteggere la forza espressiva delle parolacce. Il loro uso frequente le sta infatti inflazionando.
Ma come si fa a offendere in modo garbato? La ricetta è semplice: basta sostituire le espressioni turpi con parole neutre: ci si affida alla perifrasi, il “giro di parole”.
Facciamo un esempio, che mi è stato raccontato da alcuni amici umbri. Una sera, durante un’infuocata seduta in consiglio comunale, un politico che era stato a lungo ostacolato e offeso da un avversario, gli ha risposto: “Taci tu, che per farti visitare alla testa devi andare dall’urologo!”. Risultato? Dopo qualche secondo, a tutti è stato chiaro il significato implicito della frase (“testa di cazzo”). Tutti sono scoppiati a ridere, e il destinatario dell’insulto è rimasto ammutolito.

Un cartello ambiguo: può essere letto “Salvini bacia Milano”, ma anche “Salvini, baciami l’ano”. Un modo per aggirare le censure.

Perché un insulto elegante può essere più efficace di uno greve. Ma perché? Perché sono una straordinaria invenzione linguistica: rientrano nella categoria degli eufemismi (di cui ho parlato in questo articolo). Sono gli eufemismi più indiretti: non si limitano a sostituire qualche lettera di un termine pesante (“cacchio” invece di “cazzo”), ma lo sostituiscono con termini equivalenti ma accettabili (“organo sessuale maschile” invece di “cazzo”). Tant’è vero che possono essere usati (più o meno) in qualunque occasione, a differenza delle scurrilità. Insomma, un passepartout linguistico.

Ma attenzione, nessuno di questi giri di parole vi metterà al riparo dal rischio di una causa per ingiuria o diffamazione: nelle aule di un tribunale, non fa differenza se un insulto è espresso in termini rudi o forbiti. Se lede la dignità, l’onore di una persona, è perseguibile. Tenetelo ben presente!
Questo gioco intellettuale, infatti, ha 4 effetti.

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VARIANTI, CONTRABBANDO, AUTOCONTROLLO E SFIDA
  1. Sono varianti di stile linguistico, con effetti comici: è come eseguire “Fratelli d’Italia” in versione heavy metal. Le note musicali, l’armonia e il testo rimangono gli stessi, ma cambia il tempo e il modo di esecuzione. E alla fine anche il risultato è diverso. Stilisticamente parlando, gli insulti forbiti stanno all’erotismo come le volgarità alla pornografia. Le offese garbate hanno lo stesso contenuto offensivo dei loro equivalenti scurrili, ma sotto un’altra forma. Come spiegavo in un altro articolo, le parolacce sono tali perché esprimono contenuti offensivi (ledono la dignità e l’autostima di una persona) grazie a due ingredienti: un registro linguistico “basso” (popolare, colloquiale, informale, volgare), ovvero un linguaggio da osteria; e connotazioni (cioè sfumature emotive) forti e negative. Le parolacce educate, invece, eliminano questi due ingredienti: sia il registro “basso” che le sfumature emotive. Perdono in incisività, ma guadagnano un effetto comico. A chi le ascoltano, quindi, fanno uno strano effetto: dicono cose terribili in modo pacato e asettico. Un contrasto a cui non siamo abituati, come mangiare le fragole con l’aceto balsamico. E questo contrasto ha spesso un effetto comico: come le barzellette, fanno ridere perché ci sorprendono con un senso finale a cui non avevamo pensato.
  2. Sono un perbenismo di facciata, una forma di contrabbando. Chi usa un insulto forbito risulta formalmente ineccepibile: non viola un tabù, perché non dice una parola vietata; ma al tempo stesso esprime un contenuto aggressivo, che è pur sempre una violazione della pace e dell’ordine sociale. Sono offese “sotto mentite spoglie”: si riesce a essere scorretti ma senza perdere autorevolezza.
  3. Sono un’espressione di autocontrollo: chi riesce a dire “Non ti disturba stare seduto sul tuo cervello?” invece di “Faccia da culo” dimostra di sapersi controllare. E la forza controllata è spesso più temibile della forza bruta, perché mostra una superiore padronanza di sè.
  4. Sono una sfida intellettuale. Gli insulti eleganti sono come indovinelli da risolvere, perché chi li ascolta deve tradurre le parole forbite nell’espressione volgare a cui alludono. Dire “Vorrei schiacciarti per vedere se davvero porti fortuna” equivale a “Sei una merda”. Se la versione forbita perde in immediatezza e incisività, guadagna però in ricchezza di stile e novità. E aggiunge un elemento di sfida: mostra la cultura e la padronanza lessicale di chi li dice. Chi non li capisce, chi non riesce a rispondere con lo stesso tono, risulta inferiore, quindi ulteriormente insultato e sconfitto.

