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Toh, insultare non è più reato

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Insulti in auto: il traffico fa scaldare gli animi (foto Shutterstock).

Il vicino di casa vi ha insultato sul pianerottolo? L’automobilista nevrotico vi ha preso a male parole per strada? Lasciateli perdere: presto non potrete più denunciarli. O, per essere più precisi, potrete farlo solo se avete abbastanza soldi, e soprattutto le prove delle loro offese. Meglio, insomma, farsi offendere per iscritto, via mail o sms. O viaggiare sempre armati di registratore
Da sabato 6 febbraio, infatti, l’ingiuria non è più un crimine per il quale si rischia la galera, ma è stato degradato a illecito civile
Il governo Renzi, infatti, ha cancellato il reato di ingiuria con un decreto legislativo (il n. 7/2016).
Si sono inflazionate le parolacce, e quindi gli insulti non hanno più peso? E’ vero solo in parte: uno degli effetti della depenalizzazione è che, se doveste essere condannati per aver offeso qualcuno, questo fatto non macchierà la vostra fedina penale,
In realtà, però, la riforma è stata fatta per uno scopo molto più pragmatico: sfoltire il carico dei processi penali. E in più lo Stato si accinge a incassare un bel gruzzolo, non tanto per le sanzioni, quanto per le imposte sul processo.
Non è l’unico reato a fare questa fine: stesso destino l’hanno avuto gli atti osceni in luogo pubblico, la guida senza patente, il falso in scrittura privata…. 

L’ingiuria, insomma, diventa un fatto da affrontare in modo pragmatico: niente più denunce, si può solo istruire una causa davanti a un giudice che – se vi darà ragione – comminerà una sanzione a chi vi ha offeso, quantificando gli eventuali danni. Se è vero che con la riforma sono aumentate le sanzioni (quella massima sale da 1032 a 12mila €) è altrettanto vero, però, che ora la denuncia diventa un privilegio per chi può permettersi di spendere. E diventerà molto difficile riuscire a istruire una causa, come vedremo fra poche righe.
La notizia è stata salutata con gioia da Vittorio Sgarbi e Silvio Berlusconi in un’intervista al Corriere.  E ti credo: Sgarbi ha affrontato finora 400 processi per ingiurie, spendendo 3 milioni di euro. In realtà, però, come vedremo in questo post, le cose non sono così semplici, soprattutto per i personaggi pubblici. Ma cosa cambia, concretamente?
Innanzitutto, ricordiamo che cos’è il reato di ingiuria: è quando si offende l’onore (= valore morale: l’onestà) o il decoro (= rispetto) di una persona presente. Si dice in faccia (o via email, o via sms) qualcosa di offensivo a qualcuno. In pratica, si può offendere con gli insulti (pronunciati o scritti), ma anche con gesti (gestacci, sputi…) o disegni. Se la definizione di ingiuria resta uguale, cambiano però le procedure per avviare un processo e le pene per i trasgressori. Ecco come:

IERI
(art. 594 Codice Penale, abrogato)
OGGI
(decreto legislativo 7/2016)
Procedura: chi è stato offeso sporge querela al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria in Tribunale.

Pene:

ingiuria semplice: reclusione fino a 6 mesi e 516 € di multa;

ingiuria aggravata: reclusione fino a un anno e multa fino a 1032 € se si attribuisce un fatto determinato (“sei stronzo perché hai preso le tangenti da Tizio”) o si offende davanti ad altre persone.
In realtà dal 2000 la pena detentiva è stata sostituita da quella pecuniaria (sempre di natura penale); in caso di aggravanti, sono previsti arresti domiciliari e lavori di pubblica utilità.

Procedura: chi è stato offeso presenta ricorso al giudice civile (fino a 5mila euro di valore, al giudice di pace, altrimenti al tribunale). Il ricorso costa da 70 a 270 euro fra marche da bollo e contributo unificato, più l’onorario dell’avvocato

Pene:

ingiuria semplice: sanzione da 100 a 8mila €

ingiuria aggravata: sanzione da 200 a 12mila € se si attribuisce un fatto determinato o si offende in presenza di più persone

Col vecchio ordinamento, dunque, bastava denunciare il reato per far scattare l’azione penale. Che poteva partire anche in assenza di prove o testimoni: se il giudice ravvisava gli estremi, poteva istruire il processo e condannare il denunciato anche solo sulla parola del denunciante (se non cadeva in tentennamenti o contraddizioni e offriva un quadro circostanziato). Il giudice, insomma, era libero di farsi un suo convincimento, che poi doveva argomentare e motivare nella sentenza. Una situazione un po’ sbilanciata, ma avviene così anche nei processi per stupro o tentata violenza carnaleD’altronde ambo le parti, cioè il denunciante e il denunciato, rischiavano pene pesanti se mentivano (il primo per calunnia, il secondo per falsa testimonianza).
E’ pur vero, però, che questo sistema lasciava spazio a possibili abusi: un giudice poteva condannarvi anche solo basandosi sulla parola (falsa) di chi vi accusava. E, in fondo, era un po’ eccessivo che la magistratura si occupasse dei litigi avvenuti solo fra due persone, senza altri testimoni. D’ora in poi, se l’automobilista di passaggio alza il dito medio, tu ricambi l’insulto, e la cosa finisce lì. 

Ora, invece, chi presenta ricorso per ingiuria deve contestualmente fornirne le prove: la sua testimonianza non basta più. Ma come si fa? Se il vicino di casa mi insulta, se non ho testimoni o un registratore acceso, come faccio a provare il fatto? Diventa improbabile, se non di fatto impossibile. Le registrazioni, tra l’altro, sono lecite come prova solo se avvengono fuori da una privata dimora: ovvero in piazze, strade, giardini, mezzi pubblici. Quindi è ancora più difficile attrezzarsi per le prove (e per una registrazione audio nitida). E questo, comunque, potrebbe essere un progresso: basta denunce facili, basta processi senza prove, insomma.

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Roma: la mail inviata da Silvano Rapi (direzione Pd) ad Alessandro Onorato (consigliere della lista Marchini). Poteva essere una prova per una denuncia, ma Onorato ha preferito renderla pubblica su Facebook.

Dunque, la riforma privilegia di fatto gli insulti scritti: su email o sms, ad esempio. Ma non è l’unica conseguenza della riforma, osserva l’avvocato Giuseppe D’Alessandro, avvocato cassazionista, autore del “Bestiario giuridico”, un’antologia di sentenze su ingiurie, oltraggi e diffamazioni di cui avevo parlato in questo post.
«Innanzitutto» dice D’Alessandro «Sgarbi e Berlusconi sbagliano a entusiasmarsi: se condannati, potrebbero essere chiamati comunque a pagare, e le sanzioni diventano più severe. Ma l’aspetto più critico è che, con questa riforma, chi non possiede nulla (o i furbetti che non dichiarano patrimoni) può andare in giro a offendere senza correre alcun rischio: quello di affrontare un processo e di macchiare la propria fedina penale. E senza il rischio di un’azione penale, alcuni potrebbero essere indotti a insultare solo per provocare un’altra persona, inducendola a reagire, magari con un pugno: e così la vittima di un insulto passerà dalla ragione al torto. Oppure, una persona senza scrupoli potrebbe accusare falsamente qualcuno di averlo offeso: ora non rischierebbe più di essere incriminato per calunnia. Al massimo rischia di perdere soldi e tempo in una causa civile. Insomma, la sanzione penale poneva quanto meno un freno inibitorio. Dall’altra parte, chi viene insultato è scoraggiato: deve anticipare le spese legali, per poi magari ritrovarsi, dopo uno o due anni, con una sentenza che gli dà torto. E comunque il proposito di snellire la giustizia non sarà così facilmente realizzato: il carico dei processi rischia di essere semplicemente spostato dai tribunali penali a quelli civili».

E cosa succede all’estero? Quasi ovunque, come spiega Wikipedial’insulto è punito, ma in modi molto diversi. Solitamente le pene più severe (anche in Italia) sono per la diffamazione (insultare un assente, soprattutto su stampa, tv, Web), e soprattutto per chi offende le autorità (il nostro oltraggio, di cui ho parlato in questo poste il vilipendio, di cui ho parlato in quest’altro).
Colpisce che negli Usaattenti alla libertà di espressione – gli insulti sono puniti per lo più solo se falsi: le uniche eccezioni sono gli insulti che mettono in dubbio l’onestà professionale (ciarlatano), lo stato di salute psicofisica (pazzo), la moralità sessuale (zoccola) o la legalità (ladro, truffatore). Per il resto, molti Paesi europei (Albania, Croazia, Grecia, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia) puniscono gli insulti anche con il carcere. Che peraltro, come diverse ricerche hanno evidenziato, in generale non serve a scoraggiare i crimini.

Che si potrebbe fare, allora, per limitare le offese? L’avvocato D’Alessandro propone una possibile correzione: «Per chi tende a insultare spesso, si potrebbe prevedere un inasprimento delle pene. Chi viene denunciato due volte, entro un anno o dalla stessa persona, dovrebbe rischiare una sanzione penale diversa dal carcere: tipo i lavori socialmente utili». Basterebbero a scoraggiare gli habitué dell’insulto come Maurizio Gasparri, Vittorio Sgarbi o Mario Borghezio?

AVVERTENZA IMPORTANTE

Diversi lettori mi chiedono pareri per insulti ricevuti o fatti. Rispondo volentieri, ma attenzione: sono un esperto di turpiloquio e degli aspetti psicosociali legati ad esso. Non sono un avvocato né un giurista, quindi non sono una fonte qualificata in campo legale. Per un parere qualificato dovete rivolgervi a un avvocato.
In ogni caso, se volete comunque una mia valutazione (sociale, relazionale), spiegate bene le circostanze: cosa avete detto, a chi (senza precisare il nome), dove, perché e se c’erano altri testimoni.
E se volete esprimere la vostra gratitudine per il mio impegno, la soluzione c’è: acquistate una copia del mio ebook. Costa meno di un aperitivo, e aiutate questo sito a vivere.

Questo articolo ha ricevuto più di 300 commenti, e ormai da tempo la pagina fa fatica a caricarsi. Cancellarli mi sarebbe dispiaciuto. Perciò ho deciso di salvarli e radunarli tutti nelle finestre a scomparsa qui sotto: resteranno sempre consultabili, consentendo ad altri lettori di inviare nuovi commenti.

⇒  E se avete un quesito, provate a consultare la mia guida pratica sulla legge e gli insulti.

 

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HO INSULTATO, ORA CHE SUCCEDE?


13 AGOSTO 2017

MARCO

Buongiorno se una persona mi dice che mi querela per una frase che può averlo diffamato avendo un solo un testimone…ma io affermo che quella frase non l’ho mai pronunciata avendo a mia volta non uno ma più testimoni…cosa succede in caso di querela?


14 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

La diffamazione si attua solo in presenza di almeno 2 persone (come spiego in questo articolo). Al massimo può denunciarla per ingiurie, ma se lei ha più testimoni a favore è improbabile che riesca a spuntarla.


14 AGOSTO 2016

EKY

Mi sa dare una risposta in merito la mia situazione cortesemente? Ho fatto un commento sotto un post di facebook di un personaggio famoso dicendo che la trovo una persona bugiarda e che vuole fare sempre la vittima, la mamma di questa persona mi ha prima minacciato di scassarmi e poi mi sta riempiendo la posta privata con messaggi dicendo che a breve riceverò sue notizie perchè mi ha denunciato? È una cosa possibile? Può denunciarmi per un commento sotto un post pubblico oltretutto dove ognuno diceva la sua opinione? Questa persona conosce la mia famiglia e ha sempre odiato mia madre ecco xkè fra tutti ha deciso di denunciare me…aspetto risposta
Il mio messaggio è stato questo,
Ai fan di (nn metto il nome) andate a cagare e finitela di far passare come vittima questa persona, ha vinto con il vittimismo inventando violenze che non ha mai ricevuto ed io trovo vergognoso inventarsi certe cose nonostante ci sono tante donne che hanno subìto realmente abusi. Oca senza cervello…..
Può veramente denunciarmi anche se è un personaggio pubblico? e si sa I personaggi pubblici sono sottoposti a giudizi tutti I giorni, la persona che dice che mi ha denunciato sotto questo commento però mi ha chiamata pazza, psicopatica lurida sporca e ha detto che mi scassava, nonostante ciò rischio qualcosa?


15 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Cara Eky,
bisogna chiarire un punto importante. Anzi, più di uno.
1) Un personaggio pubblico può avere meno privacy e ricevere più critiche (è il prezzo della fama). Ma le critiche devono pur sempre essere rispettose. La frase “oca senza cervello” non è certamente rispettosa. Il fatto che ci sia un post pubblico pieno di commenti non significa che tutti diventano legittimati, oltre che a criticare, anche a insultare. Scrivere insulti in un post pubblico è più grave che farlo privatamente: perché si lede l’immagine pubblica di una persona davanti ad altri. Quando lo si fa su un social network (Facebook, Twitter, etc) non si è più nel campo dell’ingiuria ma della diffamazione aggravata, un reato più grave (legga qui)
2) affermare che qualcuno “ha inventato violenze” è altrettanto grave perché significa attribuire a qualcuno un reato specifico. Se è così, sarebbe diffamazione aggravata anche questa
3) se la madre di questo personaggio pubblico l’ha chiamata “pazza” etc, è altrettanto emendabile (sarebbe ingiuria se l’ha fatto via mail, diffamazione se l’ha fatto sul post). Ma se ha pure detto che la “scassava”, in tal caso è andata su un terreno più pesante: è una minaccia. Credo faccia poca differenza se l’ha fatto pubblicamente (sul post) o privatamente (via mail)

Purtroppo si è messa in una situazione sgradevole, e il primo sbaglio l’ha fatto lei. Il mio consiglio è di non fare nulla. Conservi le mail con insulti e minacce, conservi una copia del post e – se crede – preghi che non succeda nulla.


16 GENNAIO 2017

MARY

Buongiorno,
è incredibile come questo argomento generi dubbi e paure… Mi hanno chiesto, e non sono stata in grado di rispondere, se dire a qualcuno di essersi dimostrato poco gentile possa essere ingiurioso…
Ho risposto dicendo che a mio parere non lo è… e aggiungo che lo spero, perché altrimenti il limite di espressione diventerebbe assurdamente alto. Grazie per la risposta…


16 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Mary, sono d’accordo con lei. La legge punisce le espressioni che offendono l’onorabilità (la stimabilità, la reputazione) di una persona, ovvero quelle che giudicano male, sviliscono un uomo o una donna nella loro interezza. Ma ciò non significa che è vietato criticare: posso dire a qualcuno, senza timore di essere denunciato, che ha fatto una “cazzata” (a patto di spiegare il perché), ma non che è un “cazzone”.
Essere sgarbati o maleducati, invece, non è vietato dalle leggi: non si rischiano denunce o multe. Si rischia però l’emarginazione da parte delle altre persone, che preferiranno evitarti pur di non avere a che fare con te ed essere trattati male. E questa è una punizione ben peggiore di una multa.


15 GIUGNO 2016

FRA

Ma se insulto quella grandissima puttana albanese che taroccando una telefonata la ha trasformata in un contratto di attivazione di una compagnia elettrica, moltiplicando un “sì” per una ventina di volte e poi mandando la registrazione come fosse vera? Rischio qualcosa?


16 giugno 2016

VITO TARTAMELLA

Rischia certamente una sanzione economica. Non ne vale la pena, sarebbe una magra soddisfazione. A quel punto, pagare per pagare, le conviene di più pagare un avvocato per denunciarla.


11 LUGLIO 2016

FRA

Durante una lite ho insultato una mia amica (almeno ritenevo mia amica) chiamandola “parla la troietta”.(anche lei prima mi ha offeso chiamandomi cesso a pedali).Ero in presenza di più dei miei amici (alcuni dei quali mi odiano),rischio denuncia?(P.S. ho 13 anni)


29 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Fra, per la legge se gli insulti sono reciproci di solito si fa pari e patta e le due offese si annullano. Ma qui c’è un aspetto ancora più importante: siete entrambi minorenni, quindi non incriminabili (se avete meno di 14 anni). Non sono un giurista, ma mi sento di tranquillizzarti. E comunque mi sembri un po’ troppo piccolo per leggere il mio blog! Stai tranquillo e cerca di non reagire agli insulti (e magari cerca anche tu di limitarli!).
Ciao


1 AGOSTO 2016

HORACIOTEODORO PARENTI

se dico a una donna per internet ” sei una razzista di merda” può lei farmi causa?


2 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Assolutamente sì. E se lo scrive su un social network (Facebook, Twitter…) rischia pena ancora più severe perché il reato non è più ingiuria ma diventa diffamazione: offendere una persona assente davanti a molte altre persone.
Se però lei ha scritto quella frase in risposta a un’offesa che le aveva detto quella signora, in questo caso potrebbe non rischiare nulla: diventa una specie di legittima difesa. Però in generale è sempre meglio contenersi e non reagire alle offese su internet: resta sempre una traccia di quello che scrivete!


2 AGOSTO 2016

PAOLO

A cosa vado incontro? Ho detto “pezzo di merda” ad un vigile urbano perché era stato precedentemente aggressivo nei miei confronti mi gridava ed era molto agitato lui ha voluto il mio documento e scritto le mie generalità2 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Temo vada incontro a una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale, un reato che è stato ripristinato pochi anni fa. Trova tutte le spiegazioni in questo mio articolo.
E’ un reato punito severamente: tutto sta a vedere se il vigile l’ha effettivamente denunciata, Paolo, o se ha lasciato perdere. Non può fare altro che aspettare. E nel caso, farsi assistere da un avvocato.


5 AGOSTO 2016

LUCA

Salve, ho offeso su un social network (Ask) anonimamente una ragazza dandogli della “Tro*a”, anonimamente. Lei ha detto sarebbe andata dalla polizia postale ma ho letto che molte volte neanche danno peso (la polizia postale) a queste cose.
Che ne pensi?
Rischio qualcosa?


6 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Se la ragazza si rivolge davvero alla polizia, il rischio di un procedimento giudiziario c’è. Soprattutto se lo fa attraverso un avvocato. Se poi la polizia lo fa in tempi lunghi (soprattutto quando c’è di mezzo un provider straniero) è un altro paio di maniche.
Comunque vada a finire, la morale è sempre la stessa : Mai offendere sui social. Perché resta sempre una traccia (una prova) contro di voi. E rischiate di pagarla cara, anche se è stato un momento di rabbia passeggero.
10 AGOSTO 2016

FRANCO G.

Se ho dato dei pazzi fulminati a persone che inneggiavano alla morte di due cacciatori di leoni aggrediti dagli stessi e uno di loro mi ha detto che sono una merda che merita di fare la stessa fine come devo comportarmi?
Grazie


10 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Caso complicato. Ma, come sempre, per valutarlo bene dovrei sapere più dettagli: per esempio, questo scambio di epiteti è avvenuto al bar o su Facebook/Twitter? Fa una grande differenza, perché nei social network una frase può essere letta da molte persone e un’ingiuria diventa diffamazione.
Ma il primo a sbagliare, mi spiace dirlo, è stato lei. E’ vero che lei ha usato un’iperbole pittorica, ma è anche vero che il suo contenuto non è onorevole (ha affermato che queste persone sono mentalmente squilibrate, anzi, malate).
Alla luce di questo, la reazione dei destinatari di questo epiteto (animalisti, suppongo) sarebbe in qualche modo giustificata, anche se c’è “eccesso di legittima difesa”: loro sono passati a un lessico più pesante (“merda”), augurandole per di più la morte…
Ma a parte gli eccessi, a parte la sgradevolezza del tutto, credo che l’episodio non meriti un seguito: ve ne siete dette già abbastanza. E su questo argomento (cacciatori/animalisti) non c’è razionalità che tenga, è come il tifo calcistico. Meglio metterci una pietra sopra.


12 AGOSTO 2016

ELLE

succede questo: giocando on line su un sito di carte, un tizio (di cui ho nome e cognome) si lamenta per come gioco, scrivo “che i rompic…sono sempre presenti” e lui mi da della “tr…”
Posso fare qualcosa?


12 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Bere una bella camomilla prima di iniziare a giocare? Scherzo. Quando si gioca a carte, quando si fa sport, insomma, quando c’è agonismo è normale che ci si appassioni. E’ vero che il “tizio” potrebbe evitare di fare commenti sugli altri giocatori, ma da quanto mi scrive è stata lei la prima a trascendere in insulti volgari. Se così fosse, è comprensibile che il suddetto “tizio” reagisca (anche se la sua reazione è spropositata).
Se lei decidesse di denunciarlo, dubito che potrebbe vincere: sia perché di solito i giudici non danno molto peso agli insulti reciproci quando c’è di mezzo l’agonismo, sia perché – appunto – sono reciproci.
Il mio consiglio è di ignorare i commenti del “tizio”. Si limiti a qualche frecciata (non insulti!) quando è abbastanza tranquilla. E non reagisca. Sul Web, rimane tutto scritto (e tutto può essere usato contro di voi).

