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Perché si scrivono insulti sulle bombe

DAI CODICI IDENTIFICATIVI ALLE DEDICHE

“Uova di Pasqua per Hitler”: dedica sulle bombe degli americani nel 1945 (National archives catalog)

Dopo le ghiande di piombo, le dediche sui proiettili hanno debuttato sulle bombe sganciate dagli aerei. I primi bombardamenti risalgono alla prima guerra mondiale, dai dirigibili. E nei bombardamenti da terra, già nel 1916 c’è una foto che ritrae alcuni artiglieri del Regio Esercito Italiano scrivevano “Buona Pasqua” sui proiettili diretti agli austro-ungarici.
Ma fu nella seconda guerra mondiale che questa pratica divenne sistematica. Le forze alleate impiegarono un sofisticato sistema di codici identificativi dipinti sulle bombe con stencil e vernice spray, oppure con gesso o pennarelli. Questi codici servivano a tracciare l’origine della bomba, il suo bersaglio e i dettagli del suo impiego. I codici erano fondamentali per coordinare le missioni di bombardamento, garantendo che le bombe giuste fossero caricate sugli aerei corretti e sganciate sui bersagli designati. I codici di identificazione venivano solitamente dipinti sul lato delle bombe con colori vivaci e contrastanti per garantirne la visibilità. Questi codici includevano una combinazione di lettere e numeri, potevano indicare il tipo di bomba o il suo contenuto esplosivo, mentre i numeri potevano denotare lo squadrone o il numero della missione. Questo sistema consentiva uno smistamento e un caricamento rapidi ed efficienti delle bombe sugli aerei. 

In breve tempo, però, a questa funzione logistica se ne aggiunse un’altra psicologica: scrivere messaggi irridenti di dedica sulle bombe. Le foto dell’epoca mostrano messaggi come “Uova di Pasqua per Hitler” (Easter eggs for Hitler), “Buon Natale Adolf” (Merry Xstmas Adolf) e così via. C’è una foto del 1940 che ritrae un gruppo di soldati italiani sul fronte greco-albanese: posano con alcune bombe sulle quali le scritte vanno a comporre la frase “Buon Natale”.
E questi graffiti hanno debuttato anche sulle prime due bombe atomiche della storia.

La preparazione di “Fat man” nel 1945 (National Archives): una volta pronta vi furono aggiunte dediche irridenti.

Sulla prima atomica, Little Boy”, fu scritto con il gesso “From the boys of Indianapolis”, “dai ragazzi di Indianapolis“. Era un riferimento all’incrociatore USS Indianapolis, un incrociatore pesante della Marina statunitense, che aveva trasportato i componenti della bomba dalla base navale di Hunters Point, in California, fino all’isola di Tinian, nel Pacifico, dove si trovavano i bombardieri B-29. La nave fu affondata 6 giorni prima del bombardamento di Hiroshima. Dei 1.200 uomini a bordo ne erano sopravvissuti solo 316.

Sulla seconda bomba, “Fat man”, sganciata su Nagasaki, la dedica fu scritta direttamente dal generale Thomas Farrell, capo militare del progetto Manhattan:  “To Hirohito, with love and kisses”: “A Hirohito (imperatore del Giappone), con amore e baci”. Considerando che i due ordigni uccisero in tutto oltre 200mila persone, è evidente la tragica sproporzione fra lo sberleffo apparentemente giocoso e la strage che ne è seguita.
C’è una foto del 1945 che ritrae Winston Churchill mentre scrive “A present for Hitler” (Un regalo per Hitler) su un proiettile d’artiglieria durante una visita alle truppe canadesi che combattono in Germania.

 

⇒ (avanti) I primi insulti e la “bomba frocia”

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