Umberto Eco (foto Shutterstock).

Dunque, le parolacce forbite sono un gioco sofisticato e ricco di effetti psicologici e sociali. Tanto che sono state usate, fra gli altri, da un genio della letteratura del calibro di William Shakespeare: il drammaturgo inglese era capace non solo di scrivere insulti volgarissimi ma anche raffinati: in “Re Lear”, il conte di Kent dice al servo Osvaldo: “sgranocchiatore di rifiuti, sordido erede d’un sacco di stracci”. Un modo intellettuale di dargli dello “zozzone poveraccio”.
Non stupisce quindi che anche uno studioso del calibro di Umberto Eco (maestro nella padronanza lessicale, amante delle sfide e dell’humor) si sia cimentato in un gioco simile. Nella lista qui sotto, infatti, ho contrassegnato con un asterisco (*) gli insulti eleganti coniati da Eco in una “Bustina di minerva”, una rubrica che teneva sull’Espresso.
Se volete segnalarne altri di meritevoli (sentiti o inventati), potete farlo nei commenti. Ma attenzione: nessuno di questi insulti garbati sarà utilizzabile quando subite un pesante torto da qualcuno o vi pestate il dito con un martello. In questi casi non direte mai “Prodotto del metabolismo intestinale”, ma “Merda!!!”. Quando la rabbia e il dolore sono così intense, l’autocontrollo è impossibile: non si ha né il tempo né la forza di esercitarlo.
Buona lettura.

INSULTI

Faccia di merda Il tuo viso poteva essere definito da un noto maresciallo dell’Impero nelle ultime ore della battaglia di Waterloo (*)

Come diceva De Andrè, dalla tua testa nascono i fiori

Testa di cazzo La tua scatola cranica più che alla speculazione sarebbe adatta alla riproduzione (*)

Per farti visitare al cervello devi andare dall’urologo

Stai bene con la riga in mezzo, ma non capisco quel foro al centro che cosa sia

Ehilà, senza preservativo in testa non ti avevo riconosciuto!

Sei una merda/uno stronzo Segmento fusiforme del prodotto finale di un complesso processo metabolico (*)

Vorrei schiacciarti per vedere se davvero porti fortuna

Per non vedere più la gente come te, basta tirare lo sciacquone

Sei una mezza sega Sei un 50% di deliquio dei sensi ottenuto manualmente (*)
Idiota, imbecille, coglione, testa di cazzo, cretino Se il cervello è la miglior arma dell’uomo, tu sei un pacifista

Mi piacciono le cose piccole, ma col tuo cervello si esagera

Vorrei essere nella tua testa per provare la sensazione di vuoto assoluto

Quando inauguri il cervello dimmelo, che ti regalo una pianta

Leccaculo Ungi sfintere
Faccia da culo Come fai a stare seduto sul tuo cervello?

Se fatichi a farti venir fuori delle idee, prova con delle prugne

Sei un cesso Sai che senza tavoletta e catenella fai tutto un altro effetto?
Figlio di puttana Ha fatto più ciucci tua mamma in una settimana che la Chicco in 30 anni 

Tua madre esercita il mestiere più antico del mondo

Tua madre offre prestazioni sessuali a scopo di lucro

MODI DI DIRE

A cazzo di cane A membro di segugio
Sono cazzi amari Son volatili per diabetici
Hai cagato il cazzo Hai defecato l’apparato genitale maschile
Qui è pieno di coglioni Se le gonadi maschili potessero volare, qui sarebbe un aeroporto
Me ne sbatto le palle Della tua opinione sottopongo a ripetute succussioni l’unica borsa in pelle fornitami da natura, con tutto ciò che essa contiene (*)
Non rompermi i coglioni Non deteriorarmi quelli che l’etimologia latina vuole quali testimoni (*)

Mi hai lesionato il sacco scrotale/le gonadi maschili/le ghiandole sessuali maschili

Resta sulle tue, ma, ti prego, scendi dalle mie

Dici cazzate I tuoi silenzi sono la parte più interessante dei tuoi discorsi

MALEDIZIONI

Ti do un calcio in culo e ti faccio volare Ti interfaccio la parte inferiore delle mie scarpe con la tua zona perineale, imprimendo a tutto il tuo corpo una forza propulsiva atta a farti percorrere un ampio tragitto senza che tu debba ricorrere ai consueti mezzi di deambulazione (*)
Vaffanculo Che tu abbia un rapporto sessuale passivo

Che tu sia un partner passivo in un rapporto fra maschi adulti (*)

vito tartamella

vito tartamella

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