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“Comandare è meglio di fottere”: le parolacce nei proverbi

LE PAROLACCE PIU’ PROVERBIALI

 

Un meme che illustra un proverbio

Se “culo” è la parolaccia più citata nei proverbi, quante altre ce ne sono? E quanto sono frequenti?
Le volgarità sono 37 (le trovate più sotto): su 2030 argomenti, rappresentano l’1,8%. E’ una percentuale approssimativa (dato che in alcuni proverbi è presente più di una parolaccia) e bassa, ma occorre ricordare che le parolacce sono solo una piccola parte del nostro dizionario (nel mio libro calcolavo che sono lo 0,22% sul totale dei lemmi della nostra lingua, includendo anche gli articoli, le preposizioni, i verbi…).
Più interessante un altro dato: le 37 volgarità ricorrono 887 volte. Ciò significa che su 25000 proverbi  il 3,5% contiene una parolaccia (la percentuale potrebbe essere leggermente più bassa perché alcuni proverbi contengono più di una parolaccia). Sono poche ma si fanno notare: è significativo che siano state usate anche espressioni molto scurrili in un sistema di trasmissione di valori e disvalori etici, quali sono i proverbi. Alcune di queste hanno dato vita a espressioni molto note.

Ecco le 10 parolacce più frequenti nei proverbi, in ordine decrescente:

Posizione Lemma Ricorrenze esempio
1 culo 240 tromba di culo, è sanità di corpo
2 coglione/coglionare 113 Di coglioni ne nasce in tutte le stagioni.
3 cacare 79 Cacare e sposarsi se non si fa subito passa la voglia
4 puttana 76 L’occasione fa il ladro e la puttana.
5 pisciare/piscio 53 Chi non piscia in compagnia o fa il ladro o fa la spia
6 merda 49 Nessuno sente il puzzo della sua merda
7 fica 40 Tira più un pelo di fica [capello di donna] che cento paia di buoi.
8 cazzo 27 Al cazzo non si comanda / Il cazzo non vuole pensieri
9 cornuto 22 Uomo sospettoso, cornuto nato.
10 asino (stupido, ignorante) 19 Meglio un asino vivo che un dottore morto

Seguono: fottere (8), scopare (7), porco (6), canaglia, fesso, scoreggia, tetta (4), bastardo, buggerone, uccello (3 nel senso di pene), sega, deficiente, fregna, loffa, sorca, trombare, mignotta (1) 

La parola “culo” è risultata la più frequente per la sua ricchezza espressiva, come dicevo sopra. Nel linguaggio parlato, invece, come avevo scoperto in un’altra ricerca, la più pronunciata è “cazzo“, mentre “culo” è al 7° posto. Del resto, nella conversazione orale c’è un’elevata frequenza di imprecazioni, il che spiega la maggior diffusione di “cazzo” (è un’espressione con molti significati anch’essa, come raccontavo qui).

A livello semantico, a che categorie appartengono le 37 parolacce presenti? La maggioranza (45%) attinge a termini osceni dell’anatomia sessuale; seguono l’area comportamentale (33%) e quella escrementizia (22%). Un risultato che non sorprende, visto che la maggioranza delle parolacce attinge proprio dalla sfera sessuale la propria potenza espressiva. Rispetto al linguaggio parlato nella vita di tutti giorni, tuttavia, nei proverbi c’è un ricorso doppio ai termini escrementizi (servono per rafforzare gli aspetti negativi da cui i proverbi vogliono mettere in guardia) e triplo agli insulti comportamentali (stigmatizzati dai proverbi).

 

⇒(avanti) Perché i proverbi usano le parolacce

 

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One Comment

  1. Il tuo testo sui proverbi merita tutta l’attenzione del lettore. Non è difficile comprendere ciò che scrivi: vi sono chiarezza e precisione. Nello spiegare il significato dei proverbi, in particolare di alcuni, sembra quasi che tu preveda le possibili difficoltà di comprensione da parte dei lettori. È molto interessante il confronto che proponi tra il ruolo del proverbio nel passato e il suo annullamento nel presente, mettendolo in relazione con le trasformazioni avvenute nella società e nell’uomo nel corso del tempo. Molto pertinente è anche l’analisi relativa alla presenza delle parolacce nelle sentenze proverbiali. I dati presi in esame costituiscono un vero tesoro linguistico e semantico. L’approccio fondato su numeri e rispettive percentuali conferisce solidità e credibilità all’esposizione dell’argomento. Numeri e percentuali non mentono.
    Complimenti per il tuo lavoro — in questo momento, quello dedicato ai proverbi — ricco, preciso e intelligentemente strutturato. Con amicizia e stima sincera, ti ringrazio per continuare a dare voce alla saggezza popolare con intelligenza e passione.

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