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15 strani (e divertenti) modi di dire in italiano

Alcune espressioni volgari sono incomprensibili agli stranieri (montaggio foto Shutterstock).

Di solito ce ne accorgiamo quando parliamo con uno straniero: diciamo una frase, e vediamo la sua espressione attonita… Perché abbiamo usato un modo di dire volgare che esiste solo in italiano.

Molte lingue, infatti, hanno le nostre stesse espressioni scurrili, spesso basate su metafore sessuali o escrementizie: per esempio, “rompere le balle” ha equivalenti in tutte le lingue (e questo avviene in molti altri modi di dire testicolari, come raccontavo in questo articolo).

Ma altrettanto spesso, queste espressioni sono usate in combinazioni del tutto originali. Facciamo un esempio. In spagnolo, per dire che qualcosa è molto lontano, si dice “en el quinto coño”, letteralmente “nella quinta fica”. Perché? L’espressione è una variante – volgare – di “el quinto pino” (il quinto pino), modo di dire che si riferiva all’ultimo (e lontano) albero di una strada di Madrid, dove spesso si nascondevano le coppiette per baciarsi.

In questo articolo, però, non parlo di modi di dire stranieri: ho raccolto le espressioni volgari più originali dell’italiano, che non hanno equivalenti in altre lingue.

Le abbiamo sotto gli occhi (o nelle orecchie) tutti giorni, e le usiamo in modo automatico, senza farci caso. Ma se le guardate con occhi nuovi, vi accorgerete di quanto siano straordinariamente creative ed efficaci. Provate a tradurle letteralmente in un’altra lingua (inglese, francese, spagnolo), e il risultato sarà straniante. Oltre che comico.

 

FIGA

1) ESSERE UNA FIGA DI LEGNO (= donna che non si concede mai): la metafora accosta la frigidità all’insensibilità dell’organo sessuale, come se non fosse fatto di carne. In inglese suonerebbe “to be a wooden cunt”: una frase del tutto insensata.

2) MORTO DI FIGA (= allupato che sbava per ogni donna) : l’espressione è un calco volgare di “morto di fame”. Indica un uomo che cerca una partner a ogni costo, senza dignità, sbavando per ogni donna e tentando approcci continui e maldestri.

3) SFIGATO (= sfortunato, privo di fascino, insignificante): letteralmente sfigato significa “senza figa”, cioè senza donna. Da sfigato deriva la parola sfiga, che significa sfortuna, iella: non avere una partner è considerato sinonimo della malasorte più dura da affrontare. A dire il vero c’è di molto peggio (la malattia, per esempio) ma tant’è.

 

CAZZO

Un’ironica rivisitazione di “Toy story” (da memegen.it).

4) A CAZZO DI CANE (= azione eseguita senza cura, malamente, in modo approssimato, a casaccio, con imperizia, maldestramente, in modo sconclusionato, senza criterio): è un riferimento all’organo sessuale del cane, ciondolante e sempre in bella vista. L’espressione nasce anche dal disprezzo, diffuso nell’antichità, verso questo animale, perché non si vergogna di accoppiarsi in pubblico (come raccontavo in questo articolo a proposito dell’espressione “porco cane”).

5) CON I CONTROCAZZI / CONTROCOGLIONI (= alla grande, forte, imbattibile): è un rafforzativo di “cazzo” (nel senso di cazzuto, forte). Deriva da “contro” inteso come contrario (come in contraltare, contrammiraglio, contrordine). Dunque, l’espressione è un modo di indicare qualcosa (coi cazzi) e il suo contrario (controcazzi), come a coprire l’intero spettro delle possibilità.

6) FARSI I CAZZI PROPRI (= occuparsi dei propri affari senza ficcare il naso in quelli degli altri): se l’organo sessuale è sinonimo di intimità, si capisce che possa essere usato come sinonimo di vicende private. L’uso del termine osceno rafforza il senso diretto e minaccioso della frase. Varianti: farsi una fialetta / una padellata / un piatto / una carriola / una vagonata / una camionata di cazzi propri.

7) NON CI SONO CAZZI (= non ci sono dubbi o obiezioni di sorta): l’organo sessuale maschile è usato spesso come sinonimo di problema (“sono nei cazzi”, “sono cazzi amari”) o di situazioni di scarso valore (“cazzate”). Questa espressione è usata quindi per rafforzare il concetto di una situazione senza alternative.

8) CAGACAZZI (= persona fastidiosa, seccatore): quando qualcosa fa “cagare il cazzo” significa che risulta ruipugnante perfino all’organo sessuale (considerato la parte anatomica di minor valore). Perciò il “cagacazzi” è una persona che suscita questo tipo di disgusto. L’espressione si è diffusa anche grazie alla sua musicalità, data dalle tre sillabe quasi identiche (ca-ga-ca) che si susseguono nella parola.

 

CULO

Una traduzione per anglofoni (da italianformygirlfriend).

9) AVERE CULO (= avere fortuna): perché il deretano è sinonimo di fortuna? Perché è simbolo di fecondità (e non solo), come ho raccontato più ampiamente in questo articolo.

10) PRENDERE PER IL CULO (= prendere in giro): spesso il sesso è usato come metafora per esprimere sfruttamento, sopraffazione (mi hanno fottuto, l’ho inculato…). Afferrare qualcuno per il deretano prelude a questo.

11) STARE SUL CULO (= avere in antipatia): questo detto deriva probabilmente da “stare sui coglioni” (ben più delicati), ovvero avere un peso fastidioso e doloroso sull’apparato riproduttivo. Un’ulteriore variante è “stare sul cazzo”.

12) FARE IL CULO A QUALCUNO (= rimproverare aspramente) e  farsi il culo (= faticare): l’origine di questo modo di dire deriva probabilmente dal rapporto anale.

13) IN CULONIA / CULANDIA (= lontano): deriva dall’espressione “in culo al mondo” dove “culo” sta per parte posteriore, lontana, difficilmente raggiungibile. E’ l’equivalente italiano dello spagnolo “en el quinto coño”.
Questo, comunque, è solo un assaggio degli innumerevoli modi di dire costruiti sulla metafora del deretano: se volete saperne altri, li trovate in questo articolo.

 

MERDA

Un libro-antologia sulle figuracce.

14) FIGURA DI MERDA (= brutta figura): si usa questo modo di dire per indicare una pessima impressione sugli altri. Dato che gli escrementi suscitano il massimo del disgusto.

E’ un’espressione molto efficace: basta paragonarla all’inglese “bad impression” (cattiva impressione) che ne è il suo equivalente. “Lasciami perdere, oggi ho fatto una figura di merda….”.

SEGA

Un best seller senza filtri.

15) FARSI LE SEGHE MENTALI (= avere pensieri inutili e ossessivi): spesso la masturbazione è usata come metafora di attività ripetitive e noiose. Questa espressione denota quindi i pensieri vuoti, inutili, ossessivi. Ed è stata usata come titolo di un best seller psicologico di Giulio Cesare Giacobbe “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”.
E’ per questo stesso motivo che un sinonimo di “discorso lungo, noioso e devastante” è l’accrescitivo “pippone” (da “pippa”, autoerotismo): “quella mi ha attaccato un pippone”…

 Conoscete altri modi di dire – in italiano o in altre lingue – altrettanto sorprendenti, che meritano di essere ricordati? Segnalateli nei commenti.

vito tartamella

vito tartamella

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