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La patata e la patacca: parolacce da Nobel

Quando si parla di sesso, non esistono termini “neutri”. Le parole del sesso possono essere eccitanti, ributtanti, oscene, provocatorie e offensive…. Ma perché in alcuni paesi i genitali maschili sono sinonimo di disprezzo (pirla, cazzone…), mentre in altri lo sono… Continue Reading →

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Quando il maraglio si scazza con la fresatrice

Archistar, emo, postare. Sono 3 delle 1.200 “nuove” parole entrate nel vocabolario italiano, secondo lo “Zingarelli 2011”.  Ma fra queste, ci sono anche parolacce? Certo che sì: anche le parolacce, come le parole, hanno vita: nascono, si diffondono, si estinguono…… Continue Reading →

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Così piccoli, così abili… a dire parolacce

A che età i bambini imparano le parolacce? Quante ne sanno? Come le usano? E ancora: i bimbi di oggi ne dicono più di quelli di ieri? Scommetto che molti di voi non sanno rispondere a queste domande. O credono… Continue Reading →

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Oltraggio: il ritorno degli intoccabili (a parole)

Misurate le parole. D’ora in poi, se insultate un vigile (ma anche un poliziotto, un medico, un controllore sul treno, un pilota d’aereo, un insegnante…) rischiate grosso: fino a 3 anni di carcere. Molto meno di quanto rischierebbe se lo… Continue Reading →

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Perché siamo tutti cornuti (parte 1)

Tra le centinaia di insulti della lingua italiana, ce n’è uno decisamente insolito: cornuto. A ben guardare, infatti, questa offesa prende di mira non un difetto fisico o mentale di una persona, bensì una sua condizione, peraltro nemmeno scelta ma… Continue Reading →

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Negro, zingaro, terrone… quando le parole diventano pietre (ma anche fango, gogne, steccati)

Un ragazzo italiano di origine africana ucciso a sprangate al grido di «negro di merda» (vedi qui). Un nigeriano licenziato dopo essere stato chiamato dai colleghi per 2 anni con l’epiteto di «sporco negro» (vedi qui)… Casi eclatanti, certo. Ma… Continue Reading →

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Stupefacente stupidità

Un filosofo dell’800, Arthur Schopenhauer, diceva che l’insulto è un giudizio abbreviato su una persona: “Non dice le premesse e salta direttamente alla conclusione”. Ci sono molti modi, infatti, di etichettare una persona: la si può condannare perché molesta (rompicoglioni),… Continue Reading →

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Si fa presto a dire zoccola

Dicendo quella parola alla moglie, Otello combinò una tragedia: «”Puttana!”, a me: non so nemmeno dirlo questo nome, e soltanto a pronunciarla questa brutta parola mi ripugna”», si sfogava Desdemona. Ma perché “puttana” ha una carica offensiva così forte? Perché… Continue Reading →