23 AGOSTO 2016

FABRIZIO

Salve,
mi è capitato di dare di esprimermi in maniera inappropriata nei confronti del Presidente di un consorzio in risposta ad un post su facebook. La frase incriminata è: Questa merda di consorzio e il ciccione di XXXX che gira in SUV.!” Il tizio incriminato mi ha sporto querela. Non pensavo che ciccione fosse un’offesa. Che cosa rischio sempre che il tizio predetto accetti le mie scuse prontamente pubblicate su FB ? Grazie mille


23 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Purtroppo, come ho detto più volte, postare un insulto su Facebook è molto più grave che dirlo di persona: su Facebook infatti, non solo resta traccia per sempre di quanto scrivete, ma la vostra offesa può essere letta da molte più persone. Tant’è vero che, per la legge, il reato commesso su Facebook (come anche su giornali o tv, o altri social) non è più l’ingiuria ma la diffamazione. Reato, questo, che prevede fino a 3 anni di reclusione (non si preoccupi, non sarà il suo caso) e almeno 516 euro di multa.
La diffamazione attraverso Facebook, infatti, è diffamazione “aggravata”, come ha ribadito di recente anche la Cassazione.
Resta da capire che cosa l’abbia spinta a scrivere quelle offese: a volte, aver subìto un danno (documentabile) può attutire le pene. Ma l’espressione “Consorzio di merda” è certamente diffamatoria, così come l’appellativo di “ciccione”, accomunato nel medesimo tono sprezzante. D’altronde, come raccontavo in questo post, le persone grasse sono spesso oggetto di stigmatizzazione per il loro aspetto. Ricorda cos’è successo poche settimane fa, quando un giornale ha definito “cicciottelle” tre atlete olimpiche? E’ successo un putiferio e il direttore di quel giornale è stato rimosso…
Stando così le cose, Fabrizio, le consiglio di tentare di scusarsi col diretto interessato.


24 AGOSTO 2016

FABRIZIO

E’ quello che ho fatto prontamente su FB e tramite il maresciallo dei carabinieri..quest’ultimo ha chiamato il tizio offeso facendogli presente che il sottoscritto si scusava per l’accaduto…….sono in attesa di conoscere se il tizio offeso abbia intenzione di optare per la remissione di querela. Stando alle parole del maresciallo dei carabinieri il tizio offeso ha dato segni di indulgenza, riservandosi di comunicare l’eventuale remissione una volta avuto il placet del consiglio di amministrazione del consorzio. Tenga presente che lui è il presidente (SIC!!) La cosa strana è che l’offesa era diretta a lui quindi non capisco perché necessiti del benestare del consiglio. Cmq non mi resta che aspettare anche se sono pessimista ahimè !!! Da ultimo le faccio presente che tra me e il tizio non c’è nulla di personale….il mio è stato uno sfogo che a mio avviso andrebbe contestualizzato….non so quale possano essere gli sviluppi a livello processuale…..può darmi delle informazioni in materia ???


24 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Trovo corretto che il presidente consulti il consiglio: la frase “merda di consorzio” andava a offendere l’immagine di quell’ente. Nessuno può sapere gli sviluppi della sua situazione. Ma se lei ha rimosso il commento offensivo e si è scusato anche pubblicamente, forse prevarrà il buonsenso e la querela sarà ritirata. Il tempo ammorbidisce gli animi.
Ma se così non fosse, si metta il cuore in pace e si rivolga a un avvocato. E non si angosci più del necessario: il peggio che le può capitare è un risarcimento economico.


25 AGOSTO 2016

FABRIZIO

La ringrazio per la risposta. Esiste un termine per rimettere la querela considerato che lei asserisce giustamente che il tempo ammorbidisce gli animi ? A parte ciò l’evento un po’ mi angoscia perché l’art.595 cpp prevede l’arresto o un risarcimento economico. Sinceramente non so quale sia l’iter processuale in questi casi. A breve comunque mi attiverò per trovare un legale.


25 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

La querela può essere rimessa in ogni momento, fino al giorno prima in cui viene emessa una sentenza definitiva. Non c’è una scadenza temporale. E sull’arresto, davvero, stia tranquillo: è un’ipotesi molto remota, che accade in casi ben più gravi del suo.


29 AGOSTO 2016

FABRIZIO

La informo che competente a giudicare in merito alla querela da me ricevuta non sarà il giudice di pace ma il tribunale monocratico. Che differenza c’è? Grazie


29 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Il giudice è diverso perché, come le dicevo, la sua imputazione è diffamazione e non ingiuria. Cambia il giudice competente perché cambia il reato e cambiano le pene previste. Si rivolga a un avvocato!


28 AGOSTO 2016

FRANCESCA

Buongiorno, giorni fa una donna su un gruppo Facebook ha incominciato a delirare, diceva che i cani non dovrebbero essere ospitati in nessun luogo pubblico, che lei anche solo vedendo un cane si sentiva male , e le veniva una sorta di allergia. Ricevette diverse risposte, dove le dicevano che stava esagerando. Io ho scritto, sotto la risposta di una di queste utenti del sito : lasciatela perdere, è solo una malata mentale.
La tipa mi ha risposto che aveva la sua migliore amica avvocato e mi ha detto che avrebbe chiesto se poteva farmi causa, così le avrei pagato una bella vacanza lontana dagli animali. Io continuo a pensare che è solo pazza, ma comunque ho cancellato il commento e ho chiesto a Facebook di rimuovere il mio profilo definitivamente. Lo rimuoveranno entro 14 giorni. Secondo lei , che altro posso fare? Sono incensurata, ma non ho i soldi per pagare un’ammenda, che so si aggiri intorno alle 500 € o giù di lì. Dal brutto episodio sono passati 6 giorni.
Cordiali Saluti


28 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Cara Francesca, obiettivamente il suo commento era diffamatorio. Ha fatto bene a rimuoverlo, e al momento non credo possa fare altro. Se non, eventualmente, chiedere scusa alla diretta interessata, sperando che il tempo abbia calmato gli animi.


2 SETTEMBRE 2016

FRANCESCA

Mi perdoni, ma diffamare una persona non vuol dire” parlare male di lei in sua assenza? Lei era presente alla discussione che c’è stata. La ringrazio per la sua risposta.


3 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Anche se una persona è connessa al Web, è fisicamente assente. Almeno per la legge…

24 giugno 2017

NADIA

BuonaSera io volevo sapere cosa può succedere per aver accusato la vicIna di casa con queste testuali parole che ho scritto alla sua amica per avvisarla!
“Buongiorno, l’altro giorno il corriere ha consegnato un pacco e ha detto che lo ha preso la sua amica patti se per favore può riconsegnarlo al mittente perché rubare la posta Degli altri è reato e che le telecamere hanno visto lei Prendere il pacco onde evitare denunce dai carabinieri!”.
Solo che la signora ha dichiarato che non è vero e che vuole essere risarcita!a cosa vado incontro?


26 giugno 2017

VITO TARTAMELLA

Incolpare una persona di aver commesso un reato è un atto pesante: bisogna farlo solo se si hanno le prove. Lei si è basata su quanto ha affermato il corriere: prima di agire, avrebbe dovuto farsi dare dal corriere una copia della ricevuta firmata dalla vicina (cosa che è ancora in tempo a fare).
La sua vicina non ha molti elementi per chiedere un risarcimento: dovrebbe andare in Procura o dalle forze dell’ordine per denunciarla, mostrando il suo sms o whatsapp. Mi pare improbabile.
Le consiglio di farsi dare copia della ricevuta (firmata dalla vicina) e, con questa in mano, andare dalla vicina a reclamare il pacco. Se non glielo dà, allora può denunciare la vicina per appropriazione indebita.


11 SETTEMBRE 2016

CRISTIAN

io vorrei sapere se posso essere denunciato perché volevo mandare un sms con minaccia di morte alla mia ragazza tipo ” vengo li e vi amazzo tutti ” e per sbaglio l’ho mandato alla sua madre ..che poi si trova in un altro paese. adesso ho paura perché la mia ragazza mi ha fatto sapere che sua madre mi va a denuncia. cosa mi posso aspettare ???


11 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Si può aspettare una denuncia per minaccia, come prevede l’articolo 612 del Codice Penale. L’articolo prevede multa fino a 1032 € e la reclusione fino a un anno nei casi più gravi.
Il fatto che sua madre si trovi in un altro Paese, complica però le cose: immagino che occorrerà una rogatoria internazionale. Non può fare nulla, Cristian, solo aspettare. E le conviene non dire mai più frasi del genere. A nessuno.
La minaccia, comunque, non ha nulla a che fare con gli insulti, quindi è la prima e ultima volta che rispondo a quesiti su questo argomento.


11 SETTEMBRE 2016

CRISTIAN

grazie mille qomunq si e già risolto ho chiesto umilmente scusa ero in un stato di rabbia .. adesso è tutto apposto …Grazie mille ancora


12 SETTEMBRE 2016

GIOVANNI

Buongiorno. Giorni fa ho scritto un messaggio privato su facebook a un giornalista accusandolo di non essere imparziale e altre cose. Non ho usato parolacce ma qualche offesa è partita. Lui ha minacciato di querelarmi dicendo che con il ricavato si farà vacanza a spese mie. Io ora l’ho bloccato. Che cosa rischio (querela per ingiurie o diffamazione)? Può essere che essendo un personaggio pubblico e riceva parecchi insulti, lo abbia detto giusto per spaventarmi e poi non faccia nulla (anche perché immagino sia parecchio impegnato per stare dietro a me) oppure mi devo veramente aspettare una querela?


12 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Se il messaggio l’ha inviato solo al giornalista (cioè se solo lui poteva leggerlo), rischia in teoria una denuncia per ingiurie. Dico “in teoria” perché bisognerebbe vedere che cosa concretamente gli ha scritto: la Costituzione ci dà la libertà di espressione, e quindi anche di critiche aspre, purché siano argomentate e – soprattutto – non manchino di rispetto all’altra persona.


15 SETTEMBRE 2016

LEONARDO

Ho 34 anni e ho dato della “puttana” a mia madre su WhatsApp perché “ha tradito mio padre con un coglione”. Ha detto che mi farà querela. Può farlo anche se è mia madre???


16 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Leonardo, la legge non fa eccezioni: il rispetto è sempre dovuto, anche per i parenti prossimi.
Se il messaggio di WhatsApp era rivolto solo a sua madre, lei rischia una denuncia per ingiuria (l’argomento del post qui sopra). Se invece il messaggio l’ha mandato a un gruppo, rischia di più: una denuncia per diffamazione, che è un reato penale.
Posso capire il suo choc e il dolore. Ma, che le piaccia o no, anche sua madre è una persona libera, e questo fatto va accettato a prescindere dalle sue scelte che l’hanno ferita ma potrebbero avere dei motivi, chissà.
Se riuscirà a mettere da parte il rancore e a provare compassione per sua madre, starà meglio. Di certo, se sua madre è in difficoltà, essere insultata non l’aiuta. Le chieda scusa: non so se la sua rabbia sia motivata, ma di sicuro le parole che ha scelto per esprimerla aggiungono dolore a dolore e complicano le cose.


20 SETTEMBRE 2016

VALTER

Buongiorno mi chiamo Valter; dopo aver visto un video su Facebook ( poco chiaro ma elencato e dettagliato nei minimi particolari ) da parte di una persona la quale asseriva che un ambulante di Cuneo era stato assalito dai vigili locali e poi ammanettato solo perché non aveva il permesso con se, io stando così le cose come appunto raccontava mi sono permesso di esprimere il parere dicendo che questi vigili mi facevano schifo…
Da lì a 4/5 mesi mi è giunta una denuncia ” penale” consegnatami dai carabinieri della mia città Desenzano del Garda … e da lì a qualche mese sempre da parte dei carabinieri mi annunciavano che ero indagato dalla procura di Cuneo;
Trascorsi esattamente 6 mesi e qualche giorno sempre i carabinieri mi hanno avvisato che l’indagine era terminata…
Ho contattato un legale il quale mi ha detto che dobbiamo aspettare come si sviluppa la storia, per poi eventualmente intervenire…
Ho scoperto tramite i carabinieri che gli indagati siamo una trentina di persone scrivendo chi più chi meno in merito alla vicenda ma vengo a scoprire che chi ha filmato e descritto la storia su Facebook è introvabile da parte delle forze dell’ordine .
Le sembra giusto che il sottoscritto commentando il fatto che come evidenziato dalla cronistoria e video sembrava evidente ( mentre poi si dimostrerà che i fatti davano ragione ai vigili) sia in guai seri?
Io avevo democraticamente espresso il parere di quello che c’era scritto su questo blog!


21 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Valter, la Costituzione ci dà la libertà di espressione, ma questo non significa che siamo liberi anche di insultare. L’espressione che lei ha usato (“questi vigili mi fanno schifo”) è sicuramente lesiva dell’onorabilità delle persone coinvolte. Con l’aggravante che queste persone sono pubblici ufficiali, e in questo caso la diffamazione diventa oltraggio a pubblici ufficiali (reato di cui ho parlato in questo post). Se lei avesse detto che la situazione (non i vigili in quanto persone) le faceva schifo, forse avrebbe rischiato meno. Purtroppo, le sentenze della Corte di Cassazione hanno sempre considerato offensiva la parola “schifo”. Ma è anche vero che in alcuni casi, quando una persona aveva subìto un fatto ingiusto, l’hanno tollerata: forse il suo avvocato potrebbe puntare la sua difesa su questo aspetto, ossia l’indignazione per aver visto un’ingiustizia…. Ma il fatto che il video fosse poco chiaro e che alla fine si è rivelato fuorviante, non gioca a suo favore. Auguri in ogni caso.


23 SETTEMBRE 2016

VALTER

Grazie del suo consiglio, riferirò oggi stesso al mio avvocato quanto lei mi consiglia.La terrò informata di quanto mi succederà ho tremendamente paura di quello che mi succederà ( mai successo nulla nella mia vita) e poi come dice Lei non pensavo che la parola schifo fosse un ingiuria così grave.
Scusi dimenticavo ho letto che l’insulto non è più reato penale potrebbe rientrare anche la mia pratica?
Distinti saluti Valter.


23 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Le nostre leggi prevedono 3 tipi di insulto (semplifico, in realtà sono di più):
1) l’ingiuria: offendo te e solo te, senza testimoni
2) diffamazione: parlo male di te davanti ad altri quando non ci sei (e questo vale anche quando si offende su Facebook & C: ne ho parlato nell’ultimo post)
3) oltraggio: offendo un pubblico ufficiale (vigili, polizia, carabinieri).

L’ingiuria (1) è stata depenalizzata. Ma il suo caso, come le avevo già scritto, è il numero 3: oltraggio a pubblico ufficiale. Non è stato depenalizzato, anzi ….

24 SETTEMBRE 2016

VALTER

Ho parlato con il mio avvocato, il quale mi ha riferito che non devo temere ( potrebbe il tutto cadere in prescrizione) inoltre il video e i post sono stati rimossi da Facebook, a detta sua vuol dire che qualcuno si è mosso.
Ma secondo lei Avv.Vito si è mosso in positivo oppure in negativo?
Poi dulcis in fundo l’avvocato mi ha tranquillizzato dicendomi che rischio pochissimo( 1 mese di pena che con la condizionale non farò mai!!!)
Per un tipo come me che non sa neppure cosa possa essere un processo o un giudizio da tribunale
Non è’ cosa da poco;
Ecco vorrei tanto non essere me stesso sono deluso per il guaio che ho combinato, ma per un giudice non esiste come nel calcio una sorta di cartellino giallo prima di esprimere la sentenza ( cartellino rosso) per una persona che nella vita non ha mai commesso niente di grave?
La ringrazio nuovamente della sua eventuale risposta.
Distinti saluti Valter


27 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Innanzitutto NON sono avvocato. Anche per questo non mi permetto di giudicare l’operato del suo legale (anche perché non ho letto le carte)!
Detto questo, il cartellino giallo non esiste in Tribunale. Nei giudizi però si tiene conto se l’imputato ha la fedina penale pulita: in questo caso si concedono le attenuanti, e si riducono le pene.


24 SETTEMBRE 2016

MARCO

Salve,
avrei bisogno di un aiuto. Intanto complimenti per l’articolo ma vorrei chiedere un consiglio. Dopo aver assistito tramite youtube ad una scena accaduta in tv in cui una persona comune dava della puttana alla conduttrice, ho scritto su twitter: finalmente qualcuno in diretta ti ha dato della puttana! Domani trend su twitter #nomedelpersonaggio+puttana..
Io personalmente ho scritto questo commento per gioire del fatto accaduto ma mi sono appena reso conto di aver ricevuto più e più mail e tweet da un tale che dice che mi ha denunciato per quello che ho scritto dato che hanno cercato il mio indirizzo ip. Sono sconcertato..


24 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Se vuole sapere cosa rischia, rischia una denuncia per diffamazione, di cui ho parlato nel mio ultimo post. Dire “finalmente qualcuno ti ha dato della puttana” equivale a dare della puttana.


25 SETTEMBRE 2016

MARCO

Sono stato truffato perché pagato con assegno clonato a giugno 2015 , ho denunciato tramite il mio avvocato. Dopo un anno gli riscrivo e lui mi deride; decido quindi di scrivere ‘truffato da tizio caio nato il xxxxx a zzzzzz con num di cell xxxxx’ ad alcuni suoi amici su facebook tramite messaggio privato uno ad uno (no gruppo), ora scrive che mi chiederá 50.000 euro di risarcimento x ingiuria e diffamazione (io ho le prove della truffa subita)


25 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Da quanto mi racconta, lei potrebbe aver commesso il reato di ingiuria aggravata, perché ha attribuito a quella persona un “fatto determinato” (la truffa). La legge però prevede che, in sede di giudizio, lei possa dimostrare che la sua accusa è fondata, ovvero che è stato davvero truffato. Ne parli al suo avvocato quando e se riceverà la notifica della denuncia.


7 OTTOBRE 2016

GIUSEPPE

Salve, mesi fa tramite mail insultai un associazione, perche avendo pagato per un esame di abilitazione, questi non me lo volevano far fare, di conseguenza sono andato nella loro pagina fb e ho messo una review negativa alla scuola che organizzava i corsi, che adesso ho tolto e ho scritto una mail all’associazione insultandoli. dopo queste vicende hanno organizzato per l’esame ma io ho chiesto tramite paypal il rimborso dei soldi dell’esame, che mi sono stati restituiti dallo stesso.
Dopo che ho rinunciato all’esame non facendolo online nella data indicata ho ricevuto una mail dall’avvocato dicendo che se anche avevo pagato per l’esame non mi avrebbe accettato nell’associazione (poco importa ero gia stato risarcito da paypal) e che se la scuola nella quale avevo studiato avesse voluto portare agli atti dei magistrati una mia azione criminosa, lui, gli avrebbe aiutati.
cosa rischio?


7 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Per risponderle dovrei sapere esattamente quali frasi insultanti aveva scritto. In ogni caso, se il destinatario della mail con gli insulti era uno solo, rischia un’ammenda, come spiego nel post qui sopra.


7 OTTOBRE 2016

GIUSEPPE

ok, secondo la sua esperienza di quanto? erano insulti del tipo “anche le scimmie sono meglio di voi” cose del genere


10 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

L’ho scritto all’inizio di questo articolo! La legge dice da 100 € a 8mila €.


16 OTTOBRE 2016

ANDREA

dopo che la mia ex fidanzata mi ha detto che mi aveva tradito mi ha inviato 3 messaggi ed io ad ogni messaggio ho risposto con pesanti parolacce,tipo lercia,zoccola,viscida,ecc ,mi potrebbe denunciare?grazie per la risposta


16 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

In teoria sì: il rispetto è sempre dovuto. Va anche detto, però, che la legge ammette la possibilità di insultare se si ha appena subìto un torto. Forse lei rientra in quest’ultimo caso, se aveva appena saputo di essere stato tradito (e bisognerebbe capire cosa le aveva scritto la sua ex: erano messaggi concilianti o provocatori?).
Comunque, se posso permettermi, non stia a preoccuparsi del rischio di essere denunciato: perdoni quella donna, se riesce; si metta il cuore in pace e cerchi di lasciarsi alle spalle il passato e di guardare al futuro, costruendosi una vita migliore.


20 OTTOBRE 2016

VASSI

Buongiorno,io ho litigato con la mia vicina di casa perché ho scoperto che quando ero incinta di 9 mesi ha messo davanti alla porta di casa mia delle cose di magia nera,penso per spaventarmi perché il giorno prima del fatto accaduto avevamo ancora litigato.Quindi io le detto che è una merda e che fa schifo.potrebbe denunciarli e se sì io come posso procedere visto che lei ha sbagliato prima ancora nei miei confronti?vorrei sottolineare che io non ho le prove di quelle cose perché presa di paura le ho gettate ma lei ha un testimone dei miei insulti nei suoi confronti.Grazie


21 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Che strana situazione… Non ho capito se lei, Vassi, vuole denunciare la vicina, o se teme che la vicina possa denunciarla.
1) Vuole denunciare la vicina: glielo sconsiglio, innanzitutto perché ha distrutto le prove, secondo perché l’efficacia della “magia nera” non è dimostrabile in un’aula di tribunale…
2) la vicina vuole denunciarla per gli insulti: potrebbe farlo, ma cosa le fa pensare che lo farà? Se un testimone (magari suo marito) ha visto cosa le ha lasciato sul pianerottolo, può sempre invocare di essere stata provocata…

In ambo i casi, però, una vicina del genere la ignorerei. E aspetterei che faccia un errore grosso per poi denunciarla davvero. Con le prove. Stia tranquilla e non si lasci intimorire.


6 NOVEMBRE 2016

ALFONSO

Salve, volevo chiedere una cosa… ho scritto in un post su FB di un mio amico una cosa… – Quella zoccola di (cognome) te l’ha dato? Lui risponde cosa? e io rispondo la fattura! e lui risponde si!
Dopo un mese mi chiama una e mi dice che ci ha querelati perchè avevamo scritto quella frase e aveva fatto una foto ai commenti. Premettendo che non c’è ne il nome e che non si chiama solo questa persona con questo cognome a cosa si va in contro e come posso difendermi se ci ha querelati davvero? Ovviamente si è immaginata che fosse lei per un fatto accaduto al mio amico e ha collegato. Posso dire non stavo parlando di lei?


6 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Al suo posto, contatterei la diretta interessata scusandosi e spiegandole che non si riferiva a lei, ma a un’altra persona. E rimuova subito quel post, anche se questo non cancella il reato che lei ha commesso: ricordi sempre di non insultare nessuno!
Detto questo, non le rimane molto altro da fare, se non aspettare la convocazione del tribunale: se dovesse arrivare, chiami un avvocato (cosa che comunque può fare anche ora).


