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Le città più imbarazzanti d’Italia

Che bei viaggi si fanno d’estate! Sono appena andato a Chiappa (Imola): un paese favoloso, gemellato con Culo (Francia). Lungo il tragitto ho fatto una “sosta tecnica” a Piscia (Francia), e poi una deviazione per ammirare le bellezze di Gnocca (Rovigo). Qui ho… Continue Reading →

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Perché “‘sti cazzi” è diverso da “me cojoni”

In tempi di globalizzazione, i dialetti varcano i confini geografici e si diffondono in tutta Italia. Parolacce comprese. A volte, però, in questo export culturale, le parole assumono nuove sfumature. Oppure vengono bellamente fraintese: è il caso delle espressioni  romane “‘Sti cazzi” e… Continue Reading →

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Disegnare le parolacce

L’ultima novità è arrivata dalla Microsoft: nel sistema operativo Windows 10 sono state inserite le icone (emoji) del dito medio in tutti i possibili colori della pelle, per rendere il gestaccio fruibile a tutte le latitudini, senza discriminazioni. Microsoft sarà il primo colosso informatico a fornire… Continue Reading →

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Piacere, Felice Della Sega

Non vorrei essere nei suoi panni quando arriva il momento di presentarsi: “Piacere, Felice Della Sega“. Portare un cognome volgare può cambiare la vita. Spesso in peggio: scherzi telefonici e citofonici, battutine, prese in giro possono essere un supplizio quotidiano. Ma… Continue Reading →

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Borsellino e Falcone, amici goliardici

Il documento che vedete qui a lato è eccezionale. Non solo per il suo autore, il giudice Paolo Borsellino, e per il suo destinatario, il giudice Giovanni Falcone. Ma soprattutto perché contiene parolacce, e in un modo raro. Nel suo… Continue Reading →

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Nero di troia e bernarda: la lista dei vini osè

Come accompagnare un menu fatto di portate volgari (l’ho raccontato qui), se non con una cantina adeguata? Il mondo dei vini (e degli alcolici in generale) riserva notevoli sorprese agli appassionati di parolacce e di goliardia: l’alcol libera i freni inibitori, e un… Continue Reading →

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Cazzetti, grattaculi e tette di vergine: le parolacce a tavola

Si può parlare di cibo e parolacce? In effetti, un legame fra alimenti e volgarità c’è: per descrivere una donna attraente, la definiamo una “bella gnocca“, e in portoghese comer (mangiare) significa anche scopare. Del resto, fu Freud a scoprire che la… Continue Reading →

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Perché diciamo “porco cane” (e che senso ha)

Da dove salta fuori l’imprecazione “porco cane?”. Che senso ha dare dell’animale a un altro animale, per di più “il miglior amico dell’uomo”? In effetti, non diciamo “asino capra”, “allocco baccalà” o “sorcio coniglio”… E’ vero, c’è l’espressione “porca vacca”:… Continue Reading →

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Giramenti di palle (e altri detti testicolari)

Perché quando siamo arrabbiati diciamo che ci “girano le palle“? La domanda me l’ha posta un lettore di questo blog, Tristan Vallesi. E mi ha permesso di approfondire un fatto sorprendente, a cui spesso non facciamo caso: i testicoli hanno ispirato… Continue Reading →