
Imprechiamo quando proviamo emozioni intense: sorpresa, dolore, ira…
Sono come la valvola di una pentola a pressione: servono a sfogare un surplus di energia, evitandoci di esplodere. Parlo delle interiezioni, le espressioni che usiamo per esprimere le emozioni più forti, soprattutto se impreviste: quando ci diamo una martellata sul dito, inciampiamo, rovesciamo il caffè sulla camicia pulita, perdiamo il treno, ci tagliano la strada, ci rubano il telefono o dobbiamo sollevare un armadio pesante… E quando siamo vicini alla morte: nelle registrazioni delle scatole nere degli aerei precipitati, riporta il sito planecrashinfo.com, ricorrono spesso espressioni come “Oh shit” (Oh, merda) e “fuck” (fanculo).
Spesso, infatti, le interiezioni coincidono con una parolaccia (“Cazzo! Merda! Porca puttana!”): in tal caso si chiamano imprecazioni. Queste ultime, oltre a essere fra le parolacce più pronunciate, sono anche quelle più “magiche” per 4 motivi:
- riescono a esprimere un concetto con una sola parola;
- hanno funzioni importanti, controllate da un circuito cerebrale specifico;
- pronunciarle ci dà realmente più energia per affrontare uno sforzo o sopportare un dolore: lo hanno dimostrato diversi esperimenti scientifici;
- fanno apparire sincero e spontaneo chi le dice.
Su questo affascinante strumento linguistico, tanto animalesco quanto umano, sono state condotte molte ricerche. Perché le imprecazioni offrono una straordinaria finestra per capire il funzionamento del nostro cervello. In questo lungo articolo faccio il punto su queste ricerche, con un’analisi – del tutto originale – sulle imprecazioni italiane.
INDICE
♦ Che cosa diciamo quando imprechiamo
♦ Come funziona il cervello che impreca
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formidabile trattazione! scoprire che imprecare quando pesto un regalo canino mi rende più comprensibile di uno che non lo fa mi ha colpito molto… 🙂 grazie Vito!