6 NOVEMBRE 2016

LUCA PRETE

Salve,
mi sono scontrato con una persona all’interno di una discussione di una pagina social di un quotidiano riguardo a un fatto di cronaca grave. La notizia si riferiva a un incidente stradale in cui aveva perso la vita la figlia di un carabiniere. L’utente in questione ha fatto delle illazioni sul perché venisse “reclamizzato” che la vittima fosse figlia di un un membro appartenente alle forze dell’ordine, ponendo il dubbio che un figlio di un operaio avrebbe avuto la stessa attenzione. Molti utenti gli hanno risposto in modo stizzito (tra cui io ma senza insultarla), spiegando il motivo per il quale il giornale avesse scritto in quel modo, senza ricercare alcuna motivazione “classista”. All’interno della stessa discussione sotto la medesima notizia in un altro post di un altro commentatore, l’utente che aveva fatto queste polemiche è intervenuto facendo delle supposizioni (nonostante le indagini fossero solo all’inizio), sulla dinamica dell’incidente e sulle possibili colpe delle vittime. Lì, e ho sbagliato, mi sono un pò innervosito e le ho detto che “getta della m……” e che sia una persona marcia. Mi ha bloccato e anche l’autore dell’altro post, quindi, non ho potuto cancellare il commento visto che mi ero pentito subito dopo. Ora, Le chiedo: rischio qualcosa, mi potrebbe denunciare per diffamazione? Grazie.


6 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

L’espressione “gettare merda su qualcuno” non mi pare diffamatoria: è un’espressione volgare e pittorica, che critica aspramente ma non offende. Ma dire “sei una persona marcia” è senz’altro diffamatorio e come tale è denunciabile.
Se non può più rimuovere il post può solo tentare di scusarsi, esprimendo e argomentando in modo più rispettoso il suo pensiero. Ma se non potesse più farlo, si metta il cuore in pace: non può fare null’altro. Dovesse arrivarle una denuncia, si rivolga a un legale.
Stia più attento in futuro a non dare giudizi sulle persone, ma solo sui fatti. Auguri


7 NOVEMBRE 2016

STEFANO

Salve, mesi fa ricevo sul cell. 2 avvisi di chiamata persa da una persona che anni fa era mio amico. Essendo da poco deceduta una mia parente stretta lo richiamo un paio di volte per le condoglianze, ma non risponde. La terza volta ci parlo ma capisco che le condoglianze per la mia perdita sono un pretesto quando subito tira in ballo altre cose, in particolare sospetto che stesse registrando o condividendo la conversazione per mettermi in imbarazzo ( ho da poco scoperto di essere asperger, ho scarse competenze sociali e tendo a dire tutto quello che pensò senza freni, cosa che spesso in passato è stata usata per mettermi in cattiva luce) per arrivare al dunque per cambiare registro alla conversazione gli ho detto che per me lui era bisessuale, adducendo come prova un paio di situazioni del passato, causa della fine della nostra amicizia. C’era anche la moglie in sottofondo che quando ha sentiti il marito in difficoltà ha fatto chiudere la telefonata. Mi può querelare?


7 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Non so risponderle, perché dovrei sapere bene i contenuti e i toni della telefonata.
In generale, dire a qualcuno che è “bisessuale” non mi pare di per sè offensivo, anche se alcuni potrebberlo viverlo come tale. Un caso del genere dipenderebbe molto dalla valutazione del giudice, che può essere molto diversa da caso a caso. Mi pare improbabile, comunque, che un amico che lei non sente da anni si prenda la briga di chiamarla per registrare la chiamata e poi usarla contro di lei per denunciarla.


28 NOVEMBRE 2016

LUCA T.

Cosa accade se uno mi offende su facebook con appellativi tipo (mxxda, ignorante, vediamoci dal vivo e ti faccio vedere io) ed io lo rispondo nello stesso modo o anche peggio? Se mi querela dovrò comunque risarcirlo?

RISPONDI


28 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Difficile giudicare senza aver letto il testo integrale del vostro diverbio… Certo, non depone a suo favore che lei abbia rincarato la dose! E tenga presente che la frase “vediamoci dal vivo e ti faccio vedere” è configurabile come minaccia (reato ben peggiore dell’ingiuria). E non è chiaro quale sia stata la miccia del vostro litigio: perché il suo interlocutore l’ha offesa? Che motivi di risentimento aveva nei suoi confronti? E com’è finito il litigio?
Ha raccontato troppo poco per poter esprimere un parere. Il mio suggerimento, comunque, è per lo meno di cancellare il post con gli insulti. E magari vedere se, passato il momento tempestoso, sia possibile tentare un dialogo costruttivo con quella persona.


28 DICEMBRE 2016

SANDRO

Salve ho avuto dei problemi verbali col mio ex datore di lavoro negli anni che ho lavorato con lui.. Mi ha sempre trattato male e io mai fatto nulla per paura di perdere il posto.. Tutto questo sino al licenziamento da parte mia.. In seguito non mi dava la liquidazione e io ad agosto le ho scritto che se non me l avrebbe data l’avrei denunciato. Dopo un mese me l ha data.. A dicembre un mio collega che aveva licenziato si suicida e io le mando una foto su wotz up ma non col nome del collega perche l’articolo era su di lui ma senza il vero nome .. Poi le scrivo.. Di mattina quando si sveglia si chieda il perche.. Lui almeno non ha perso la dignita lei sì… Ora mi ha mandato una lettera l avvocato che vorrebbe spiegazioni.. Rischio di perdere il processo per ingiurie se lui lo vuole avendo molti soldi?


28 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Confesso che la sua situazione non mi è del tutto chiara: che cosa le ha contestato esattamente l’avvocato? I suoi commenti su Whatsapp erano rivolti solo al suo datore di lavoro? Sarebbe importante saperlo. In ogni caso, dato che ha ricevuto una lettera da un avvocato, è fondamentale che lei si rivolga a un avvocato per farsi aiutare su come rispondere al meglio.


28 DICEMBRE 2016

SANDRO

L avvocato mi ha accusato di aver commesso delle ingiurie al mio ex datore di lavoro con quelle due frasi che le ho citato.. Dicendomi che ho ferito il suo orgoglio e lo accuso quasi della morte di quel collega.. I mess erano rivolti solamente al mio ex datore di lavoro.. Lo so che ho sbagliato forse in momento di rabbia.. So solamente da voci che mi hanno riportato che lui per queste due frasi vorrebbe farmela pagare cara.. La ringrazio del suo consiglio infatti stasera andro da un legale.. Ora la mia domanda é: solamente per quelle due frasi il giudice puo condannarmi a pagare la cifra vicino a 8000 euro piu un risarcimento per danni morali? Non ho detto parolacce ne accusato di qualcosa ma esattamente le parole scritte sul post precedente.. Grazie per la risposta cosi tempestiva


28 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Gentile Sandro,
è vero che non ha detto parolacce ma ha detto al suo ex datore di lavoro che ha perso la dignità. E l’ha accusato, seppur fra le righe, di aver indotto al suicidio una persona.
La prima frase è lesiva dell’onore e potrebbe rientrare nel reato di ingiuria semplice (multe fino a 8mila €); la seconda è più grave, perché è un’accusa specifica: in tal caso potrebbe configurare l’ingiuria aggravata (fino a 12mila €).
Però non si allarmi: la situazione è sfumata e tutto dipende dalla sensibilità del giudice, sempre se davvero il suo ex datore vuole andare fino in fondo (e non è detto: le cause sono lunghe e costose, oltre che incerte). Non scriva nulla all’altro avvocato finché non ha il parere del suo avvocato.


29 dicembre 2016

ELVIRA

buona sera
ho avuto una piccola discussione con mia cugina per discorsi futili e ho dato della cafona invidiosa a mia zia che per colpa sua mio zio e mio padre non si parlano .
ora lei mi vuole querelare per diffamazione. non penso sia grave come offesa o sbaglio ?
mi affido a lei così da potergli rispondere.
grazie mille


29 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Cara Elvira,
quanti testimoni erano presenti quando ha dato della “cafona” alla zia? La diffamazione si verifica quando si parla male di una persona assente davanti ad almeno due persone.
Detto questo, dare del “cafone” a una persona non è così leggero come crede: i Tribunali hanno per lo più condannato chi ha pronunciato questo insulto.
Forse può rispondere a sua cugina che quegli epiteti nascono dalla sua rabbia per la situazione e cercare di ricomporre il vostro diverbio su binari costruttivi. Auguri.


5 GENNAIO 2017

LUCA

Salve,
sono intervenuto in un discussione all’interno di una pagina Facebook di un quotidiano in cui l’autore principale (della discussione appunto) ha definito degli “ignoranti” i simpatizzanti italiani di un noto politico statunitense. Siccome, io avevo visto altri commenti di quello stesso utente in cui ci chiamava “italioti” (anche all’interno di quella notizia ma in un altro post) e sapendo che fosse per metà straniero, gli ho fatto questa domanda: “Visto che tiri letame (ho usato un termine più forte iniziante con “m”) sugli italiani, perché continui a restare qui visto che sei per metà straniero?” (lo sapevo perché lo aveva scritto una volta). E lui mi ha risposto facendo ironia sui 35 euro che noi “italioti” (termine ancora usato da lui) gli paghiamo (ovviamente, non è vero).Mi ha bloccato ma con un altro profilo che riporta TUTTAVIA IL MIO NOME E COGNOME VERI, gli ho risposto chiedendogli: “Ma perché mi blocchi frustratone?” Ecco, vorrei sapere se questo termine, ossia “frustratone” sia perseguibile civilmente. Ho sbagliato ma dopo che aveva definiti molti italiani ignoranti e “italioti”, mi sono un pò innervosito. E tuttavia, il mio primo intervento era una semplice domanda senza insultare nessuno. Rischio qualcosa? Grazie.


6 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Luca,
“frustrato” significa una persona insoddisfatta perché non ha appagato i propri bisogni. Il termine arriva dalla psicologia e indica un disagio emotivo. Difficile dire se sia un termine ingiurioso: potrebbe essere una semplice constatazione, anche se il Tribunale di Bologna anni fa ha condannato questa espressione come ingiuria. D’altra parte è altrettanto vero che se il suo interlocutore l’ha definita “italiota” e “ignorante”, la sua reazione mi sembra comprensibile. Non credo che rischi qualcosa, ma nel caso penso che un giudice giustificherebbe la sua reazione. Visto lo stile di questo autore, dubito che si sia risentito al punto da denunciarla. Stia tranquillo.


17 gennaio 2017

ANONYMOUS

Scusi su YouTube ho fatto un commento negativo e ho detto “a te ti piace quello sei un coglione vaffanculo”: è possibile rischiare una denuncia o una lettera?
È quanto tempo ci vuole per ora che mi arrivi la denuncia?


17 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Certo che può essere denunciato! Le consiglio di cancellare quel commento. Sui tempi della denuncia: impossibile prevederlo. Dipende da quanto è ingolfato il Tribunale della città dove vive lei o l’intestatario delle pagine di YouTube. Comunque in genere siamo nell’ordine di mesi, credo.


20 GENNAIO 2017

QUALCUNO

Buongiorno.
Se, riguardo ad un editore importante nella mia ragione accusato più volte di concorso esterno in associazione mafiosa (ma mai condannato veramente, anche se a febbraio dovrebbe riprendere l’udienza), scrivo “Io non sono proprio sicurissimo che sia colluso con i mafiosi, anche perché avrebbe già ucciso chi lo “ostacola” (si fa per dire), no”?, è diffamazione o no?

Grazie.


20 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Nella sua frase non ci sono parolacce, quindi la sua domanda è fuori luogo in questo sito. E non risponderò più a domande del genere.
In ogni caso, per risolvere la questione basta esaminare la frase che ha scritto: “Se fosse colluso avrebbe ucciso; dato che non ha ucciso (…non è colluso)”. La conclusione implicita della sua frase, è che questo signore non è colluso. Dove sta la diffamazione?


23 GENNAIO 2017

MARIO

buongiorno,,ho un quesito da farle…lavoro all’ortomercato e una mattina di 5 anni fa mi trovavo all’interno sprovvisto della tessera d’entrata. A quel punto il vigile mi diede la multa di 180 euro e dopo pochi giorni ricevetti una denuncia da costui che diceva di essere stato minacciato da me insultato e per di più che avevo cercato di corromperlo con una cassetta di pomodori per la cancellazione della multa . A distanza di 5 anni ho il processo con accusa di corruzione e offesa a pubblico ufficiale. Com’è possibile essere condannato senza prove senza registrazione vocale e senza testimoni dal momento che eravamo solo io e lui?non crede che e un abuso di potere?


23 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Mario, innanzitutto lei non è stato condannato: è stato – da quanto capisco – rinviato a giudizio con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale e tentata corruzione. E finché non arriva la sentenza lei è innocente. Detto questo, la legge dà ai pubblici ufficiali parecchi poteri: punisce con più severità chi li insulta, e considera più attendibile la loro testimonianza (come raccontavo qui). Dato che, comunque, la sentenza non è stata pronunciata, ha la possibilità di difendersi in tribunale: si scelga un bravo avvocato.


23 GENNAIO 2017

GIANLUCA

Buonasera a lei, in un gruppo di whatsapp io e altre persone abbiamo offeso una persona che faceva parte del gruppo e abbiamo usato termini come demente, pagliaccio, coglione ecc. Però non mai usato il suo nome e cognome ma bensi la parola mago visto che fa il cartomante e altro…..il mago mi ha denunciato e volevo capire cosa rischio. Grazie


24 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Rischia una condanna per diffamazione (reclusione fino a un anno e multa fino a 1032 euro), come spiego più diffusamente in questo articolo. Se si offende una persona, e la sua identità è desumibile dal contesto, non si scappa. Le suggerisco di rivolgersi a un avvocato, e magari di scusarsi con l’interessato (anche se ignoro i motivi per cui l’avete insultato).


25 GENNAIO 2017

AFDTYFUG

Buonasera, su facebook con un profilo falso (ma non rubando l’identità a nessuno) ho commentato la notizia di un giornale online in cui si parlava di una certa malattia genetica e della denuncia da parte delle associazioni di carenze e difficoltà per le terapie. Trattandosi di una malattia di cui i portatori sani sono a conoscenza del rischio quando mettono al mondo i bambini malati, d’impulso ho scritto più o meno questo:

prima fanno figli come conigli e poi si stupiscono perchè mancano le terapie, per quanto mi riguarda in certe situazioni il desiderio di diventare genitori dovrebbe essere messo da parte, trovo che siano irresponsabili coloro che coscientemente mettono al mondo altri malati, dato che la loro scelta mette a rischio la sostenibilità del servizio sanitario”.

Dopo è iniziata una discussione e io ho cercato di far valere la mia tesi, ma utilizzando un linguaggio ben più pacato nonostante gli insulti da parte di alcuni, che non solo hanno minacciato denunce e querele, ma hanno anche diffuso il mio primo post per il web e persino nelle pagine delle associazioni dei malati, Inoltre c’è chi ha affermato che ha contattato la polizia postale.

Le domando, le mie parole sono così gravi da poter avere ripercussioni a livello giudiziario? La polizia postale può essere scomodata per un post su facebook come quello che ho riportato sopra? E in caso di denuncia cosa posso fare? Posso difendermi definendo la mia una lecita opinione, seppur avendo utilizzato un linguaggio non adeguato?


26 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile afdtyfug (ma non poteva trovare un nick pronunciabile?), personalmente non trovo offensivo il suo post. Certo, “fare figli come conigli” non è il massimo dell’eleganza, ed è un’espressione sicuramente emendabile.
Ma il resto non lo trovo lesivo: definire qualcuno “irresponsabile” motivando il perché (sanno di essere malati ma lo fanno ugualmente, a scapito del servizio sanitario) è del tutto lecito.
Ricordo che la legge punisce le critiche offensive, ma non le critiche in generale, soprattutto se argomentate. Altrimenti, il diritto alla libera espressione andrebbe a farsi benedire. Quindi, il paragone coi conigli potrebbe metterla a rischio di denunce (dipende anche dalla sensibilità del giudice), ma il resto no. In caso di azione legale, ammesso che la facciano, può senz’altro difendere la bontà delle sue ragioni.


26 GENNAIO 2017

AFDTYFUG

La ringrazio tantissimo, la sua risposta mi ha tranquillizzato. Comunque questa vicenda sembra che stia diventando qualcosa di abbastanza serio, dato che stanno cercando in tutti i modi di rendere virale quel commento, persino il presidente di un’associazione che tratta di quella malattia lo ha riportato sulla sua pagina facebook e in seguito è stato condiviso da centinaia di persone, alcune delle quali hanno minacciato di morte me e la mia famiglia.


26 GENNAIO 2017

LUCA

Salve,
in questi giorni, vedo spesso il termine “sciacallo” in frasi come “sei uno sciacallo”. Ma può essere considerato un insulto addirittura perseguibile? Grazie.


27 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Quesito interessante. Può essere certamente considerato un insulto: di per sè non è una parolaccia (il termine si riferisce a un animale), ma ha una forte carica di disprezzo: come dice il dizionario Treccani, il termine “indica una persona che approfitta delle altrui sventure per rubare; in partic., chi, in occasione di cataclismi o eventi bellici, saccheggia case e luoghi abbandonati, deruba cadaveri o persone indifese; anche chi, nei sequestri di persona, si inserisce con false promesse nelle trattative per trarne profitto; talvolta, più genericam., persona avida, profittatrice”.
Per la cronaca, questa parola è stata giudicata offensiva e quindi condannata dal Tribunale di Monza nel 2006. Quindi esiste già almeno un precedente giuridico: le sconsiglio di usarlo nei confronti di altre persone!


29 GENNAIO 2017

ANTONELLA

Buongiorno, le racconto uno scambio di opinioni avvenuto in un gruppo su Facebook, non tanto perché io tema ripercussioni o pensi di denunciare davvero la mia interlocutrice, ma per riuscire a capire meglio come funzionano certe cose. Parlando di medici obiettori (sull’aborto ovviamente), la signora afferma che la possibilità di poter ricorrere all’interruzione di gravidanza nell’ospedale dietro casa dà modo alle donne di “farsi sbattere” e “farsi martellare le ovaie” in tutti i locali della zona perché tanto poi possono abortire. Per dar forza alla sua teoria racconta di tre donne di sua conoscenza (senza nomi ovviamente) molto ricche che hanno abortito 2/3/4 volte perché abituate ad avere rapporti di una notte con uomini diversi. Io, basita da tanta ignoranza, le dico che è un serpente e che sprofonda un mare di bigottismo e perfidia. A questo punto lei inizia a minacciare una querela in quanto per il suo lavoro gli avvocati lavorano per lei gratis. Poi aggiunge che vedendo le mie foto le sembro “una figlia di papà viziarella” e subito dopo che se fosse un uomo non mi porterebbe nemmeno in un bagno perché preferirebbe il “fai da te” a me. Poi mi blocca e mi scrive in privato che se sono così bella (mai detto) avrò chissà quanti apprezzamenti e chissà quale fila di uomini. Sottolineo che questa Signora avrà 35/40 anni e una figlia. Vorrei sapere cosa ne pensa.

 


29 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Antonella, ci sono alcuni argomenti (l’aborto, ma anche la protezione degli animali, la fecondazione assistita, l’omosessualità, i migranti, la fede religiosa…) che accendono molto gli animi. E questo è normale. Ma spesso il coinvolgimento emotivo è così forte da accecare la razionalità. E così le discussioni, invece di essere uno scambio di opinioni, degenerano in rissa. Questi episodi non sono molto diversi dal tifo calcistico, che è spesso soltanto un modo per scaricare rabbia e aggressività. Quando si ha di fronte un interlocutore del genere, accecato da emozioni irrazionali, non ha senso imbarcarsi in discussioni: sarebbe come tentare di convincere un tifoso del Milan a diventare tifoso dell’Inter. Tempo ed energie sprecate. Questo per quanto riguarda le dinamiche. Se invece mi sta chiedendo se ci sono estremi per una denuncia: non so che dire, vi siete offese reciprocamente anche se – indubbiamente – la sua interlocutrice è andata molto oltre i limiti. Credo che se questa persona la denunciasse avrebbe più da perdere che da guadagnare. Comunque vada a finire, la prossima volta, invece di imbarcarsi in discussioni con interlocutori di questo genere, segua il consiglio di Dante Alighieri: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa…”.


1 FEBBRAIO 2017

LUCA

Durante un’assemblea condominiale un condomino ha dato del ladro ad un altro condomino dicendo che “ha rubato una proprietà”. La proprietà risulta invece trasferita con atto notarile di compravendita e regolarmente registrata. Può essere denunciato?


2 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Ladro è uno degli insulti più denunciati in Italia. Nel caso che lei espone gli estremi per una denuncia ci sono tutti: diffamazione aggravata. Trova tutte le informazioni in questo mio articolo.


2 FEBBRAIO 2017

LUCA

Un chiarimento alla domanda di cui sopra:il reato di diffamazione aggravata si configura anche se l’offesa è verbale ed in presenza dell’offeso? Grazie.


2 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Attenzione: quando si dice un insulto a una persona presente, si commette il reato di ingiuria, non di diffamazione. Per essere più precisi, trattasi di ingiuria aggravata (perché fatta in presenza di più persone e attribuendo un fatto specifico).
In ambo i casi, però, non importa in quale forma sia stato espresso: a voce, per iscritto, a gesti… Sono tutti comportamenti ugualmente sanzionabili, purché siano documentabili, con prove o testimoni.


3 FEBBRAIO 2017

LUCA

Nuovi termini “informatici” come troll e webete possono essere considerati insulti? Grazie.


3 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

troll” non lo trovo lesivo della reputazione: significa provocatore, disturbatore (veda la voce su Wikipedia). Di “webete” ho parlato in questo articolo: lo considero un insulto, per quanto un po’ bonario.

