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Da bocce a zizze, il seno nei dialetti

Un manifesto di CHEAP street poster art a Bologna, un progetto di street art intitolato “Tette fuori”

I loro nomi sono 83, ma richiamano per lo più la stessa azione: succhiare. Nei dialetti italiani, il seno è stato descritto con numerosi termini. Ispirati, più che dalla forma, dalla sua funzione biologica primaria: quella di allattare. A questo alludono tutti i lemmi derivati da tette, puppe, minne, ma anche sise e zinne.
Dopo aver passato in rassegna l’anatomia sessuale maschile e femminile, e i glutei, in questo nuovo articolo ho radunato tutti i termini dialettali che designano il seno, zona erogena di cui avevo già esplorato i numerosi significati culturali in un precedente articolo. 

Parto subito mostrando la mappa qui a lato, dove ho riunito solo i termini più diffusi nel parlato in ciascuna regione: più sotto, invece, troverete le numerose varianti presenti nelle diverse parlate regionali.

Le aree di significato

La zizzona di Battipaglia, a forma di seno.

Prima di pubblicare la tabella con tutti i termini suddivisi per regione, una breve analisi linguistica. I termini, come anticipato, sono 83. E si possono raggruppare per lo più in due grandi aree di significati affini:

  1. Allusione al succhiare: è l’area più ricca di termini, tutti di tipo onomatopeico: riproducono, cioè, il suono o il movimento ritmico del succhiare. Rientrano in quest’area il termine “tette” (con tutte le diverse varianti regionali), diffuso in tutta Italia: da tete (Veneto, Lombardia, Emilia) a tette (toscano), tetin (Liguria), titas (Sardegna). Stessa origine hanno i termini derivati da minne (menne, menni, nenni) o il sardo mammas.
    Anche poccia, che deriva dalla fusione fra poppa e cioccia (succhiare).
    Questa funzione nutritiva ha ispirato alcune specialità gastronomiche a forma di seni, come le “tette delle monache” (ad Altamura, Bari), la “zizzona” (tettona), una mozzarella di bufala extra large (da 1 a 10 kg di peso), ideata e prodotta da un caseificio La fattoria di Battipaglia (Salerno). Le “minni di Virgini” o di Sant’Agata sono dolci siciliani a forma di seno: ricordano il martirio di Sant’Agata, alla quale, per tortura, durante le persecuzioni fu asportato il seno con le pinze.
  2. Celebre commedia di Dario Fu su un diavolo che possiede una donna.

    Termini descrittivi:seno” deriva da sinus, incavo (designa l’incavo all’altezza dello sterno); il termine “zizze” (sise, zinne) dal longobardo “sporgenza”, è molto diffuso al centro-sud; “bocce/pocce” è un’allusione alla forma sferica, come “miluni” (meloni) in calabrese e in siciliano; “petto” deriva dal latino “pectus”, parte anteriore del torace.
    Celebre, a questo proposito, la commedia farsesca di Dario Fo intitolata “Il diavolo con le zinne”: racconta di un diavolo che possiede una domestica vecchia e brutta, trasformandola in una donna attraente e prosperosa.
    Anche in quest’area semantica è presente una specialità gastronomica, le “sise delle monache”, un dolce abruzzese a forma di seno.

Il Poppe Gin, prodotto a Mantova: è chiamato così perché ricavato dal melone.

IL MISTERO DELLE POPPE
Un caso particolare è rappresentato dal termine “poppe”, sul quale i linguisti non hanno trovato un’etimologia che li metta d’accordo. Secondo alcuni, “poppa” deriva da “pupa”, fanciulla, poi è passato a designare le cose infantili (con la ripetizione sillabica tipica dei bambini) fra cui il seno. Da questo significato deriva il verbo “poppare”, ciucciare, che ha anche un aspetto onomatopeico.
Secondo altri linguisti, invece, già in origine “poppa” deriverebbe direttamente da una voce infantile onomatopeica o fonosimbolica (pap-, pop-), che imitava il movimento del succhiare o il suono prodotto dal bambino. Da questa stessa famiglia proverrebbero anche parole come pappa e papilla. Personalmente mi convince di più quest’ultima ipotesi.

Tutti i nomi, regione per regione

Qui a lato ho raccolto in una cartina d’Italia i termini più usati in ogni regione.
Qui sotto, invece, la lista completa dei termini che designano il deretano nei principali dialetti italiani. L’elenco non pretende di essere esaustivo perché, come ho ricordato in ricerche precedenti, non tutti i dialetti hanno dizionari completi online da consultare: se mancasse qualche termine, o ve ne fossero di scorretti, potete segnalarlo nei
commenti, precisando la zona di diffusione (grazie fin d’ora). 

 

VAL D’AOSTA peuppes, sen/chen, pepèn, quequeun [ capezzolo, dal francese coucoune, sporgenza ] 
PIEMONTE püpe, pèt, sen, tëttë, bòce /bose
LIGURIA bocce, pêto, sén, tetìn
LOMBARDIA tète, pètt/pecc , sen, bosce/pocc
VENETO tete, pèto, bòce
TRENTINO ALTO ADIGE tète, pièt, sboze
brùst , tute, zùzzele [ cimbro ]
piet, sen  [ ladino ]
FRIULI VENEZIA GIULIA pets, sen
EMILIA ROMAGNA tĕt, pët, sise, sonne/zonne, bos
TOSCANA puppe/poppe, pocce, bocce, ciocce
MARCHE zizze/sise/zise/zinne, pocce, poppe, tete
senu, tette  [ in fermano ]
ABRUZZO sise/zizze, popp, pitte
LAZIO zinne/zizze/sise, bocce, poppe
UMBRIA pocce
MOLISE pocce
PUGLIA menne/minne/mimmi, nenni, zizze/zizz/zinne, piette/pitte, vrene, sise/zise, coppë 
BASILICATA pocce, pìettë, ménnë
CAMPANIA zizze, pietto, poppe, menne/minne, melune, brioscie [ se grandi ], tròtole, vèrtule [se flosce e rugose]
CALABRIA minne, zizze, poppe
SICILIA minne/i, zizzi, miluni, pettu
SARDEGNA titas, mammas, zizzas / zizzi, dedda, pittu/pettu, minnas

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