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Come si offende l’intelligenza (e con quali effetti)

GLI EFFETTI DI QUESTI INSULTI

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Quali sono gli effetti di queste offese? Tutti gli insulti sono, in ultima analisi, giudizi negativi abbreviati (come raccontavo qui): scorciatoie per bollare qualcuno come anormale o inaccettabile. Ogni epiteto è l’esito di un atto di presunzione arrogante: l’insultante si erge a giudice, decretando la propria superiorità — una superiorità, peraltro, raramente dimostrabile. 

Ma gli insulti intellettivi hanno un effetto ancora più profondo e pervasivo. Definire qualcuno “ebete” o “stupido” non significa solo criticare ciò che dice, ma negargli il diritto di parola alla radice: se l’altro è del tutto privo di intelligenza, ogni sua espressione viene bollata preventivamente come priva di valore e di senso. Tant’è vero che chi è incapace di intendere, ovvero chi ha “alterazione grave e perdurante delle facoltà mentali” (per patologia psichica o grave deterioramento cognitivo) viene interdetto, cioè privato della capacità di agire: questo accade per proteggere le persone in condizioni di infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi.
Ai sensi degli articoli 414 e seguenti del Codice Civile, chi è interdetto non può più firmare contratti validi, comprare o vendere beni, fare testamento, sposarsi, partecipare a giudizi (fare causa o difendersi).

Insomma, gli insulti intellettivi fanno entrare in un terreno insidioso dove l’effetto finale è la svalutazione dell’altro nella sua totalità. Da questo punto di vista, gli insulti che prendono di mira le facoltà intellettive di un’altra persona sono i più pesanti di tutti: una sorta di “bomba H” degli insulti. Oltre a essere un atto di manifesta presunzione: chi giudica stupida un’altra persona, dà per scontato di essere molto più intelligente (il che è sempre da provare). E’ la stessa trappola in cui cadono i boriosi, ai quali ho dedicato questo articolo.

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