5 FEBBRAIO 2017

MARCO

Salve pochi giorni fa è successa una cosa ” coincidenza ” assurda, è scoppiato un forte litigio con la mia compagna, nel mentre lei ha fatto cadere dell’acqua su una presa elettrica creando un principio d’incendio, proprio in quegli attimi mi squilla il cell, era uno dei soliti call center che vuole farti cambiare gestore, premetto che ho un app che blocca queste chiamate, ma quella chiamata è riuscita a passare, io che ero fuori di senno come ho sentito il nome del gestore elettrico ho apostrofato l’operatrice con 2/3 parolacce e attaccando il telefono, ho anche provato a richiamare per scusarmi ma risulta staccato,
La domanda è questa ” io non ce l’avevo con l’operatrice ma ero fuori di senno ”
i call center che chiamano possono registrare la telefonata senza avvisarmi e chiedere il mio consenso della privacy?
Se dovessi ricevere un eventuale querela posso denunciare per violazione della privacy?
Grazie.

5 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Marco,
dubito che il call center abbia intenzione di denunciarla: dovrebbe prima quanto meno dimostrare che aveva ottenuto il suo numero di cellulare in modo lecito. E quasi sempre non è così. In ogni caso i call center non possono registrare la chiamata senza prima chiederle il consenso. Direi che può stare tranquillo. Piuttosto, spero che abbia domato l’incendio e fatto pace con la sua compagna nel frattempo.

16 FEBBRAIO 2017

SISSI

Salve, se ad una persona dico in pubblico “Non sei mai stata una persona educata” posso essere denunciata ?


16 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Buongiorno Sissi, la sua frase è traducibile con “Sei sempre stato maleducato”. Il termine “maleducato” è un insulto a bassa offensività: c’è di molto peggio, ma è pur sempre denunciabile.
Le sentenze su questo termine sono altalenanti: dipende da come questa parola viene detta (tono di voce, intenzione comunicativa, argomentazioni…) e dove (in strada, su Facebook, a una riunione, etc). Solo lei può sapere se e quanto quella frase fosse gratuitamente offensiva oppure fondata nei fatti.


17 FEBBRAIO 2017

GIORDANO PARISI

Buon Giorno
recentemente ho pubblicato una recensione su Google su un locale dove si è svolto il mio matrimonio vari anni fa. Dopo una approfondita descrizione degli eventi che mi hanno lasciato completamente insoddisfatto del servizio ricevuto, ho completato il post scrivendo letteralmente “evitate questo locale come la peste”. Il gestore si è risentito per quest’ultima frase, e mi ha denunciato per diffamazione.
Secondo Lei cosa rischio? Quanto potrebbe costarmi questa mia recensione? Sono stato già ascoltato dai carabinieri e ho esposto le mie ragioni.
La ringrazio anticipatamente per la risposta.


17 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Difficile rispondere. Non mi risultano precedenti giuridici per l’espressione che lei ha usato. Mi pare chiaro che la sua era un’iperbole, per quanto molto forte. E’ sicuramente lesiva della reputazione, ma è pur vero che le leggi consentono due cose: 1) di offendere se si è subìto un grave torto; 2) di criticare anche aspramente purché in modo documentato.
Non conosco quali siano stati, in concreto, i torti che lei ha patito in quel ristorante, quindi non posso valutare se la sua rabbia sia stata commisurata. Di certo, è fondamentale che lei possa provare di aver subìto un ingiusto trattamento, con documenti (video, registrazioni audio, etc) o testimoni. In ogni caso, si rivolga a un avvocato se la causa dovesse andare avanti.

2 MARZO 2017

SARA

Salve, vorrei domandarle se “personaggio ridicolo” rivolto a un candidato sindaco sia da considerare insulto o diffamazione. Grazie


3 marzo 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Sara, innanzitutto un chiarimento: gli insulti diventano “ingiurie” se sono detti a una persona senza che ci siano altri testimoni; il medesimo insulto, se detto davanti a 2 o più persone diventa “diffamazione”. Quindi bisogna capire in quali circostanze ha detto quell’espressione: l’ha detta solo al candidato, oppure in una riunione davanti ad altri, o su un social network (Facebook, Twittter, whatsapp…)?
A seconda del reato, cambiano le pene (più pesanti se ci sono molti testimoni).
Per quanto riguarda l’espressione, bisogna vedere con che tono è stata detta: in modo bonario o acido? In generale, comunque, un’espressione del genere di solito è stata condannata.


21 MARZO 2017

GIORDANO PARISI

Buon Giorno,
sono stato denunciato da un locale per una recensione negativa. A parte gli aspetti legali, contro i quali mi difenderò con i denti, la mia questione è puramente relativa alla formalità della denuncia. In altre parole l’avvocato dell’offeso, ha stilato la querela indicando facebook come la piattaforma sulla quale avrei scritto la recensione diffamatoria. In realtà la diffamazione è stata scritta sulla piattaforma Google. La mia domanda è questa: posso in qualche maniera appellarmi a questo “errore” commesso dall’accusatore?. Ho già rilasciato le mie dichiarazioni davanti ai carabinieri ed adesso sono in attesa della decisione di rinvio a giudizio da parte del magistrato. Quando sarò chiamato a giudizio (eventualmente) posso invalidare il tutto appellandomi a questo “vizio”? La ringrazio anticipatamente della risposta


21 marzo 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Giordano,
Google è una piattaforma potenzialmente più diffamante rispetto a Facebook: mentre a quest’ultimo si accede solo se si è iscritti, le recensioni di Google sono visibili a tutti gli utenti.
Detto ciò, la domanda che lei pone è una questione giuridica di tipo formale, sulla quale non sono in grado di aiutarla: non so se un vizio di forma come quello che lei cita sia di per sè sufficiente a far saltare l’intera azione legale. In teoria, dovrebbe contare di più il contenuto dell’offesa.
La risposta che lei cerca gliela può dare solo un avvocato (cosa che io non sono, come ho scritto chiaramente all’inizio di questo post).


6 APRILE 2017

GEA

Salve, per una questione di lavoro ho dato della rompimaroni ad una collega che nel frattempo era uscita e non mi aveva sentito. Alcune colleghe hanno capito troione ma non e’ affatto cosi, care amiche sue tra l’altro che poi lo hanno riferito. Cosa rischio?


7 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Gea, in teoria rischia una denuncia per diffamazione (offendere una persona assente), che si verifica quando ci sono almeno due testimoni.
Consideri, però, che le sentenze della Cassazione hanno più volte assolto l’uso di questo termine (per la precisione del termine “rompicoglioni”) considerandolo più uno sfogo volgare che un’espressione offensiva.
La sua situazione è complicata dal fatto che le colleghe hanno inteso la parola “troione” e sono amiche della persona offesa.
Al suo posto, spiegherei a queste colleghe che cosa ha detto davvero, e forse lo direi anche alla diretta interessata, per evitare che la situazione si complichi e la tensione salga. Non ne vale la pena, soprattutto se il motivo scatenante della sua rabbia non era una questione “di vita o di morte”.


7 APRILE 2017

GEA

Grazie mille x la risposta. Nella peggiore delle ipotesi, quale pena o sanzione mi puo’ essere data?


10 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Le pene previste per la diffamazione (di cui ho parlato qui) sono reclusione fino a 1 anno; oppure multa fino a 1032 €. Ma queste sono le pene massime, che dipendono non solo dalla gravità dell’offesa, ma soprattutto dalla quantità di persone che hanno assistito all’offesa. Che neo suo caso, da quanto ho capito, erano ben poche (non certo centinaia o migliaia). Stia serena. E soprattutto cerchi di chiarire l’equivoco.


10 APRILE 2017

WALTER

Buongiorno,
ho un problema di vicinato, nel senso che la condomina del piano di sopra per diversi anni (16 per l’esattezza) ha continuamente prodotto ogni tipo di rumore molesto, durante il giorno ma soprattutto nelle ore serali e notturne, con rumori evidenti proprio sopra la nostra camera da letto…
Ho cercato di parlarle più volte ma invano, ho anche interpellato l’amministratore di condominio che le ha inviato alcune lettere di richiamo ma di nuovo senza sortire alcun effetto.
L’altra sera, dopo due notti insonni, sono scoppiato, ho battuto sul soffitto con una scopa e purtroppo mi sono sfuggite alcune parole che non avrei dovuto dire, insultandola, le ho dato della p..e che se non la smetteva avrei chiamato i carabinieri…. ovviamente anche lei non si è tirata indietro rispondendo ai miei insulti…
Il fatto è che dopo pochi giorni mi arriva una lettera dell’amministratore dove mi si avvisa che la signora avrebbe provveduto ad inoltrare denuncia per ingiuria nei miei confronti…
Ora mi trovo in una situazione che mi sembra assurda, da persona che ha dovuto subire per 16 anni continui rumori molesti, a persona denunciata per ingiuria. Dovesse la signora andare avanti con la denuncia a cosa vado incontro, ho letto che in caso di reciprocità e/o di ingiuria dovuta ad uno scatto d’ira e dovuta ad una provocazione non è soggetta a multa, potrebbe essere il mio caso? Invece per quanto riguarda la richiesta di risarcimento a quanto potrebbe ammontare la somma pretesa?
L’episodio è successo attraverso i muri di casa, lei era in casa con la figlia ed io con mia moglie e mio figlio, non so se altri condomini hanno sentito il battibecco o meno.


10 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

E’ vero Walter: se si subisce un torto (a maggior ragione se reiterato) per la legge è legittimo e comprensibile – quindi non punibile – se uno reagisce con insulti. Il fatto che lei avesse già più volte segnalato alla signora e all’amministratore i rumori molesti è una prova a suo favore. Recuperi queste lettere.
Magari potrebbe cogliere l’occasione per rivolgersi a un legale e inviare alla signora una bella diffida, intimandole una volta per tutte di non fare rumore. Anche perché i rumori continui possono causare stress e altre patologie, di cui la sua vicina potrebbe essere chiamata a pagare il conto (se lei è in grado di documentarlo con una perizia medica).
13 APRILE 2017

FABIO

Buongiorno, ho scritto ad un gruppo di condomini che 2 persone avevano degli “interessi personali” nel voler rifare le facciate del palazzo.
Botta e risposta delle 6 persone del gruppo, e poi… non so come, la mail viene girata agli interessati.
Leggendo tutto, ovviamente, mo insultano durante la successiva riunione e mi minacciano di querela.
Secondo voi rischio qualcosa?
Grazie


13 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Buongiorno,
l’espressione che lei ha usato (interessi personali) è ambigua. Potrebbe riferirsi sia a legittime e private esigenze di un singolo condomino, sia a – non meglio precisati – affari.
Mi pare difficile costruirci una causa, ma tutto può essere. Potrebbe aiutare a rasserenare gli animi se lei precisasse a cosa concretamente alludeva con quella espressione: sistemando la facciata salirebbe il valore dell’immobile e questo interessa solo a chi vuol vendere il proprio appartamento? Se fosse così, la sua critica – per quanto sarebbe stato meglio esprimerla in modo chiaro e senza insinuazioni generiche – sarebbe anche legittima, per quello che ne so.


16 APRILE 2017

LUCA

Vorrei sapere se dare del razzista a qualcuno possa essere definita una ingiuria. Grazie.


18 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Direi di sì: non è certo un appellativo onorevole. Le sentenze hanno finora condannato chi ha usato questo termine. E consideri che nel nostro ordinamento il razzismo è un reato, come può leggere qui.

 

20 APRILE 2017

FABRIZIO

Buona sera sig. Vito, complimemti per il tempo che ci dedica.
Sono inprenditore e commercializzo i miei servizi sul web.
Un cliente prenota un servizio pagandolo decisamente meno di quello che in realtà vale a causa di un mio errore nella impostazione dei valori. Ebbene si. Ho sbagliato io.
Contatto il cliente (email) e dopo aver chiesto scusa dell’accaduto ed aver dato sommarie spiegazioni sull’accaduto chiedo la cancellazione della prenotazione.
Il cliente non soddisfatto (ed aveva tutta la mia comprensione in quanto ha prenotato una cosa a 1000 quando invece normalmente sarebbe costata 2500) ha voluto sapere bene cosa era successo.
La mia risposta è stata sufficientemente pertinente non entrando in motivazioni personali. Ho commesso un errore, non ho inserito certi valori che dovevo inserire e questo ha prococato l’errore. Chiedendo comprensione ho chiesto nuovamente la cancellazione.
Dopo circa tre giorni, non vedendo giungere la cancellazione, lo ricontatto (mail) dicendogli che mi dispiaceva constatare che non volesse concedermi la sua comprensione e che ero oltresi dispiaciuto che volesse approfittare degli errori degli altri.
Da contratto, io erogherò questo mio servizio a questa persona perdendoci 1500. Giusto, gli errori si pagano.
Ma questo signore può dichiararsi davvero offeso e non rispettato?
Non mi ha minacciato di denunce, mi ha semplicemente detto che trovava i miei termini offensivi ed irrispettosi.
Il mio primo pensiero dopo aver letto questa risposta è stata: la verità fa male e a molti non piace.
Lei, come la vede?
Grazie.


21 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Fabrizio, se lei non ha usato termini offensivi e irrispettosi, il problema del suo cliente non è la verità. E’ la sfiducia in un mondo dove crediamo che tutti vogliono fregarci. E la scarsa conoscenza delle leggi diritti e doveri. Faccia tesoro dell’errore, non posso dirle altro.

 

21 aprile 2017

NICOLE

Buongiorno, ho replicato a un commento di un signore che offendeva pesantemente un personaggio di un programma televisivo, io gli ho scritto che era pieno di cattiveria e gli ho chiesto se non si vergognava a scrivere tali cose, costui mi scrive che mi querela, ma è possibile?


21 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Tutto è possibile, ma personalmente credo che non abbia elementi per spuntarla. Anzi, e’ lui che rischia di più, avendo offeso la reputazione di una persona famosa (immagino su Facebook o simili).
Glielo può anche dire, ma io credo che la sua minaccia di querela sia un bluff, uno spauracchio. Lo lasci cuocere nel suo brodo di cattiveria e non si preoccupi. Stampi la schermata del vostro scambio di battute, giusto per scrupolo. Ma dubito che dovrà usarla.


24 APRILE 2017

ROMEO

Riprendendo una richiesta di alcuni giorni fa le chiedo se urlare in casa propria (o con la finestra aperta) un’offesa generica o imprecare, (dopo aver bussato sopra con una scopa) senza per questo indicare il nome del destinatario può essere denunciabile, anche se in seguito a rumori dal piano di sopra (e anche se l’inquilino di sopra dice che ha dei testimoni). In effetti una persona in casa sua può dire quello che gli pare, se non si rivolge espressamente a qualcuno o non lo vede direttamente, o no ?
Come fare a dimostrare un danno alla salute e da rumori che sono stati tanti in tanti anni ? Grazie

 

25 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Romeo,
andiamo con ordine.
Nessuna legge le vieta di imprecare (“porca putt….! Che cazz..!”), ma dire un insulto, anche senza precisare il destinatario, è già più rischioso, se appare evidente il nesso fra quell’insulto (“testa di c…”, “bastard…”) e un comportamento specifico (il rumore). In questo secondo caso, siamo di fronte a un’ingiuria (o a una diffamazione, se assistono almeno 2 testimoni), che come tale è denunciabile.
Per quanto riguarda i danni da rumore, deve assolutamente rivolgersi a un legale che le consiglierà cosa fare: immagino che occorra sia documentare i rumori (con una registrazione audio, e registrando con un video i rumori e i decibel misurati con un’app da telefonino), sia documentare gli eventuali danni fisici, con una perizia medica, che colleghi le eventuali patologie al rumore di cui sopra. Anche la testimonianza di qualche vicino, che attesti che questi rumori durano da anni, credo sia fondamentale.

 

7 MAGGIO 2017

MARIA

Salve,sto vivendo una bruttissima situazione sul lavoro (siamo a livello di mobbing, la mia asma è anche peggiorata) a causa di una collega con la quale,pur avendo cercato di creare buoni rapporti, mi è stata ostile in maniera ingiustificata,mi ha aggredito spesso verbalmente e non mi ha aiutato in delle situazioni di difficoltà in cui avrebbe anche dovuto farlo.Premetto che abbiamo lo stesso ruolo di coordinatori e qualche giorno fa un nostro sottoposto che è dalla sua parte mi dice che io non posso punirlo perché è il coordinatore che decide,io ho risposto che il.coordinatore non ha alcun potere decisionale per opporsi alle decisioni di un altro coordinatore nel caso un sottoposto si comporti scorretamente ed ho elencato i ruoli del coordinatore. Il tizio in questione ha detto alla collega che io avevo detto che il coordinatore non conta nulla e la collega si è arrabbiata facendo una scenata assurda e mettendosi a gridare.Io a quel punto non ci ho visto più e presa dalla rabbia ho scritto un post su facebook in cui dicevo , senza citare nome e cognome quindi riferendomi ad un tizio anonimo che avevo scoperto quanto la gente, soprattutto se più grande di te non mostri saggezza ma immaturità e infantilismo dei miei amici ha commentato ed io ho aggiunto anche altre cose aggiungendo che questa persona (sempre senza citare nome e cognome ) non si prendeva le sue responsabilità, praticando abusi di potere,ripetevo nuovamente i ruoli del coordinatore ,che ci vuole umiltà e collaborazione e che infine consideravo le persone che si comportano così ridicole.Il post è arrivato nelle sue mani tramite persone che ce l’hanno con me e che hanno fatto lo screenshoot del mio post.Va da se’ che la collega non in maniera diretta ,ma tramite altri colleghi ,che conoscono la situazione di mobbing che sto vivendo,mi hanno fatto sapere che potrebbe denunciarmi.Tuttavia io lavoro anche in un altro ufficio dove ci sono altre coordinatrici.
Ora voglio sapere un po’ di cose ,se posso denunciare chi ha diffuso il mio post anche se mio amico su facebook, e se verranno coinvolti anche gli altri colleghi dell’ufficio a testimoniare ,compreso il capo tanto più che, visto che mancano nome e cognome so che comunque dovrà servirsi delle persone che hanno veicolato il post (visto che peraltro il mio l’ho cancellato) , volevo sapere se queste persone saranno obbligate a testimoniare .Grazie


7 maggio 2017

VITO TARTAMELLA

Mi dispiace dirglielo, Maria, ma pubblicare un post diffamatorio è sempre sbagliato, anche se non si cita una persona per nome.
Ciò detto, cerco di rispondere alle sue domande.
Non può denunciare il collega che si è preso la briga di segnalare il suo post su Facebook: è stato un vigliacco, ma non ha commesso alcun reato. Dal momento in cui si pubblica qualcosa su FB, si dà per scontato che CHIUNQUE possa leggerlo. Se vuole fare una confidenza, deve farla a voce, non pubblicarla su FB!
Lei forse potrà affermare che il suo post era generico e non si riferiva alla collega mobbizzante; dovranno essere loro a provare il contrario.
Di solito, un avvocato cita fra i propri testimoni persone che è sicuro che confermeranno una determinata versione dei fatti: se la sua collega vuole farle causa, il suo avvocato contatterà i possibili testimoni e chiederà loro se sono disposti a testimoniare.
Una volta entrati nell’elenco dei testimoni, le persone non possono rifiutarsi di partecipare al processo.
E’ una questione delicata. Ma possibile che i vostri superiori lascino una situazione così? Non ha provato a chiedere ai suoi superiori di distinguere e tenere separate le competenze delle 2 coordinatrici? altrimenti è solo un gioco al massacro.

 

17 MAGGIO 2017

FEDERICOS

Salve
Giorni fa ho offeso, tramite account fake, una persona dandole della cogliona e handicappata e questo non rispondendo mi fece arrabbiare ancora di più e continuai con le stesse parole, tutto in chat privata però…il punto è che poi sua madre mi dice che mi avrebbe perseguito penalmente per gli insulti ricevuti e perciò io mi sono scusato con lei, senza però ricevere nessun consenso…io e quel tipo abbiano entrambi 17 anni.
Pensi che me la possa rischiare? Pensi che la polizia prenda sul serio un caso questo? Hai magari letto di esperienze in merito?
Grazie mille


18 maggio 2017

VITO TARTAMELLA

Federico,
il caso è doppiamente serio: primo, perché gli account fake sono vietati. Secondo, perché è sempre sbagliato offendere qualcuno con appellativi come “cogliona” e “Handicappata”, anche se in una chat privata, cioè leggibile dal solo interessato.
Rischi di essere denunciato per ingiuria, il che significa che rischi le multe di cui parlavo nell’articolo qui sopra.
E come 17enne ricorda che sei perseguibile.
Forse la mamma del tuo amico non ti denuncerà, ma fai tesoro dell’esperienza per il futuro: niente account fake, niente insulti. Ok?


1 GIUGNO 2017

FEDE

Buongiorno, vorrei chiederle se un vaff… a un vigile urbano che stava deviando il traffico e non voleva rispondermi su quale strada alternativa avrei potuto utilizzare può essere punibile, i vigili erano due, io ero in macchina con mio figlio, non erano presenti altre persone, non mi hanno chiesto documenti … grazie


4 giugno 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Fede, nelle sentenze il “vaffa” è stato a volte punito, a volte tollerato. Difficile darle una risposta certa: da un lato, il vigile che ha incontrato è stato poco gentile, e quindi la sua stizza può essere comprensibile; ma è pur vero che la sua frase è stata eccessiva rispetto alla scortesia che ha ricevuto. Tanto più che il vigile, in quanto pubblico ufficiale, gode di tutele particolari: chi offende un pubblico ufficiale è punito più severamente rispetto a chi insulta un comune cittadino, come spiegavo in questo articolo.
In più, anche se non le hanno chiesto i documenti hanno pur sempre visto la sua targa e possono risalire a lei.
Ritengo comunque poco probabile che la denuncino: nello stress del traffico, mandarsi a quel paese è molto frequente. Se per ogni “vaffa” ci fosse una denuncia, i tribunali sarebbero ingolfati. Comunque in avvenire le consiglio di stare più attento a offendere un pubblico ufficiale: rischia grosso.


