LE 10 PAROLE PIU’ CITATE (CON SORPRESA)

Altro proverbio celebre.
Il Dizionario dei proverbi di Carlo Lapucci copre un patrimonio sterminato di espressioni: 25.000. Un campione molto ampio, eppure non esaustivo, perché non copre i proverbi nei vari dialetti, probabilmente, altrettanto numerosi.
Quali sono i termini più frequenti in questa sterminata antologia? Se i proverbi cercano di comunicare una verità, un ammonimento o un insegnamento, su quali aspetti si pronunciano maggiormente? La risposta sarà interessante, dato che – come ammonisce un proverbio – “la lingua batte dove il dente duole”: ci si esprime di più sugli aspetti considerati più problematici.
Ecco le parole più citate nei proverbi (queste espressioni si trovano in un proverbio su 6) in ordine decrescente di frequenza:
| Posizione | Lemma | Ricorrenze |
| 1 | donna | 654 |
| 2 | mangiare | 626 |
| 3 | amore | 587 |
| 4 | morire | 482 |
| 5 | vino | 389 |
| 6 | tempo | 342 |
| 7 | pane, cane | 319 |
| 8 | uomo | 307 |
| 9 | vecchio | 268 |
| 10 | culo | 240 |
La donna al centro
Dunque, la vincitrice assoluta è la donna: perché? È il sintomo lampante che i proverbi sono stati creati per lo più dall’uomo, nel tentativo di inquadrare e comprendere lo sfuggente animo femminile. Ma ci sono anche altri motivi: la donna è stata per secoli la regina della casa, del privato, quindi con un ruolo importante nella gestione della vita domestica e familiare. I proverbi servivano a ribadire le norme di comportamento accettabili (la sposa devota, la madre laboriosa) e a stigmatizzare quelle “pericolose“.
Perciò la centralità della donna è giocata nei proverbi in modo ambivalente: raccoglie le più aspre critiche e allo stesso tempo le più sentite lodi. «Tra le categorie umane contro le quali i proverbi si scagliano con violenza, la donna è una di quelle più bersagliate», sottolinea Lapucci. Ma nel contempo «ha il suo riscatto in molti proverbi che la considerano oggettivamente anche nelle sue grandi qualità, nel ruolo essenziale, benefico, nella sua vita tribolata. Molte altre figure, persino i ladri, i malfattori, le prostitute hanno un proverbio che ne fa vedere un aspetto positivo. Per altre categorie non è così; si assiste a una sorta di semplificazione per la quale ogni aspetto positivo viene cancellato. Una di queste categorie è quella dei parenti: Parenti serpenti, fratelli coltelli, cugini assassini, e non ci si ferma qui».
Dopo la donna, seguono i bisogni del corpo (mangiare, vino, pane), i grandi temi della vita (amore, morire, tempo, vecchio, uomo), e il miglior amico dell’uomo (cane).
Il primato del culo
E soprattutto nella top 10 c’è una parolaccia: culo. Viene dopo la parola “vecchio” e prima di “amico”, all’11° posto con 224 ricorrenze. Il motivo? La ricchezza di significati di questa parola, che ha una grande varietà espressiva (qui e qui ho raccolto vari modi di dire in italiano, qui quelli nel mondo). Nei proverbi il lato B può significare: fortuna (“contro il culo e la corrente non c’è forza competente”: qui ho raccontato l’origine di questo significato), forza indomabile (“Culo e bocca non si tappano a nessuno”), zona vulnerabile e intima (“Chi troppo s’inchina si guardi il culo”), parte degradante (“A chi mi parla dietro gli rispondo col culo”), dignità (“Chi vende il culo non trova sedia adatta”), salute e prosperità (“Tromba di culo, sanità e conforto”).
Il tuo testo sui proverbi merita tutta l’attenzione del lettore. Non è difficile comprendere ciò che scrivi: vi sono chiarezza e precisione. Nello spiegare il significato dei proverbi, in particolare di alcuni, sembra quasi che tu preveda le possibili difficoltà di comprensione da parte dei lettori. È molto interessante il confronto che proponi tra il ruolo del proverbio nel passato e il suo annullamento nel presente, mettendolo in relazione con le trasformazioni avvenute nella società e nell’uomo nel corso del tempo. Molto pertinente è anche l’analisi relativa alla presenza delle parolacce nelle sentenze proverbiali. I dati presi in esame costituiscono un vero tesoro linguistico e semantico. L’approccio fondato su numeri e rispettive percentuali conferisce solidità e credibilità all’esposizione dell’argomento. Numeri e percentuali non mentono.
Complimenti per il tuo lavoro — in questo momento, quello dedicato ai proverbi — ricco, preciso e intelligentemente strutturato. Con amicizia e stima sincera, ti ringrazio per continuare a dare voce alla saggezza popolare con intelligenza e passione.