8 GIUGNO 2017

FEDE

Grazie per la risposta, purtroppo loro erano nervosi e hanno fatto innervosire anche me … ma in casi come questo la presenza di più persone non è necessaria?


8 giugno 2017

VITO TARTAMELLA

Il reato di oltraggio è disciplinato dall’articolo 341 bis del Codice penale. Il quale (come può leggere qui) dice che il reato deve essere consumato in luogo pubblico “in presenza di più persone”. La formula è ambigua: basta una sola persona (il collega del vigile) o, come nel caso della diffamazione, occorrono almeno due testimoni? Io propendo per l’ultima interpretazione.

 

18 GIUGNO 2017

LUCA PRETE

Salve,
ho risposto a un commento su Facebook il quale mi sembrava che diffamasse qualcuno non in presenza, anche se non era esplicita (la diffamazione appunto ) ma indirettamente (secondo la mia interpretazione soggettiva e di altri che gli hanno risposto, ossia dava questa sensazione), poteva esserci. Allora, ho scritto, “mi sa tanto di diffamazione” (riferito al commento), l’altro utente mi ha risposto che ho detto stupidaggini. Vi chiedo: è possibile che lui possa aver scambiato la mi risposta (“mi sa tanto di diffamazione” che poi può essere anche letta come “mi sembra”, “ho l’impressione”) un insulto a se stesso, ossia “sei un diffamatore” (che io NON ho scritto) e possano esserci gli estremi per una querela da parte sua nei miei confronti?Grazie.


21 GIUGNO 2017

PAOLA

Se quando passa il mio vicino di casa a voce sostenuta dico “certe persone fanno proprio schifo!”, può essere considerata offesa tale da essere punita?


22 giugno 2017

VITO TARTAMELLA

Se lei è da sola e pronuncia questa frase, risulta chiaro che è rivolta al vicino, il quale la può denunciare a due condizioni: se registra quanto lei ha detto, oppure se ha almeno due testimoni che assistano alla scena. A queste condizioni, è abbastanza improbabile che lei sia denunciata. Ma è più probabile che il vicino si offenda e magari passi anche alle mani o si vendichi in altro modo… Ci pensi bene.


30 GIUGNO 2017

PAOLA

La ringrazio per avermi risposto, ma mi domandavo; se la vicina in questione per assurdo registrasse quanto io ho sopra affermato, come le sarebbe possibile dimostrare che mi trovavo da sola?
Il caso dei testimoni è ovvio. E quanto al consiglio è comprensibile, anche se le garantisco che se avessi modo di raccontarle sono certa che capirebbe e appoggerebbe lo sfogo di certe situazioni (ci sono persone che pur di curare i propri interessi sono disposte a tutto, “morte tua vita mia”).


30 giugno 2017

VITO TARTAMELLA

E’ molto improbabile che il suo vicino si attrezzi per registrarla, a meno che i suoi insulti siano abituali (ogni volta che passa). Una volta registrati, potrebbe solo provare che lei lo ha insultato, ma non che vi fossero altri testimoni.

2 LUGLIO 2017

PUCCICOTTO

Ho mangiato malissimo in un negozio kebab di un centro commerciale.
Ho segnalato la cosa al titolare ma mi ha invitato a non tornare se non sono soddisfatto.
Amareggiato ho lasciato perdere ma dopo mesi, passando davanti a quel negozio, ho gridato che si mangia malissimo e che il personale è maleducato.
Sono stato minacciato di denuncia.
Rischio qualcosa?


4 luglio 2017

VITO TARTAMELLA

Quello che lei ha fatto equivale a una pessima recensione su Tripadvisor e simili…. E in ambo i casi vale questa regola: la Costituzione ci dà la libertà di esprimere un giudizio negativo, purché sia documentato e rispettoso delle persone. Quindi lei era (ed è) libero di esprimere un giudizio negativo, ma per non rischiare querele dovrebbe argomentarlo: cioè spiegare perché si mangia male, in che senso si mangia male… Certo è difficile documentarlo, sia a voce che per iscritto. Da questo punto di vista, forse rischia la denuncia, ma è pur vero che il titolare del negozio dovrebbe sapere chi è lei e avere testimoni disposti a sottoscrivere quanto denunciato. Mi pare improbabile.
Quanto alla maleducazione, è un concetto abbastanza soggettivo e perciò difficilmente querelabile.


4 LUGLIO 2017

PAOLA

La ringrazio per tutte le delucidazioni.


17 LUGLIO 2017

NANDO

Buonasera, un mese fa una vigilessa mi ha voluto dare una multa per parcheggio in doppia fila per 2 minuti massimo e dopo averla implorata di essere comprensiva ha dimostrato un atteggiamento altezzoso. Ho perso la calma e le ho detto che si vedeva che provava piacere a fare quel che faceva sino a provare orgasmo, e dopo gli ho chiesto se anche lei faceva parte di quei dipendenti statali che vanno a timbrare in mutanda? Ma non ho detto parolacce. Adesso mi arriva una raccomandata che vuole accertare che fossi io (non mi ha chiesto le generalità) perché vorrebbe denunciarmi per ingiurie. Secondo lei ci sono gli estremi?


17 luglio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Nando, anche se non ha detto parolacce, le sue frasi sono state insultanti. In sostanza, ha detto alla vigilessa che è una frustrata sessuale e che truffa la pubblica amministrazione. Con una doppia aggravante: che le frasi possono essere interpretate come una forma di maschilismo, e per di più verso un pubblico ufficiale, che gode di particolari tutele (come può leggere su questo mio altro post).Vista la delicatezza della situazione, fossi in lei, prima di rispondere alla richiesta di generalità mi rivolgerei a un avvocato, per capire come tutelarsi al meglio.


23 LUGLIO 2017

ANGELO

Buongiorno Vito chiedo lumi riguardo questa situazione.
Su una pagina Facebook un utente ha scritto che i musulmani sono una razza idiota ed ignorante.

A me gli insulti per razze culturali non piacciono.
La mia risposta è stata: qualcuno ti ha fatto il lavaggio del cervello.mi da fastidio che tu esporti nel resto dell’Europa la tua ignoranza(Il ragazzo si trova in inghilterra) tornatene a casa.

Secondo lei puo risultare diffamatoria?
Da tale post il ragazzo ha ricevuto diversi insulti…pero mi ha scritto in privato che vuole portarmi in tribunale.secondo lei può farlo?
In privato mi ha dato anche dell’agnello perché pensa sia spaventato…sembra quasi una minaccia

Grazie


24 luglio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Angelo,
Chi ha sbagliato (e ha commesso un reato) è stato l’autore del post razzista, dato che l’odio razziale (o meglio, l’intolleranza religiosa) sono puniti dalla legge.
Il suo commento è stato quindi legittimo, anche se sarebbe stato meglio argomentarlo: sei ignorante perché non sai che generalizzare è sempre sbagliato etc etc.
Mi sento di dirle, comunque, di stare tranquillo, dubito che la porterà in tribunale, ha tutto da perdere. E ricordi sempre di argomentare quando dà un giudizio.


24 LUGLIO 2017

IRENE

Gentile Vito vorrei chiederle un parere..qualche giorno fa ho detto ad uno dei condomini che è meglio stare in un palazzo di cani che con gente dalla faccia di caz come la sua. E poi gli ho dato dell’ignorante perché afferma che la pipi di cane porta la sifilide. Davanti al mio sfogo c’era una signora, fino a poco tempo fa amica mia, fino a poco tempo fa proprietaria di una cagnolina morta avvelenata come spiego piu avanti. Ma questa signora che si e rivelata falsa, non dira nulla a mio favore..sui motivi del mio sfogo liberatorio. E come lei altre persone che sanno ma che preferiscono farsi gli affari loro, falsi amici .. Ora mi ritrovo in questa situazione, non vedevano l’ora di attaccarmi e colpirmi e magari adesso gli ho dato l’occasione. Come può procedete il tizio nei miei confronti? Io non ho un lavoro e vivo con mio madre, e non voglio che ci vada di mezzo. Grazie per la sua risposta.


25 luglio 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Irene, ho dovuto accorciare il suo commento perché era troppo lungo. Ma ho lasciato il fatto essenziale: quello che ha detto è oggettivamente offensivo, ma l’ha detto davanti a una sola testimone (e non è affatto detto che vorrà farlo). Nella remota ipotesi che il suo vicino decida di denunciarla, lei rischia al massimo un’ammenda per ingiuria, come spiego nel mio articolo. E di sicuro non rischia nulla sua madre.
Nella parte del suo commento che ho tagliato, racconta di avvelenamenti di cani e altre cose: perché ha subìto tanti soprusi senza fare nulla? Valuti se denunciare alcuni episodi all’amministratore del condominio, purché ne abbia le prove.
Ma cerchi soprattutto di non dare troppo peso a questo episodio e a questa persona. Per non lasciarsi sopraffare dall’angoscia verso i suoi vicini, cerchi di confrontarsi con qualche amico (esterno al condominio). Cerchi di stare più tranquilla.


26 LUGLIO 2017

IRENE

Gentile Vito, grazie per la sua risposta. Non è facile stare tranquilla qui..viviamo segregati in casa nel senso che non lascio che i miei animali vadano da soli sul balcone, perché non posso rischiare la loro vita.
l’amministratore sa bene la situazione del mio condominio, ma siccome è “amica” di questa gente, quindi la situazione è che chi denuncia è quello sbagliato. E si ho la depressione ed ho sofferto d’insonnia per lungo tempo per la paura che al mio cane potesse succedere qualcosa. La signora testimone del mio sfogo sa bene di me perché mi confidavo con lei..ora sono sola perché denuncio, perché non faccio la bella faccia davanti, perché faccio capire che so che persone sono e la verità non la vogliono vedere.. e giusto per farle capire la situazione abbiamo deciso di mettere in vendita l’appartamento. Come vede io non riesco a stare tranquilla qui.
Grazie per il suo aiuto.

 

28 LUGLIO 2017

GIUSEPPE

Io credo che insultare le persone abitualmente sia reato di stalking, chiaramente credo che la legge italiana non abbia voglia di punire le persone, peró non é normale insultare la stessa persona, questo é stalking e ha fino a 4 anni di carcere.


2 AGOSTO 2017

LUCA

Salve,
dare dell’invasato equivale a una ingiuria? Grazie.


2 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Luca, i giudici non decidono mai l’offensività di una parola da sola, come raccontavo in questo post. Considerano anche altri fattori: come viene detta (urlando? Con tono sprezzante? Per scherzo? Per ira?), dove viene detta (sull’autobus? allo stadio? Per strada? In piazza?), a chi viene detta (a un vicino di casa? A un superiore? A un’autorità?), e così via.
Quindi, per darle una risposta, dovrei sapere tutte queste cose.
In ogni caso, faccio un paio di ragionamenti che possono aiutarla. Innanzitutto che vuol dire questa parola? Vuol dire “posseduto dal demonio”, quindi “esaltato, infervorato”. Le aggiungo anche che finora, a quanto ne so, i giudici hanno assolto chi ha usato questo termine, considerandolo una legittima critica, per quanto sprezzante.

 

20 AGOSTO 2017

LUC

Salve,
sono intervenuto in una discussione su Facebook in risposta a un commento in cui una persona definiva “cerebrolesi” altri che avevano delle idee politiche e ideologiche differenti dalla sua. Ho fatto notare a questa persona l’uso di quel termine offensivo e lei mi ha risposto che praticamente “rompo il cazzo”, e che serve (nel mio caso) uno psichiatra. Ho risposto allo stesso modo, ossia che avrebbe avuto lei bisogno di un psichiatra MA, facendomi prendere da un pò di nervosismo ho fatto riferimento anche al suo viso (“dello psichiatra, hai tu bisogno con quella faccia”). Di lì in poi, lei mi ha offeso a livello sessuale e io ho risposto allo stesso modo, tuttavia, alcuni commenti dopo alcuni secondi li ho cancellati (i suoi sono rimasti invece). Le chiedo, in una eventuale sede legale, come si potrebbe comportare il giudice in caso di reciprocità di insulti, considerando tuttavia, che il commento originario di questa persona conteneva un termine appunto come “cerebrolesi” ma non rivolto a me direttamente? Grazie.


21 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Difficile dare un giudizio senza aver letto il vostro dialogo. In generale, se si risponde a un insulto insultando, i giudici possono dar torto a chi ha iniziato. Tuttavia bisognerebbe valutare chi dei due ha trasceso maggiormente, senza nulla togliere che avete sbagliato entrambi. Il mio consiglio spassionato per l’avvenire è di evitare di imbarcarsi in discussioni con persone che lanciano giudizi grezzi e irrispettosi.

20 AGOSTO 2017

UMBERTO

Salve 1 mese fa ho conosciuto una ragazza su un sito di incontri e dopo alcune conversazioni mi ha convinto ha fare l’abbonamento dicendomi che se lo facevo poi potevamo vederci dal vivo,quindi ho fatto l’abbonamento e ci siamo visti in cam dopo di quel giorno niente non mi ha più risposto ed io le ho scritto che poteva dirmelo che lo aveva fatto solo x farmi iscrivermi ma non mi ha risposto,quindi mi sono arrabbiato e gli ho dato della tro…a ed ora ricevo una denuncia ,cosa rischio? cosa dovrei fare?

21 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Il suo insulto – sproporzionato e soprattutto sbagliato – è nato dall’aver subìto un torto. Potrebbe essere giustificabile se lei è in grado di documentare che la risposta della donna mirasse solo a strapparle un abbonamento. Quindi, se ha ricevuto una denuncia (per ingiurie, se l’ha fatto non in pubblico ma in chat privata) rischia quanto racconto nel post qui sopra. Le suggerisco di recuperare la documentazione in cui la donna la spingeva ad abbonarsi, e di portarla a un avvocato.

8 SETTEMBRE 2017

BUNNY

buongiorno sig. Vito,
dopo che mi è arrivata una convocazione INPS per accertamenti che stanno svolgendo nei confronti di un’azienda interinale presso la quale due anni fa ho svolto due mesi di lavoro in prova, ho telefonato in azienda per avere via mail il contratto di lavoro richiestomi tra gli altri documenti nella convocazione.
La mia mail è stata ignorata, così, visto che la convocazione si avvicina, ho telefonato nuovamente; l’impiegata, controllando con me al telefono, mi ha riferito che nel mio ‘fascicolo’ non aveva trovato alcun contratto, quindi all’appuntamento INPS avrei dovuto dire di aver smarrito quello che mi era stato consegnato all’epoca; dato che tale contratto non mi è mai stato dato, non ci ho visto più, mi sono agitata e l’impiegata mi ha risposto ancora più piccata. invelenita ho inviato una mail piuttosto pesante di cui riporto il testo:
manica di tr**e succ***c***i manco lo spelling de world sapete fare zoc***e

allo stesso indirizzo mail dell’azienda. pur avendo sbagliato (me ne sono pentita un attimo dopo), non è riconducibile a una specifica persona…non mi intendo di queste situazioni, devo preoccuparmi? conviene chiedere scusa o evitare ulteriori rapporti?


8 settembre 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Bunny,il punto è capire chi materialmente legge quella casella mail. Una segretaria? Il titolare dell’azienda? Anche se è un indirizzo generico, c’è sempre una persona precisa, in carne e ossa, che apre e legge i messaggi.
Non so che tipo di azienda e di gente sia: può scegliere di inviare un’altra mail scusandosi e al tempo stesso spiegando i motivi della sua rabbia (a patto che lei non accusi nessuno ma si limiti a raccontare i fatti), oppure, se non ne vale la pena, lasci stare.
Ma ricordi sempre che gli scritti rimangono.


18 SETTEMBRE 2017

LUIGI

buongiorno sig. Vito,
negli ultimi tre mesi ho avuto una serie di comunicazioni “fuori luogo” con una ex-amica. In sostanza ho inviato un (1) sms e 2 email in cui lei ha ravvisato delle offese. La comunicazione è limitata al solo invio di email, escluso l’sms, non c’è assoluto contatto fisico né visivo perchè si vive in località distanti e, a dire il vero, non c’è alcuna volontà di incontrarsi.
Ne è nata, tuttavia, una forte preoccupazione da parte mia e vorrei capire a cosa posso andare incontro…
Devo ammettere che le parole pesanti ci sono state, è inutile nascondere quanto scritto…
L’interessata è ora intenzionata a ricorrere alle vie legali. La comunicazione, quindi, è intercorsa solo tra noi due e secondo le modalità sopra esposte.
A suo avviso, quale reato (e se) può configurarsi? Se che non è un avvocato ma immagino che la sua esperienza possa darmi una risposta.
Grazie anticipatamente.


18 settembre 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Luigi,
come scrivo sempre, per valutare l’offensività di una frase, ho bisogno di sapere esattamente cosa avete detto o scritto. Comunque, se la domanda è quale tipo di reato può aver commesso, la risposta è: ingiuria. Per capire eventualmente cosa rischia, la soluzione è semplice: basta leggere quanto ho scritto nell’articolo pubblicato proprio in questa pagina.


18 SETTEMBRE 2017

LUIGI

Grazie mille! E’ stato chiarissimo.

 

1 NOVEMBRE 2017

A

Buongiorno,

Cosa succede se si dice m’incazzo o col cazzo oppure vaffanculo, ormai alla porta dell’ufficio detto fra se è sé? Se la cosa avviene in uffici universitari ? Ovviamente ci sono dei motivi di tale reazione. Qualora ci fossero testimoni ovvero colleghi? Oppure avendo fatto le.scuse ? Conviene scriverle per iscritto ? Grazie buona giornata A


1 novembre 2017

VITO TARTAMELLA

Le espressioni sono ben diverse: “M’incazzo” non è offensiva; “col cazzo” e “vaffanculo” possono esserlo. Bisogna capire cos’altro abbia detto, con quale tono, davanti a chi, etc.
Sconsiglio di fare le scuse per iscritto, perché darebbe all’altra persona una prova che può ritorcersi contro di lei. Si scusi a voce, va più che bene


10 NOVEMBRE 2017

MARCO

Buongiorno, ieri ho avuto una discussione accesa su delle sciocchezze, sono stato accusato di dire cose che non avevo detto a voce e di voler far intendere cose che non ho proprio scritto. Mi spiego, in un messaggio dicevo chiaramente una cosa, chi lo leggeva ha interpretato a modo suo. Dopo la quarta volta che ho spiegato che non ci fosse proprio scritto nulla di cui la persona mi accusava mi è scappato un ” vabè allora devo iniziare a pensare che sei un po’ scemo”…dal canto mio dopo un po’ ho chiesto scusa, a prescindere dai torti e dalle ragioni, per la discussione degenerata nei toni. Rischio qualcosa?


10 novembre 2017

VITO TARTAMELLA

L’episodio non mi sembra grave, se ne sentono di peggio. Non è chiaro se sia avvenuto su Facebook o WhatsApp. Nel primo caso le consiglio anche di cancellare i suoi interventi; nel secondo bastano e avanzano le scuse che ha chiesto. Stia sereno.

 

19 NOVEMBRE 2017

SAMUEL

Ho scritto “fuck you, I’m still waiting for my payment” (letteralmente, vaffanculo sto ancora aspettando il mio pagamento), alla pagine di una software house che paga gli utenti per guardare video pubblicitari. Il commento è stato eliminato e sono stato bannato dalla pagina. Poi ho scritto in privato le mie scuse e hanno risposto in maniera cortese. Tuttavia è passabile di denuncia? anche se hanno eliminato loro il post? la pagina della software house è una pagine Facebook.


19 novembre 2017

VITO TARTAMELLA

La tua offesa è passibile di denuncia, tuttavia il fatto che tu ti sia scusato, e che loro abbiano risposto in modo cortese mi fa pensare che non ti denunceranno. D’altronde, è vero che la tua rabbia era motivata dal fatto che non ti avessero ancora pagato: aspetta e vedi cosa succede. Magari il tuo sfogo gli ha fatto capire che devono darsi una mossa. E comunque il tuo commento negativo per loro è una pessima pubblicità: può darsi che si diano una mossa per evitare altre reazioni. Stai a vedere se si sblocca la situazione. Se così non fosse, prova a scrivere un altro commento raccontando i fatti, ma senza usare insulti: sarà ancora più efficace.

 

31 DICEMBRE 2017

GIAMPIERO

Buonasera e auguri di buon anno.
Le espongo i fatti:
tramite un profilo instagram non recante il mio nome ma con uno pseudonimo, ho iniziato una discussione con una signora contestandole di non avere le competenze necessarie a mio parere per andare in tv a parlare di determinati argomenti. Lei stizzita mi ha risposto che non aveva tempo da perdere per discutere con me per aiutarmi a contenere la mia “rabbia repressa”. Al chè le ho risposto letteralmente che “se non può contenere la mia rabbia repressa potrebbe provarci con un fallo maschile nel deretano in maniera che non avesse più quel sorrisetto insensato sul volto”.
Lei subito dopo ha scritto che mi avrebbe denunciato alla polizia postale. A suo avviso che margini ci sarebbero qualora davvero lo facesse? La ringrazio in anticipo


31 dicembre 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Giampiero, la frase che ha scritto (c’è davvero bisogno che glielo dica?) è molto offensiva.
Se la vostra discussione era privata, rischia una denuncia per ingiurie, che è il reato di cui parlavo nell’articolo in cima a questa pagina. Se invece la discussione era pubblica, lei rischia una denuncia per diffamazione, che è ancora più grave se la signora che ha offeso è un personaggio pubblico (quindi con molti followers). Forse può provare a rimuovere il suo commento e a chiedere scusa. Auguri!


31 DICEMBRE 2017

GIAMPIERO

io ho chiuso quell’account, ma lei ha lo screenshot…la ricontatto con un altro account dicendole che mi han fregato il cellulare dei miei amici e hanno fatto scherzi?


2 gennaio 2018

VITO TARTAMELLA

Inventare bugie rischia di peggiorare la situazione, perché non può provare quel furto. Nessuno ci crederebbe. O chiede scusa per davvero, oppure lasci perdere. Questo il mio parere.

 

1 FEBBRAIO 2018

FERD

Buongiorno sig Vito.
Mi è successa questa cosa,
Un po’ di tempo fa almeno 10 mesi ho scritto via whatsapp ad una persona se aveva un annuncio di incontri… lei mi rispose di no. Poco dopo mi disse che se gli davo X soldi mi avrebbe fatto una telefonata erot.. dove mi avrebbe fatto sentire un vero uomo.
Percaso ho commesso ingiuria?
Lei chiedendomi dei soldi in maniera esplicita e nel torto? ( mi sono sentito un po’ offeso per la sua esclamazione un vero uomo)
Ha detto che dava il mio numero ad un suo amico della polizia.

Cosa potrebbe succedere ?
La ringrazio


1 febbraio 2018

VITO TARTAMELLA

Caro Ferd, la sua questione è mal posta: nessuno di voi ha detto parolacce, quindi il tema non è pertinente per questo blog. Comunque, secondo me nel suo caso non succede nulla.


1 FEBBRAIO 2018

FERD

La ringrazio della sua risposta.
Neanche nella sua sua frase ” avrebbe fatto sentire un vero uomo” si tratta di ingiuria? ( non è contro l’onore o il decoro della persona?
io proprei denunciarla per una richiesta di soldi in cambio di qualcosa?
La ringrazio molto e le faccio i complimenti per il blog è fatto molto bene

2 FEBBRAIO 2018

ANGELO

Buonasera, poche sera fa, abito in una casa privata con la mia famiglia e all’altro piano famiglia di sorella. In caldaia, abbiamo avuto discussione con cognato (solo io e lui presenti) e gli ho detto “parolacce” figlio di …….. str…….ecc. Anche lui mi ha risposto offendendo mia madre. Se lui avesse registrato cosa potrebbe fare? e cosa potrebbe chiedere in euro di risarcimento? Premetto che alla base ci sono dispetti vari.Grazi mille


3 febbraio 2018

VITO TARTAMELLA

Difficile valutare il suo caso, perché lei non ha detto per quale motivo avete litigato, e chi fra voi due abbia iniziato a insultare. In generale, comunque, se gli insulti sono reciproci un giudice tende a dare torto ad entrambi. E i risarcimenti sono quelli che prevede la legge in caso di ingiuria, che è spiegata nell’articolo di questa pagina.

15 maggio 2016

MARIA ELENA COPPOLA

io credo che l’insulto ,almeno se corrisponde a verità ,non debba essere reato.

RISPONDI


2 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

E in effetti è già così. Mi spiego meglio. Se do del “ladro” a una persona che si è introdotta in un appartamento altrui, non commetto alcun reato. Dico la verità. Ma , come in tutte le accuse, occorrono le prove di quanto si afferma.


28 SETTEMBRE 2016

NICOLA

Concerto di un gruppo musicale che usa testi molto espliciti e volgari in una piazza del centro storico di una città. Insulti parolacce volgarità a persone senza identità reale, oltre che preti e politici generici…
Cosa rischia l’organizzazione e cosa il gruppo musicale?


29 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Il “linguaggio contrario alla pubblica decenza” (= le parolacce) è stato depenalizzato dal 1999. Quindi, se il gruppo musicale usa espressioni volgari senza offendere un’istituzione particolare o una persona precisa, di per sè non è perseguibile. Certo, bisognerebbe vedere precisamente cosa dicono i testi e come. In ogni caso, direi che gli organizzatori del concerto non rischino nulla. Le cose cambiano se il concerto va in onda in tv, dove nelle fasce orarie diurne è vietato trasmettere programmi volgari.

8 OTTOBRE 2016

PETER

Buongiorno, io sono un piccolo imprenditore che vorrebbe raccontare su un social l’episodio reale e vero di un dipendente che dopo averlo trattato bene, pagandogli tutto anche l’aria che respira mi denuncia facendomi una vertenza sindacale ma con la beffa che la medesima persona apre la stessa attività a pochi metri da me dopo avergli insegnato tutti i segreti di quel mestiere…
Incorro in qualcosa anche se il fatto è reale con documenti che ne attestano la denuncia?


10 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Se racconta l’episodio attenendosi ai fatti (tutti documentati) e senza insultare la persona, può farlo. Stia comunque attento, perché accusare qualcuno di aver commesso un reato è molto delicato: deve avere in mano prove schiaccianti, altrimenti quanto scrive si può trasformare in un boomerang per lei. Il mio suggerimento è – prima di pubblicare qualsiasi cosa – di farlo leggere a un suo avvocato di fiducia.

20 OTTOBRE 2016

LINDA

Buongiorno, ho trovato l’articolo molto utile e lei molto competente…io vorrei scrivere il messaggio che di seguito leggerà nella chat privata di whatsapp che ho con tutta la famiglia di mio padre, ma prima vorrei sapere se rivelando tutto questo sono denunciabile ….. :

Buongiorno a tutti, scriverò qui di seguito una storia, non bella ma reale, per favore leggete attentamente….
…nel 2010 mio padre mi chiese un favore, di intestarmi per intero la casa a XXXXX perché mio fratello, pieno di debiti, rischiava di fargliela perdere… io, che sono una stupida ho accettato di aiutarli con la promessa che non mi avrebbero mai fatto pesare la cosa e che i soldi sarebbero presto rientrati per saldare il debito..invece si sono mangiati tutto loro 3!!!!….
…ed eccoci che nel 2014/2015 vengo contattata dal direttore della banca perché i versamenti del mutuo non vengono più effettuati da tempo!!! Dopo varie insistenze, con i miei “genitori”, mi hanno fatto credere di star pagando e recuperando il buco fatto!!!
Di fatto c’è solo che è da gennaio 2016 che sono costretta a pagare una casa che non voglio, senza nessun aiuto, e se mai ho provato a lamentarmi, a far valere le mie ragioni, a chiedere aiuto economico perché parliamo di 900 CHF al mese, in risposta mi sono solo arrivati insulti e minacce..al massimo un “cosa ti arrabbi a fare, la situazione è questa e non ci possiamo fare niente!!!” Quindi a conti fatti, mentre loro vivono a sbaffo in Sicilia in una casa pagata da mio nonno materno, con la pensione che portano via a mia nonna paterna, più la loro pensione ed io, la stupida, faccio i salti mortali, sacrifici che non bastano perché risulta che tutto questo anno ho pagato solo per coprire il loro debito e sono sempre sotto di un anno…
Tutto questo solo per spiegare perché io non ho più una famiglia e perché non vorrò mai più nessun contatto con delle persone del genere.. non voglio passare per la pazza che si sveglia e taglia i ponti con tutto e loro a fare i santi è quelli disperati!!!
Grazie per il tempo dedicatomi, saluto la Big Family.

Linda


21 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Al suo posto, mi limiterei a raccontare i fatti (se ne ha le prove), senza dare giudizi. Quindi le suggerisco di togliere le seguenti frasi:
– invece si sono mangiati tutto loro 3!!!!
– in risposta mi sono solo arrivati insulti e minacce (se non li può documentare, meglio non fare accuse)
– a sbaffo
– con la pensione che portano via a mia nonna paterna (al posto di “portano via” mi limiterei a dire “con la pensione di mia nonna materna)

Capisco che può sembrarle meno incisivo, ma quelle frasi mi sembrano a rischio di denuncia.
Per il resto: auguri per la situazione e grazie per la sua stima.


22 OTTOBRE 2016

LINDA

Grazie mille per la risposta, e si le minacce e il resto me li hanno fatti sia verbali che per sms, quindi sono documentabili.. per il resto farò qualche taglio..
Grazie ancora

Lunda

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MI HANNO INSULTATO, CHE FACCIO?

27 MAGGIO 2017

SORIN

A proposito di prove e non solo, ci sono anche testimoni. Una donna che abita nel condominio dove risiedo anch’io, più di una volta mi ha insultato totalmente in maniera gratuita. Praticamente un giorno le ho semplicemente chiesto di raccogliere gli escrementi dei suoi animali, invece di lasciarli sparsi per il cortile. Non avevo fatto nemmeno in tempo a finire la frase che lei e partita con gli insulti del tipo stronzo, stupido… Conoscendo la persona, avevo il registratore acceso e quindi ho registrato tutto. Un’altra volta, una mia amica e venuta a trovarmi e per sbaglio ha citofonato a questa donna. Che dire, è uscita ed ha cominciato ad insultarmi davanti a questa mia amica, quindi c’è lei come testimone. Più altre varie volte che non l’ho registrata. Preciso che sono anche andato dai carabinieri e spiegato loro quello che avviene qui, ma nulla e cambiato. Cosa posso fare? Grazie

VITO TARTAMELLA

Parlare coi carabinieri di per sè non risolve nulla se le sue lamentele non si concretizzano in una denuncia.
Vista la situazione, al suo posto farei così. Prima avvertirei la vicina (nel modo più tranquillo possibile): “se non la smetti, sarò costretto a informare l’amministratore di condominio”.
Se questo – com’è probabile – si rivelerà inutile, passi alla mossa successiva: scriva una lettera ufficiale all’amministratore, descrivendo i comportamenti molesti (purché ne abbia le prove) e chiedendo all’amministratore di intervenire. Può anche chiedere di parlarne alla prima assemblea di condominio, ma solo se lei ha il supporto di altri vicini che abbiano assistito ai comportamenti fastidiosi della sua vicina.
Se tutto ciò non dovesse funzionare, allora può decidere di rivolgersi a un avvocato e denunciare la vicina per ingiurie.
Fermo restando che sarebbe importante capire il motivo del comportamento della sua vicina: ha problemi mentali, caratteriali? Oppure nutre rancore verso di lei per qualche episodio accaduto in passato? Si comporta così solo con lei o con tutto il vicinato?
Provare a parlarle potrebbe aiutare, sempre se la sua vicina abbia un minimo di razionalità.

SORIN

Secondo me ha problemi sia carateriali che mentali. Le spiego. In pratica è venuta ad abitare in questo condominio circa un anno fa. Appena arrivata ha cominciato a litigare con una famiglia che resiede nello stesso condominio. Non solo litigava per delle banalità, ma pretendeva anche di avere ragione pur essendo nel torto. Questa donna li aggrediva senza alcuna ragione, e a quel punto sono intervenuto cercando di appianare i conflitti però dicendo a lei che secondo me faceva casino per delle banalità e senza nemmeno avere ragione. Apriti cielo. Da allora la guerra l’ha fatta anche a me. Tengo a precisare che ha aggredito verbalmente anche il proprietario della casa, la signora che detiene lo spazio commerciale ed in più i carabinieri la conoscevano già quando io sono andato a chiedere il loro aiuto. PS: la testimonianza di questa famiglia, persone con le quali si sono letteralmente massacrati, senz’altro non la si può avere visto che sono diventati amici a pelle. Pazzesco, ma è cosi. Comunque, gli altri vicini di casa indubbiamente hanno sentito i suoi insulti, in più ho anche la registrazione. Vedremo, io voglio solo stare tranquillo.

15 LUGLIO 2017

ELLE

Buonasera, volevo chiederle un parere riguardo a una situazione avvenuta circa 1 mese fa con un vicino di casa. Si tratta di un uomo venuto ad abitare nel mio stesso condominio circa 1 anno e mezzo fa, una persona piuttosto spiacevole e invadente che non ho mai potuto sopportare fin dal primo incontro, quando mi ha approcciata in giardino in maniera arrogante e abbiamo avuto un battibecco e da quel giorno non l’ho piú salutato.
Allora lui mi ha presa di mira e ha cominciato a rompermi le scatole, un giorno stavo uscendo di casa in bicicletta e mi ha detto “buongiorno! “, allora l’ho salutato solo perché non rompesse, e mi ha urlato dietro “allora ce l’hai la bocca per parlare!”, un altro giorno idem esco di casa e lui di affaccia subito alla finestra urlandomi che mi voleva parlare, e io gli ho detto perché realmente non potevo e sono andata via.
Dopo qualche giorno l’ho trovato fuori dal supermercato dove vado sempre ( lui non l’avevo mai visto lí prima) e mi chiede di nuovo di parlare, mi fermo perché vorrei chiudere questa storia, e lui mi dice che devo togliere dal mio terrazzo dei vasi di fiori perché sono esposti contro Il regolamento, e un armadio perché é rovinato e rovina, a suo parere, Il decoro del terrazzo. Insiste diverse volte con questo argomento, Io gli rispondo piú volte che devo chiedere a mio padre cosa fare, perché l’armadio é suo; siccome non gli ho dato ragione, ha cambiato subito tono e da falsamente gentile é diventato volgare e minaccioso e mi ha insultata urlandomi addosso, in mezzo alla gente, che sono ottusa, rincoglionita, e maleducata, inoltre se n’é andata urlandomi piú volte “Io ti denuncio” e puntandomi Il dito addosso! Inoltre nella discussione avanzava con il corpo verso di me, a volermi intimidire ancora di piú. Cosa posso fare ora? Non posso pensare di vivere vicino a una persona del genere, anche perché vivo sola , non riesco nemmeno a uscire in tranquillitá in terrazzo perché ho paura di vederlo, e mi dá fastidio anche solo sentire la sua voce, non posso pensare di averci a che fare, ad esempio, alle assemblee di condominio. Inoltre mi crea ansia la sua presenza.


15 luglio 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Elle, mi dispiace della situazione che sta vivendo e colgo tutta l’angoscia che le crea.
Ci sono diversi dettagli che mi sfuggono: quanti anni ha lei? E’ sposata, ha figli e marito? E quel signore quanti anni ha? E’ sposato, vive solo? Sono tutti elementi che mi aiuterebbero a inquadrare meglio la situazione.
Forse potrebbe giocare d’anticipo, tastando il terreno con il suo amministratore di condominio: lo chiami e gli dica delle critiche che il vicino le ha fatto a proposito dei fiori e dell’armadio. Se l’amministratore le dirà che vanno bene così, avrà il suo avallo e la prima volta che lo incontra gli potrà ribattere – con calma, senza senso di rivalsa – che ha riferito le sue lamentele all’amministratore ma che lui le ha detto che le cose vanno bene così. Quindi se ha qualcosa da ridire, che si rivolga all’amministratore.
Se questi dovesse dirle che l’armadio non va, allora dica al vicino che effettivamente sull’armadio aveva ragione (ma non sui fiori) e che lo sposterà.
Altri appigli non ne vedo. Mi vien da pensare che forse il suo vicino, oltre ad avere qualche problema di equilibrio mentale, magari si è infatuato di lei e le lamentele sono solo un pretesto?
Non so. Non si lasci intimorire e non dia peso più di tanto al suo vicino. Se dovesse andare oltre, però, è il caso di pensare ad azioni più incisive, dalla denuncia all’amministratore alla denuncia alle forze dell’ordine. Non gli dia la sensazione che può agire impunemente. Gli dica che se la insulta e la minaccia ancora lei lo denuncerà. Con fermezza. E ne parli anche con altri vicini. Cerchi di non restare sola in questa situazione, ok? Forza e auguri.

10 LUGLIO 2016

KIARA

Vorrei sapere come funziona se una persona sta agli arresti domiciliari e continua quotidianamente ad offendere (anche persone disabili)grazie


11 luglio 2016

VITO TARTAMELLA

La legge non fa distinzioni e vale anche per chi sta ai domiciliari. Anzi, chi commetta reati stando ai domiciliari rischia di perdere il beneficio di questa pena

2 DICEMBRE 2016

CHIARA

volevo sapere se questo messaggio mandato a una mia amica da un ragazzo è ritenuto offensivo anche se ne dubito: “ma lo senti che discorsi fai pare che tu sei perfetta ma quando cresci c**zo, sei una ragazzina tu a 28 anni no io che so fare molte cose. che pensi che ce l hai solo te, gli altri ragazzi non si arrabbiano con te perché pensavano solo a fa’ una cosa con te e comunque cerca di sta più rilassata hai dei tic con la testa che mettono paura”


3 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

La traduzione di quella frase è: “Non sei perfetta, quando cresci! Chi ti credi di essere? Gli altri si avvicinano a te solo per interesse sessuale, e comunque cerca di stare più tranquilla”. Non trovo offensivo questo messaggio. Mi sembra più che altro un insulto alla grammatica e alla sintassi, ma per questo non sono previste pene…

12 LUGLIO 2016

MASSIMO

Ma se vengo chiamato “testa di cazzo” “ignorante” “stupido” “uomo da niente” . Sono ingiurie? Offese? Fatto realmente successo davanti a due carabinieri che nn hanno detto nulla


14 luglio 2016

VITO TARTAMELLA

Sono certamente ingiurie. Ma con le nuove leggi, le autorità (nel suo caso i carabinieri) non hanno l’obbligo di procedere contro chi le dice: l’azione legale parte solo su querela di parte, ovvero deve essere lei a presentare denuncia. Valuti se ne vale la pena.
13 LUGLIO 2016

ENRICO

Salve, una vicina di casa continua a diffamarci e insultarci dicendo che la offendiamo, che facciamo baccano la notte, che siamo da curare ecc..tutto falso.
Mentre ne parlava ad un parente in casa sua, ho registrato stando sul pianerottolo di casa (la sua porta è fronte alla nostra), nella registrazione ci sono anche insulti e racconti falsi.
Ci sono gli estremi per denunciarla o sarebbero soldi e tempo perso? Mi dovrei rivolgere ad un avvocato e non ai carabinieri giusto?
Grazie


14 luglio 2016

VITO TARTAMELLA

La registrazione fatta all’insaputa di altri potrebbe essere una prova contestabile. Deve rivolgersi comunque a un avvocato (non ai carabinieri): se è onesto, le dirà se vale la pena procedere oppure no.


15 LUGLIO 2016

DANIELA

La mia vicina di casa (ci separa una strada!!!) mi insulta con parole del tipo”cornuta” gesti ecc.io però sto male non riesco a passare davanti alla sua casa e devo fare un giro di case x andare da qualche parte oppure prendere la macchina…cerco di non pensarci ma non ci riesco.I carabinieri mi hanno detto di andare dal dottore a farmi una dichiarazione xchè mi procura ansia e tachicardia che non ho come patologia!!!cosa mi consiglia.Spero di essere stata chiara


16 luglio 2016

VITO TARTAMELLA

Per darle una risposta adeguata, dovrei sapere perché la sua vicina si comporta così. E perché la spaventa così tanto.
Non sapendo queste cose, l’unico suggerimento che mi sento di darle è quello di Dante: “non ti curar di loro (lei) ma guarda e passa”. Se la sua vicina si rende conto che i suoi insulti non hanno effetto, prima o poi si stancherà di comportarsi così. Ma solo se capisce che non riesce né a ferirla né a spaventarla. Scommetto che quando fa quel tragitto con qualcuno, la sua vicina si guarda bene dal fare quei gesti. Il che significa che è una vigliacca.
Coraggio!

6 AGOSTO 2016

PAOLO

Caro Vito,il mio diretto responsabile a lavoro mi ha chiamato “coglione” più volte urlando in ufficio,tanto da attirare l’attenzione della dirigenza che è venuta proprio in ufrocio. L’ha fatto per 2 presunti miei errori,che in realtà non avevo commesso.Posso denunciarlo?Eventualmente è lecito dimettermi per giusta causa?


6 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Altro che dimissioni : lo devi denunciare! A patto che tu abbia le prove del suo comportamento irrispettoso. Ci sono altri colleghi disposti a testimoniare l’episodio prima al tuo avvocato e poi a un giudice? Se la risposta è sì, devi denunciarlo. Certo, una volta fatta la denuncia bisogna vedere come evolverà il vostro rapporto : il tuo capo potrebbe darsi una regolata, oppure fare ritorsioni (trasferirti, non darti più lavoro….). Tutto dipende se lavori in una ditta grande o piccola. Ma devi reagire, altrimenti ti tratterà comunque sempre peggio. Se nessuno dovesse testimoniare per te, quando sei con lui tieni acceso un registratore : se ti tratterà male ancora, almeno avrai una prova per inchiodarlo.
Una alternativa è che tu chieda al capo più in alto di essere trasferito in un altro settore, se possibile.
In ogni caso auguri e facci sapere come è andata.


18 AGOSTO 2016

MAURIZIO

Salve, ho un quesito da proporre, sono stato ingiuriato ,con improperi pesantissimi in presenza di 2 agenti della polizia, chiamati dal sottoscritto, gli stessi alla fine della piazzata , mi hanno detto che avevo 90 g di tempo per sporgere querela. Avendo come garanzia la testimonianza della Polizia, a questo punto, cosa mi consigliate di fare? In attesa di risposta, anticipatamente, ringrazio.


18 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Se gli agenti sono disposti a confermare che lei è stato insultato, senz’altro la loro testimonianza gioca a suo favore. Resta da capire perché lei sia stato insultato, da chi e dove… E se davvero valga la pena imbarcarsi in un procedimento giudiziario che è sempre lungo e costoso. Questo può saperlo solo lei.

18 AGOSTO 2016

MAURIZIO

Grazie per aver risposto, si gli agenti, a domanda diretta, sono disposti a testimoniare.Purtroppo gli insulti arrivano, dall’ inquilina del piano sopra al mio appartamento, dopo l’ennesima chiamata al 113, motivo, del continuo straripamento di liquidi dal suo balcone,in orari non consoni. che puntualmente arrivano sulle mie cose ed indumenti stesi. Le ingiurie e le diffamazioni le ha strillate dal balcone ad alta voce verso la mia persona, pertanto a mio parere, in forma pubblica. Detto cio’ si puo’ tramutare il tutto in diffamazione, o, non ci sono i requisiti? Grazie comunque.


19 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Gli estremi per una denuncia per ingiurie ci sono tutti. Ne parli con un avvocato. Forse così la sua vicina si darà una regolata per il futuro. Se ha un minimo di senno. Auguri


19 AGOSTO 2016

MAURIZIO

Grazie per il consiglio. Davanti ad una querela per ingiurie, un risarcimento e’ dovuto? Cioe’ vorrei sapere come arrecare piu’ danni, a questa persona incivile….e purtroppo, priva di senno…..


20 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Dipende dalle valutazioni del giudice. Le pene previste dalla legge per il reato di ingiuria le trova scritte nella tabella all’inizio dell’articolo.


26 AGOSTO 2016

LUCA AMALIA

se un carabiniere approfitta della divisa che indossa e offende le persone .come bisogna comportarsi a chi ci dobbiamo rivolgerci.grazie


26 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

La faccenda è complicata e delicata. Ma andrebbe approfondita: quali offese fa? Cosa dice? Come si comporta? Nei confronti di chi? Lo fa per strada, al bar, dove? Lo fa solo a tu per tu o anche davanti a testimoni? Senza tutti questi dettagli non riesco a dare una risposta.

9 FEBBRAIO 2017

LISA

è capitato che ha detto a mia madre che se era un uomo la menava. che posso fare?


9 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

La frase è una minaccia. E minacciare è un reato. Ma se non ha le prove (registrazione della voce, o testimoni) non può fare nulla.


27 AGOSTO 2016

NIVESBERTI

Su Whatsapp di mio figlio è stato inviato un messaggio vocale che insulta con parole volgari la mia persona. Il messaggio proviene dal cellulare di un suo compagno di scuola, ma la voce è quella di un ragazzo proveniente dalla scuola media in cui insegno.
Cosa posso fare


28 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Trattandosi di un minorenne, escluderei di denunciarlo. Oltre a essere una reazione eccessiva, se ha meno di 14 anni non è perseguibile. Potrebbe invece farsi inoltrare il messaggio, e poi andare a sventolarlo all’autore chiedendogliene ragione. Di solito, basta e avanza a far vergognare gli autori di insulti fatti alle spalle. Se poi ci aggiunge che, se non la smette di comportarsi male, lo farà ascoltare al preside, credo che il ragazzino ci penserà 2 volte prima di rifare qualcosa del genere.

 

28 AGOSTO 2016

CRISTINA

Il mio fotografo di nozze, con cui ho avuto problemi, mi ha dato della mafiosa perché gli ho promesso che gli avrei fatto brutta pubblicità, posso denunciarlo?


29 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Può denunciarlo a due condizioni. Che lei abbia le prove o i testimoni che lui le abbia detto “mafiosa”. E che abbia anche le prove che lui abbia lavorato male.

28 AGOSTO 2016

ANDREA

Buongiorno, ho trovato l’articolo molto interessante e ben spiegato. Espongo di seguito il mio caso.
Mi trovavo ad un matrimonio. Siccome ero in ritardo per la cerimonia e la mamma della mia ragazza, in auto con me, non può fare molta strada a piedi, abbiamo deciso di parcheggiare nell’unico posto libero del piazzale dietro la chiesa, dedicato ai disabili. Un quarto d’ora prima che si concludessero cerimonia e convenevoli mi sono recato al parcheggio per assicurarmi che non ci fosse nessuno nei pressi, tra gli aventi diritto, che avesse bisogno di posteggiare; tutto tranquillo. Sono così andato nuovamente verso la chiesa per fare le ultime fotografie e per ricevere il classico fiocco bianco da applicare sull’auto.
Al mio ritorno una macchina che esponeva il contrassegno di diritto al parcheggio per disabili era ferma a pochi metri dalla mia. Immediatamente è sceso il proprietario urlando, sostenendo di essere in attesa del posto da tre ore e chiedendomi come mi fossi permesso di parcheggiare laddove non avevo nessun diritto. Il tono era alquanto minaccioso, inoltre l’uomo non sembrava “molto” disabile a giudicare dalle urla e dalla disinvoltura con cui era sceso dal suo veicolo dirigendosi verso di me. Inoltre non mi è parso ci fosse nessun’altra persona disabile all’interno dell’auto. Mi sono immediatamente scusato nonostante il suo tono arrogante, ho ammesso di avere torto ed ho detto gentilmente che me ne sarei andato via subito chiedendo tuttavia un po’ di comprensione per l’eccezionalità della situazione, un matrimonio in un piccolo paese e il piazzale completamente pieno.
L’uomo ha rincarato la dose dicendo di avere già provveduto a prendere il numero di targa e a chiamare i vigili. Ho risposto sempre cortesemente dicendogli che era nel suo diritto farlo ma ribadendo che non sarebbe più servito perché me ne stavo andando. A quel punto, probabilmente non trovando abbastanza soddisfazione nella mia reazione, mi ha insultato dandomi del “COGLIONE” a squarciagola, provocando a quel punto lo stupore delle diverse persone presenti. Infine è rientrato nella sua auto.
Non ho reagito nemmeno a quest’ultimo insulto. Ma sentendomi a quel punto ingiustamente e profondamente offeso di fronte a molte persone, ho annotato la targa del suo veicolo. Considerato che attraverso il numero di essa è legalmente possibile risalire a nome e cognome, chiedo se sussistono gli estremi per querelare questa persona. Tengo a precisare che la mia ragazza più altri testimoni hanno assistito alla scenata.
Grazie, cordiali saluti


29 agosto 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Andrea, gli estremi per denunciarlo ci sono, ma è davvero il caso di farlo? In questa situazione avete sbagliato entrambi, comprensibilmente. E forse un giudice tenderebbe a tutelare il più debole (che è stato il primo a subire un torto), ovvero il disabile. Credo sia più saggio archiviare l’episodio e guardare oltre. Questo il mio parere. A lei la scelta.

 

31 AGOSTO 2016

CLAUDIO

Buongiorno, mi aggiungo anche io alla lista per un suo primo parere visto che per la prima volta mi sono imbattuto anche io in uno scambio verbale su Facebook un po’ ingiurioso, almeno mi pare. Me ne sto quasi sempre alla larga dalle discussioni, ma a una mia risposta a un commento pubblico su una pagina pubblica di facebook, riguardante alcuni tematiche politiche.
Io mi sono limitato a scrivere che le cose descritte poco sopra da un ragazzo non erano come le stava enunciando.
Il tipo mi ha risposto in questo modo:

“… hai detto tutte bugie! Hai detto tutto il contrario! E come ho scritto io! Basta andarsi a informare su internet”
Poi indirizzato a me con tanto di nome e cognome ha proseguito: “Nome Cognome sei un’idiota troll di merda senza dignità e orgoglio! Che cazzo vivi a fare per prendere due spiccioli dal PD ?”

Naturalmente io non prendo spiccioli da nessuno, nè appartengo ad alcun partito.
Secondo lei il troll di merda ecc in commento su post pubblico e indirizzato a me con nome e cognome è passibile di denuncia?


1 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Credo proprio di sì! Può denunciare l’autore per diffamazione, visto che ha scritto quelle offese in sua assenza su una piattaforma visibile da tutti come Facebook. Salvi una copia della pagina, la stampi e la porti a un legale. Il commento che le hanno fatto non è “un po’ ingiurioso”: è pesantemente offensivo! E credo possa trattarsi di diffamazione aggravata, perché l’autore le attribuisce un fatto specifico (essere pagato dal Pd).


5 SETTEMBRE 2016

ELISA

Buon giorno avrei bisogno un parere, un consiglio. I miei vicini di casa sono sommersi di denunce fatte da noi e molti altri vicini per molteplici motivi…. Ultimo fatto avvenuto un insulto se così possiamo chiamarlo nei miei confronti riporto le parole esatte : “sei qua da 4 anni e quell’impotente del tuo moroso non ti ha ancora messo incinta”… IO ho problemi di salute al riguardo gravi non le dico come mi posso essere sentita… Premetto che queste persone all’ordine del giorno fanno così insultano con parolacce, gesti, musica di canti, registrazioni di animali…. La mia domanda è per questo insulto che mi ha rivolto potrei fare una denuncia?


5 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Gentile Elisa, secondo me gli estremi per una denuncia ci sono. La frase che la sua vicina le ha detto è molto offensiva. Però, per denunciarla, lei ha bisogno di prove (la registrazione di quella frase) o di testimoni: se qualcun altro ha ascoltato questa frase, e quel “qualcuno” è disposto a testimoniarlo davanti a un giudice, può denunciare la sua vicina. Diversamente, se non ha prove, non avrebbe possibilità di vincere una causa.


8 SETTEMBRE 2016

RINO

Salve sono Rino un militare e presto servizio in una forza armata a la spezia, ho un collega anziano e superiore di grado che mi ha mandato dei messaggi offensivi su whatsup, sono 3 0 4 mesi che mi offende e denigra verbalmente tantè che mi sono procurato un orologio spy per raccogliere prove e denunciarlo mi ha mandato due messaggi dicendo che non valgo niente e un terzo con scritto rincoglionito tutti a distanza un mese dall’altro, inoltre da vero infame mi ha dato un forte scappellotto dietro la nuca che mi fà ancora male vorrei denunciarlo anzi direi inguaiarlo…..cosa rischia con queste prove?


8 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Rino, mi pare un caso spiacevole di nonnismo, che prevede particolari tutele nel diritto militare.
Restando ai fatti che mi racconta, se il suo superiore l’ha offesa in assenza di altri, rischia le sanzioni previste per il reato di ingiuria (da 100 € a 8.000 €).
Se però le offese su Whatsapp le ha fatte in un gruppo (e quindi anche altre persone le hanno lette), allora il reato diventa più grave: diffamazione (sono previste anche pene detentive).
Lo scappellotto, poi, è ancora più grave: se non è passato troppo tempo, le suggerisco di andare subito in pronto soccorso a farsi visitare e refertare (e contestualmente denunciare il suo superiore).
Le suggerisco, però, prima di tutto, di consultare un legale esperto in diritto militare: le potrà dare suggerimenti più mirati anche in rapporto al particolare ambiente in cui lei lavora. E’ una questione molto delicata. Se dovesse denunciare il suo capo potrebbe darsi che lui si vendichi, innescando una spirale ancora peggiore. Quindi deve valutare con molta attenzione i pro e i contro di un’azione legale.
Ci faccia sapere com’è andata a finire!


8 SETTEMBRE 2016

RINO

Grazie per la risposta, le offese non fanno parte di un gruppo ma sono dirette dal suo numero al mio, lo scappellotto l’ho ricevuto in data 08 agosto 2016 sono ancora in tempo per una denuncia? le offese verbali le fa anche ad alta voce davanti ad altri colleghi io adesso sono in licenza ed al rientro vedo se riesco ad effettuare una registrazione successivamente contatterò un avvocato militare e non ho intenzione di fare sconti a nessuno…anzi se ci guadagno qualcosa è meglio…grazie ancora per il supporto


9 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Credo che sia ancora in tempo per denunciare lo scappellotto, ma a distanza di più di un mese dubito che siano rimaste tracce (clinicamente rilevabili) di lesioni. E senza queste prove, resterebbe la sua parola contro quella del suo superiore. Ne parli prima con il suo avvocato e in bocca al lupo.


9 SETTEMBRE 2016

ROSA

Salve, tramite whatsapp mia cognata dopo un battibecco mi ha dato della stronza, della bambina viziata, della terrona e tramite emoticon mi ha mandato a fan…o e dato della me..a. posso fare qualcosa ? i messaggi li ho ancora. grazie


9 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Può certamente denunciarla per ingiurie (le pene sono spiegate all’inizio di questa pagina). Ma se sua cognata le ha scritto quelle offese perché aveva appena subìto un grave torto da lei, potrebbe non essere punibile…

16 SETTEMBRE 2016

FEDERICA CANTU’

buongiorno le chiedevo se e’ grave che la compagna del mio ex con il quale ho avuto un figlio abbia pubblicato su facebook oltre alla foto del minore , frasi come”stai zitta tu che l’hai abbandonato”. inutile che le dica che non e’ vero anzi ho chiesto l’affido esclusivo.Grazie


19 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Credo che per pubblicare la foto di un minore occorra l’autorizzazione di ambo i genitori, se separati.
Per quanto riguarda la frase, è sicuramente diffamatoria. Per ambo le cose, le suggerisco di rivolgersi a un legale.


20 SETTEMBRE 2016

SILVIA

Ma bravo questo Vito così sollecito e esauriente, i miei complimenti!
Un anno fa ho deciso di aiutare una straordinaria persona 80 enne reduce da una grave operazione. Il tale è vedovo senza figli, ma ha fratelli e 4 nipoti che non lo hanno mai considerato fino a che non sono arrivata io. Visto come lo seguo, casa, salute, persona, i nipoti si sono ingelositi e senza avere alcun titolo pretendono che io vada via il giorno e l’ora che dicono loro, anche se il nonnetto resterebbe solo come lo era prima. Uno di loro in particolare mi sta letteralmente perseguitando, dicendomi che ho plagiato lo zio, che gli ho rubato soldi, che sono una puttana. In precedenza anche uno dei fratelli oramai ingelosito, mi ha dato della testa di cazzo e altro. Per amore del nonnetto che adoro, sono sempre stata zitta dicendo che me ne sarei andata, certo,ma prima di tutto per mia scelta, non perché i non aventi titolo me lo impongono fregandosi del parente. Lui è perfettamente in grado di intendere e volere, dice loro di lasciar stare, di non preoccuparsi di questo, ma nessuno lo ascolta. Sono andata dai carabinieri, ma poiché l’ingiuria non è più reato non ho potuto esporre denuncia. Poi leggo le tue risposte, ma posso o non posso denunciare queste persone???? Se vorrai rispondermi comprerò certamente il tuo ebook per ringraziarti.


20 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Cara Silvia, che amara situazione la tua: l’ingratitudine e il sospetto non hanno limiti!
Puoi certamente denunciare i tuoi persecutori, e ti spiego come. Prima di tutto, immagino che loro ti insultino a tu per tu, senza altri testimoni: se è così, devi innanzitutto preoccuparti di documentare le loro ingiurie. Per esempio, accendi il tuo cellulare e registra le frasi offensive che dicono. Oppure, ammesso che sia possibile, porta con te un’amica che assista a queste frasi.
Se il nonno vorrà testimoniare (ne dubito) sarebbe una prova in più. Ma in ogni caso non basterebbe a trasformare il reato di ingiuria in quello (più grave) di diffamazione, per il quale occorrono almeno 2 testimoni.
Solo dopo che avrai raccolto le prove delle loro ingiurie potrai denunciarli, ma non dai carabinieri: direttamente presso un giudice di pace (come spiegavo all’inizio di questo post). Ma per farlo ti occorre l’assistenza di un avvocato (che dovrai pagare).
Vale la pena fare tutto ciò? Il rischio di una sanzione economica li fermerebbe? Non lo so. La via migliore sarebbe se il nonno dicesse ai propri parenti che lui ti vuole, che è padrone di ospitare chi vuole a casa sua, e di rispettarti. Ma capisco che è una situazione delicata: se tiri troppo la corda, rischi di non poterlo più frequentare… Possibile che non ci sia nemmeno un parente ragionevole a cui possiate rivolgervi? In ogni caso ti faccio i migliori auguri!


21 SETTEMBRE 2016

SILVIA

Gentilissimo Vito, se già da questo misero riassunto di una situazione incredibile, costruita come un castello di sabbia da miserabili individui strabordanti di invidia, gelosia e timore di perdere l’eredità ne hai percepito l’amarezza, se conoscessi tutto il resto…. purtroppo quando il tizio, tra l’altro un erudito bilaureato mi ha detto queste belle cose, eravamo soli e non ho fatto in tempo ad accendere il registratore. In ogni caso mi sono immediatamente attivata per inviargli una raccomandata a.r. documentando con dovizia di particolari l’accaduto. Quando invece il fratello del nonno mi ha dato della testa di cazzo, era presente la signora che mi stava aiutando in casa, la quale è rimasta meravigliata e sbigottita per tanta irrispettosa ingratitudine visto che stavo lavorando e bene, per suo fratello. Un’altra volta ancora, sempre in presenza di terzi, ha detto trasformandola in offesa, che suo fratello si fa trascinare dalla “donna di servizio”, tutte le persone presenti hanno ascoltato le sue urla da insulso ignorante cafone. Il nonno vede tutto e certamente che testimonierebbe a mio favore perché sa che direbbe soltanto la verità. Aggiungo che in presenza del nonno, il fratello mi ha anche minacciata di morte, urlando come un ossesso perché aveva ricevuto una mia email, dove gli avevo detto quello che di presenza non avrebbe mai ascoltato.. A causa mia che amo il nonno come un bimbo,dopo una difficile operazione e un infarto gli stanno facendo passare le pene dell’inferno. Il mio cruccio è che se vado via torna ad essere solo e abbandonato come prima. Insieme siamo andati da un avvocato, anche perché, per togliermi di mezzo hanno perfino tentato di interdirlo. Poi hanno cercato in tutti i modi di estorcergli una delega, che lui si fermamente e energicamente rifiutato di firmare. CAPITO??? Ho documentato tutto in svariate email indirizzate al fratello, credi possa farle valere come testimonianza in un eventuale causa visto che lui non ha mai risposto nulla? Parente ragionevole? Andiamo a “chi l’ha visto”.Se per caso tu volessi dedicarmi ancora qualche minuto ti dico……..GRAZIEEE!!!!


22 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Le raccomandate e le email inviate al fratello non mi sembrano una prova molto forte: è solo la tua versione dei fatti. Piuttosto, dovresti verificare se i vari testimoni che hanno assistito agli episodi sgradevoli sarebbero disposti a testimoniarli in giudizio. Se lo sono, hai buone possibilità di spuntarla. Diversamente, devi attrezzarti per raccogliere prove. Ti suggerisco di parlarne con un avvocato. Soprattutto, per valutare se la causa sarebbe un’azione efficace per porre fine a questi soprusi. In bocca al lupo!

24 OTTOBRE 2016

SILVIA

Ciao Vito, la storia continua. Il nonnetto 80 enne è andato a chiedere una ricetta medica dal medico di base, il quale si è rifiutato per avere ricevuto un’ordinanza del tribunale per il quale è nominato un amministratore di sostegno. Il povero anziano per poco non gli viene un colpo. L’amministratore è il fratello che ha fatto arrivare le raccomandate di convocazione al proprio domicilio e si è guardato bene dal consegnargliele. Poi lo ha preso in giro dicendogli: come mai non ti sei presentato che il giudice ti ha chiamato 2 volte”? Abbiamo preso un avvocato, che ha scoperto che la procedura è partita da un certificato del medico base che descriveva 2 ematomi rientrati e un infarto che lo hanno lasciato com’era prima, razionale e lucido, ma questo non lo ha scritto. POTEVA DARGLI IL CERTIFICATO? Lei non lo aveva mai visto accompagnare suo fratello per la sua salute, lo vede ora da solo, forse gli ha anche riferito cosa voleva fare e glielo consegna??? E NON E’ UN REATO APPROFITTARSI DELLA POSTA ALTRUI PER PROPRIO USO?Io ho detto a uno di loro che se gli accade qualcosa li ritegno responsabili, povera creatura quanto sta soffrendo!!!Ti prego, dimmi qualcosa di positivo che intanto possa consolarlo….Come avrai capito il problema alla base sono sempre io.GRAZIE


25 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Cara Silvia, sono solo un esperto di linguistica: purtroppo in una situazione del genere non so cosa dirti se non di affidarvi al vostro avvocato. La verità verrà a galla: ci metterete un po’, ma dovete lottare!
Tenete d’occhio il fratello, avvisate il nonno, raccogliete prove…E soprattutto cercate in questa fase di non fare passi falsi: niente scenate, niente minacce, ma occhi e orecchie bene aperti! E poi ci racconti com’è andata…


26 OTTOBRE 2016

SILVIA

Ciao Vito, invece io non ho resistito a vedere il nipote che come niente fosse continuava a entrare nella proprietà dello zio, usando le sue cose e i suoi attrezzi. Gli ho urlato che non si deve far più vedere, che è un traditore e un pezzo di merda.Lo zio se lo avessi lasciato fare avrebbe fatto molto peggio. Abbiamo già un certificato del neurologo che attesta l’assoluta lucidità mentale dello zio e….molte prove, contro tutte le cavolate che hanno raccontato al giudice. Ti faccio sapere e……….GRAZIE!!!!

 

26 SETTEMBRE 2016

PENKA

Ciao. Ho litigato con mio suocero dove mi ha chiamata due volte cagna e mi sputava davanti ad altre due persone. Io non ho offeso ma ho ricambiato una volta ai sputi da lui invece due volte.
Mi intimidiva anche dicendomi; ti sistemerò io a te ed anche altre cose tipo ti prendero a botte. Io mi sento molto offesa. Avrei ragione a denunciarlo?


27 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

Ha ragione a sentirsi offesa perché è un fatto piuttosto grave. Può certamente denunciarlo, se le due persone che hanno assistito al fatto sono disposte a testimoniare davanti a un giudice.


28 SETTEMBRE 2016

PENKA

Mi scuso di nuovo, la denuncia avrebbe atto solo con la testimonianza di testimoni? Domando perché non credo loro testimoniano siccome sono parenti suoi. Altrimenti non ho altro modo di muovermi? Grazie


28 settembre 2016

VITO TARTAMELLA

La denuncia si può fare comunque. Ma senza prove difficilmente potrà vincere: come può dimostrare che i fatti sono andati come dice lei? Rischia anche che i testimoni, essendo parenti di suo suocero, smentiscano la sua versione dei fatti. La situazione è complicata, ed è meglio che ne parli con un avvocato.
Ma in tutto questo, suo marito che fa? Non dice nulla al proprio padre (suo suocero)? Se suo marito intervenisse sarebbe molto più efficace di una denuncia.


28 SETTEMBRE 2016

PENKA

I due testimoni sono appunto mio marito e mia suocera, dove fra l altro c’era presente mio figlio autistico di 6 anni, la cosa che appunto mi ha ferito è che questa scena si è svolta a casa mia davanti al mio bambino, e mio marito non ha mai preso parte e probabilmente non lo farà. Grazie di nuovo

 

3 OTTOBRE 2016

UNO

Salve
Tempo fa sono stato aggredito sul posto di lavoro da un collega, mi ha causato traumi alla nuca ( ho anche il certificato del pronto soccorso ).
L’azienda mi ha chiesto di non sporgere denuncia per evitare eventuali controlli e cose varie, e cosi ho lasciato perdere.
Qualche mese dopo è arrivato il mio datore di lavoro chiedendomi di collaborare con il collega con cui ho avuto l’episodio d’aggressione , io ho eseguito la mansione poi ho comunicato al datore di lavoro che non posso lavorare con il collega perché non mi fido, non riesco a stare in pace sapendo che ho quello alle spalle, e qui comincia il datore ad urlare dicendomi A ME NON MENEFREGA UN C…ZO SE NON TI PIACE FUORI DA LE PAL.E. mi sono arrabbiato e ho cominciato ad urlare anch’io.
Adesso l’azienda mi ha mandato una lettera a casa con l’accusa di non aver svolto la mansione ” che io ho svolto” e di aver insultato il datore di lavoro dicendoli stronzzo ” che io non ho detto” e in più mi vogliono sospendere.
Qualcuno gentilmente mi può aiutare, non so più cosa devo fare.
Vale la pena una denuncia o no ??


3 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Che brutta situazione! Mi spiace doverglielo dire, ma ritengo che lei abbia sbagliato sia a non denunciare il collega che l’aveva aggredita, sia – soprattutto – ad aver accettato di lavorare ancora con lui.
Detto questo, le lettere di contestazione del proprio datore di lavoro possono essere impugnate: si faccia assistere da un legale o da un sindacalista per scriverla, e gli risponda (con raccomandata A/R). Se non rispondesse, è come se accettasse la loro versione dei fatti. Dettaglio importante: il diverbio fra lei e il suo datore di lavoro è avvenuta senza testimoni? Questo è un dato importante: spero per lei che qualcuno possa testimoniare come sono andate le cose.
Ricordi, comunque, che probabilmente lei può ancora denunciare il collega che l’ha aggredita, se non è passato molto tempo: potrebbe usare questo episodio passato o come minaccia verso la sua azienda (che ha protetto il suo aggressore), oppure per difendersi.
Ribadisco che è necessario che lei consulti un avvocato: a volte, le lettere di contestazione possono essere l’anticamera di un licenziamento, meglio premunirsi. E lo faccia presto: di solito esiste un termine entro cui si può rispondere. Auguri e ci faccia sapere com’è andata.

12 OTTOBRE 2016

LUCA

buongiorno,

se la mia ex sia su whatasapp che via sms, dopo discussioni per la bambina, continua a scrivermi che sono un morto di fame, una testa di cazzo, che devo morire, cosa posso fare? ho tutti gli sms dove chiedo informazioni della bambina e lei risponde sempre in questo modo
grazie


12 ottobre 2016

VITO TARTAMELLA

Caro Luca,
Ha gli estremi per denunciare la sua ex per ingiurie, come spiegavo all’inizio di questo post. Ma vista la sua particolare situazione e il coinvolgimento di una figlia, la invito a fare un ragionamento più ampio.
Se lei è divorziato/separato, avrà senz’altro un avvocato a cui si è affidato per le pratiche di separazione. Gli mostri questi messaggi e si faccia consigliare da lui su come gestire nel modo più efficace questa delicata situazione.


6 NOVEMBRE 2016

LELE

Salve, ho letto con attenzione il suo articolo che trovo completo ed interessante. Se possibile vorrei un suo parere su una faccenda con un vicino di casa in cui sono coinvolto. Il vicino in questione, in più di un’occasione nel corso di un anno e mezzo, ha alzato la voce (urlato): direttamente contro me e mia moglie, se non anche indirettamente (verso persone mie ospiti) e “al vento” in presenza delle mie figlie (3 ed 8 anni).
Le parole che sono state utilizzate finora contengono poche parolacce convenzionale (cazzo, stronzi, ecc), offese più o meno velate ma più che altro un tono di voce ed un modo di fare piuttosto minaccioso. Il luogo è stato sempre davanti al cancelletto di casa mia (con la consapevolezza che le mie figlie erano dentro casa se non in cortile) in area condominiale ed in alcune occasioni è intervenuta (contemporaneamente) la figlia che abita a ca 30 metri (sono casette a schiera). Non le chiedo un parere strettamente legale ma, poichè ritengo che la mia famiglia sia minacciata, tali comportamenti anche se non accompagnati da ingiurie e minacce verbali eloquenti possono essere interpretati come tali in via giudiziale?
Finisco specificando che altri tre nostri vicini hanno avuto lo stesso problema con lui e si sono sempre astenuti a presentare querela in quanto, sentendosi si oggetto di minacce, in caserma non le hanno ritenute troppo “esplicite”.
Grazie dell’eventuale risposta.


7 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Difficile risponderle, perché nel suo racconto ci sono molti elementi che non capisco: innanzitutto, perché il suo vicino si comporta così? Ha problemi psicologici, emotivi o c’è qualche ruggine per questioni passate?
Non capisco nemmeno cosa vi dice esattamente quando se la prende con voi.
Detto questo, mi rendo conto che è una situazione molto sgradevole. Se il vicino non vi minaccia ma comunque vi infastidisce, forse potrebbe esserci un modo per fargli capire che deve smetterla: perché non pensate a un’azione congiunta, lei e tutti i suoi vicini, consultando un legale o magari i vigili urbani? Se poi siete un condominio, potete tentare di coinvolgere il vostro amministratore per fare pressione sul vicino molesto. In ogni caso auguri!

13 NOVEMBRE 2016

ZAY

Salve! Circa alle 00.20 ho suonato al campanello dei condomini del piano di sopra. Avendo sentito rumori dietro la porta dico se gentilmente possono abbassare la tv perché non si riesce a dormire.. dopo un pò (me ne stavo andando) apre la porta l’inquilino urlando di entrare a vedere che la tv è spenta e sbraitando insulti e offese nei miei confronti, sbattendomi la porta in faccia così forte tanto da farsi sentire dall’intero condominio. Da precisare che hanno spento la tv apposta e quando sono tornata nel mio appartamento era alta come prima se non di più (salendo ho sentito che il ‘suono’ arrivava proprio dalla loro porta e l’appartamento di fronte al loro è disabitato, quindi non ci sono dubbi che siano loro), dalla mattina alle 7 a notte fonda fanno rumori, molto fastidiosi. Non credo di essere in torto, specialmente perchè sono stata educata nel chiedergli di abbassare il volume..cosa consiglia?


13 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

In questo caso gli insulti sono un problema marginale: quello fondamentale è la mancanza di rispetto verso i vicini. Sono situazioni non facili, perché se si subisce si sta a disagio, ma se si reagisce si innesca una guerra. Le consiglierei – se possibile – di avvisare i vicini che, se non dovessero smettere, informerà l’amministratore di condominio. Dopodichè, se non smettono, scriva una lettera di protesta formale all’amministratore: magari può registrare il rumore col suo telefonino, per avere una prova.
Se non fosse sufficiente, può chiedere ai vigili urbani di intervenire al primo episodio di disturbi notturni.
Non è detto che questi interventi li scoraggino (quanti anni hanno i suoi vicini?). L’ideale sarebbe fare un’azione congiunta insieme agli altri condomini.


16 NOVEMBRE 2016

ESTELA

Buongiorno,mi hanno comunicato che in un gruppo su whatsapp mi hanno data della “bastarda” , senza però nominarmi direttamente, ma subito dopo si sono scusati perchè era stato detto in modo ironico senza voler offendere la persona. Secondo Lei è reato?


16 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Per giudicarlo, dovrei sapere a quante persone è stato inviato il messaggio, e cosa c’era scritto esattamente nel messaggio. In generale, “bastardo” non è certo un complimento, anche se è vero che il termine (come tutti gli insulti) può anche essere detto in modo ironico o perfino affettuoso. E bisogna anche verificare se lei, Estela, era identificabile davvero come destinataria dell’insulto. Dovrebbe farsi mostrare il messaggio, ed eventualmente valutare che cosa fare.


20 NOVEMBRE 2016

SANDRA

Salve, in una mail indirizzata a me mi e’ stato detto da una persona che “ho un problema di comunicazione”. Il contesto era una una discussione accesa ma garbata e senza parolacce.
Puo’ essere considerato reato?


21 novembre 2016

VITO TARTAMELLA

Direi proprio di no: le leggi ci difendono da chi insulta in modo infamante la totalità della nostra persona, non da chi critica un singolo comportamento. Chiunque di noi può avere “problemi di comunicazione”, e chiunque di noi ha il diritto di segnalarlo, se lo fa in modo rispettoso come in questo caso.

7 DICEMBRE 2016

KRISFE

Salve.
Io sono stata insultata da una compagna di scuola. Che gesticolando con le mani delle lettere si è fatta delle foto e me le ha inviate su facebook messenger. Mettendo insieme tutte queste foto era chiaro che c’era scritto la parola merda proseguente il mio cognome.
E mi sono trovata anche sul mio banco di scuola il mio nome*=NEGRA.
Essendo io una cittadina straniera.
Potrei io denunciare questa persona per inguria e razzismo?
GRAZIE in anticipo.


7 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Che peccato che la tua compagna di scuola usi la sua notevole fantasia per questi scopi! Detto questo, nel primo caso la puoi denunciare per ingiuria, visto che ne hai le prove (le foto) dell’insulto.
Nel secondo caso, puoi denunciare (ignoti?) per razzismo se hai fatto la foto del banco (meglio se hai testimoni che possano confermare che il banco è il tuo, che la scritta è recente e non l’hai fatta tu). Detto questo, sarebbe importante sapere qual è la vostra età: se l’autore di questi insulti ha meno di 14 anni non è incriminabile. Se – come immagino – frequenti le superiori, perché non ne parli ai tuoi insegnanti e al preside? Forse potrebbe essere più efficace (e più veloce) di una denuncia.


9 DICEMBRE 2016

LUCA

salve, volevo chiedere un’informazione, sono un arbitro e mi è capitato dopo aver ricevuto delle offese esplicite da un giocatore di lasciar perdere e di stare attento a ciò che scrivevo poi, che ho detto perché fa cosi? forse perché è figlio di persone rilevanti? la mia potrebbe essere un offesa? grazie anticipatamente


9 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

vediamo se ho capito bene: lei fa l’arbitro, e in campo un giocatore l’ha insultata e poi le ha detto di stare attento a quanto avrebbe scritto nel rapporto. Al di là del fatto che sia figlio di persone importanti, quel giocatore l’ha minacciata: quindi ha aggiunto un reato (minaccia) a un altro reato (ingiuria).
Lei ha testimoni di quanto accaduto?
Il mio suggerimento è di scrivere un verbale onesto, raccontando i due episodi, sia le ingiurie che le minacce (o anche solo le ingiurie). Chieda consiglio anche ai suoi colleghi arbitri con più esperienza, se crede.
Sarebbe stato interessante sapere quanti anni ha lei e quanti il giocatore, quali offese le ha detto il giocatore, se il fatto è avvenuto davanti a testimoni…


16 DICEMBRE 2016

SALVO

salve lavoro in un ufficio pubblico dove un cliente da 2 giorni mi insuta e mi minaccia dicendomi di farmi sparire di legarmi a un palo ecc…ho chiamato i carabinieri e ora andrò a denunciarlo…cosa faranno a questa persona?


17 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Difficile dire cosa accadrà al suo persecutore. Anche perché non so se questi fatti sono avvenuti alla presenza di altre persone. Le posso dire che la legge punisce le minacce con multa fino a 51 euro e reclusione fino a un anno. E che la diffamazione prevede reclusione fino a 1 anno oppure multa fino a 1032 €, mentre l’ingiuria fino a 8mila euro.
Il discorso cambia se lei è un pubblico ufficiale: in questo caso (lo spiegavo qui) chi insulta rischia fino a 3 anni di carcere.

30 DICEMBRE 2016

ANTONIO

Ho mandato per sbaglio una richiesta di amicizia al ragazzo della mia ex,questo anzichè bloccarmi ha iniziato a tartassarmi di messaggi su instagram e whatsapp,inizialmente non detti peso e cancellai il tutto bloccandolo,poi peró la cosa continuó via sms con il messaggio” non rispondi perchè non hai le palle,bella persona di merda,bell’uomo,bravo”
È perseguibile per ingiuria?


30 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Decisamente sì, Edo. Consideri però che per denunciarlo deve affidarsi a un avvocato, con tutte le spese del caso. Perché non pensa semplicemente di cancellarlo dal suo indirizzario? Può mettere il suo numero fra gli indesiderati del cellulare, e rimuoverlo dai social (WhatsApp e Instagram). Oltre a spendere meno soldi, non alimenterà la rabbia. Ci pensi.


31 DICEMBRE 2016

GIAN CARLO

Mia sorella mi ha ripetutamente dato del bastardo per telefono, dall’altra parte sentivo mia madre che diceva di smetterla e forse anche una badante, come mi devo comportare?

31 dicembre 2016

VITO TARTAMELLA

Vuol far causa a sua sorella per un diverbio? Non conosco i motivi del vostro litigio, ma valuti attentamente se ne vale la pena. Al suo posto, lascerei perdere. Lasci passare questa tempesta, e se sua sorella è una brava persona si renderà conto di aver esagerato. Buon anno.

 

7 GENNAIO 2017

ANTONIO

Scusate vorrei un aiuto riguardo una cosa un po stupida diciamo cosi ma che mi ha offeso parecchio… in poche parole su facebook tutti sanno che escono persone che puoi conoscere: io in cerca di nuove amicizie ho mandato una richiesta ad una ragazza senza guardare la sua età o altro che comunque si e rivelata maggiorenne nel seguito, comunque sia dopo aver avuto la mia richiesta mi ha contattato in privato questa ragazza dicendo chi sei? Giustamente non mi conosceva ed io ho detto che sono in cerca di nuove amicizie tutto qui la conversazione va degenerando in quanto mi chiede il nome,cognome della mia ragazza perche io ho detto a lei in un messaggio precedente di essere fidanzato poi mi dice comunque non ti fare più sentire se no lo dico a mio padre e ti faccio rompere le corna,mi ha chiamato magnaccio,pedofilo,mi ha detto che sono brutto e in più mi ha anche detto vai a fare i bocchi.. Cioè senza che io gli ho detto niente di male mi ha detto tutte queste offese c’è qualcosa che potrei fare perche io mi sono sentito molto offeso ad essere chiamato pedofilo,magnaccio,apparte che mi ha detto anche sei brutto e vai a fare i bocchi..


8 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Antonio, a stretto rigore lei potrebbe denunciare questa ragazza per ingiurie. Ma è opportuno? E soprattutto: le conviene? E’ vero che non è reato cercare nuove amicizie, ma il fatto che lei – essendo fidanzato – cerca amicizie femminili può essere frainteso: sia dalle donne che contatta che (forse) dalla sua fidanzata. La sua fidanzata è al corrente di questa sua attività su Facebook?
Se la risposta è no, valuti con attenzione cosa fare: se denuncia la donna che l’ha insultata, la sua attività su Facebook verrebbe a galla. E la sua vita si complicherebbe. Al suo posto, volterei pagina su questi insulti. E pensi a come regolarsi per il futuro: o rivela alla sua fidanzata questa attività, oppure – se continua – dovrebbe considerare gli insulti “un rischio del mestiere”.


7 GENNAIO 2017

ALESSIA

Buona sera, volevo complimentarmi per il suo lavoro!. Sono qui a chiederle se avendo le prove (messaggi telefonici inviati ad altra persona) che una collega mi chiama “cretina” con altri colleghi potevo denunciarla. Cordialità Alessia


8 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Certo che può denunciarla, Alessia. A patto che la sua amica sia disposta a darle le schermate del telefonino e sia disposta a testimoniare prima presso il suo avvocato e poi in tribunale di aver ricevuto quel genere di messaggi. E a patto che lei, Alessia, sia disposta a spendere soldi per denunciare questa collega. Le procedure sono spiegate all’inizio del mio post. Auguri!

10 GENNAIO 2017

MARIO

Supponiamo che in un momento di rabbia abbia urlato ‘puttana’ alla ex moglie davanti a due carabinieri gia intervenuti per sedare un litigio. Pur avendo tutte le ragioni di questo mondo, potrei essere denunciato? E a che costo da parte sua?


10 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Caro Mario, per risponderle dovrei sapere con più precisione com’è stato il litigio. Se ha detto “puttana” a freddo, senza aver prima ricevuto un torto o un altro insulto, allora rischia di essere denunciato e di perdere (con annesse multe). Se invece l’ha detto per reazione (a un torto o a un altro insulto) non rischia, ma bisogna vedere se questo insulto (uno dei più pesanti) sia commisurato a quanto stava accadendo. I costi di una denuncia sono quelli che ho indicato all’inizio di questo post: marche da bollo e avvocato. Ma al di là dei costi, bisogna capire che cosa intenda fare la sua ex moglie: entrare in una spirale di vendetta o voltar pagina? Mi auguro, per entrambi, la seconda.


10 GENNAIO 2017

GIUSEPPE

Dare genericamente (senza specificare motivo né controparte) del “leccaculo” (su fb. Post tra l’altro immediatamente rimosso) è passibile di querela ?


11 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Leccaculo” è sempre un’offesa passibile di denuncia. Non precisare il motivo la rende ancora più grave. Il fatto che lei non abbia specificato “la controparte” (il destinatario?) mi è difficile da capire. Ma senza destinatario non vedo chi potrebbe denunciarla…

RISPONDI


10 GENNAIO 2017

FRANK

Entro quanto tempo dall’ingiuria dev’essere sporta la querela ? Insomma, può una persona agire dopo mesi, o addirittura anni dalla frase incriminata?


11 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Domanda interessante, Frank. Per l’ingiuria e per la diffamazione si ha tempo 3 mesi dal fatto (l’offesa) per presentare denuncia. Non di più. Può verificarlo su questo sito.


11 GENNAIO 2017

PAOLA

Buongiorno…le scrivo perche’ mio figlio 3 media e’ stato pesantemente offeso da alcuni suoi compagni.In un gruppo wathapp di cui fa parte anche mio figlio…i compagni di classe hanno chiesto di poter copiare da lui i compiti.Mio figlio ha scritto nel gruppo di no perche’ non lo ritiene una cosa corretta.E ha scritto che anche i compagni dovevano provare a farli per conto loro.Da qui e’ scaturita una polemica..e alcuni compagni l hanno offeso dicendogli che è stupido e ritardato.Tutte cose scritte sul gruppo di wathapp dove tutti i compagni hanno potuto leggere.Inoltre il giorno dopo un compagno x le scale gli ha detto che doveva farveloce a salire le scale perché gli poteva succedere qualcosa di brutto.
Si possono denunciare questi insulti offensivi visto che sono scritti in un gruppo watzapp?


11 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Buongiorno Paola, mi spiace per la situazione e capisco la sua indignazione. Secondo il Codice, chi ha meno di 14 anni non è incriminabile né perseguibile. Quindi credo che non possa denunciare i compagni di suo figlio. Quello che potrebbe fare è invece segnalare il caso ai suoi professori: valuti se è il caso di farlo precisando chi sono gli autori oppure no. Ma credo che una riflessione, in aula, su quanto possano essere gravi e pesanti alcuni insulti (soprattutto per questi motivi) su WhatsApp sia importante e urgente. E non solo nella sua scuola. Ci racconti com’è andata, se crede. Auguri.


13 GENNAIO 2017

ISABELLA

Un genitore di una mia compagna per telefono ha chiamato me e una mia amica morte di fame per una questione che si era andata a creare a causa di sua figlia e non solo ha continuato gli insulti mandandoci anche a fanc…….
c’è una possibilità che io e la mia amica possiamo denunciarla o altro? Se si c’è una legge a riguardo? Grazie se mi rispondi


13 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Quanti anni hai Isabella? Vorrei capire per valutare meglio il caso. Detto questo, in generale l’espressione “morto di fame” e il “vaffanculo” sono stati quasi sempre condannati. Quindi il genitore è denunciabile, ma vorrei capire se la telefonata ha avuto testimoni. Perché senza testimoni e senza una registrazione della telefonata non hai alcuna possibilità di vincere la causa.
Per quanto riguarda le procedure, sono spiegate all’inizio di questo articolo.


16 GENNAIO 2017

VERONICA

Buon giorno, ho ricevuto varie calunnie con messaggi su whatapp dalla sorella del mio compagno
E denunciabile questa cosa ?


16 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

E’ sicura che si tratti di “calunnie”? La calunnia si avrebbe se la cognata avesse denunciato lei, Veronica, per reati che non ha commesso. Credo invece che la sua cognata l’abbia offesa (non so in che modo). In questo caso è denunciabile: spiego come all’inizio di questo post (che andrebbe letto prima di chiedermi un parere).


23 GENNAIO 2017

ANNA

Salve,avrei cortesemente bisogno di sapere se posso utilizzare i messaggi WhatsApp che la ex moglie di mio fratello gli invia per smentire un fatto da Lei dichiarato in una segnalazione contro di me fatta ai carabinieri, oltre a qualunque altro messaggio sia offensivo nei miei confronti o dimostri il suo atteggiamento persecutorio a danno sia del marito che di altri familiari. Mio fratello è disponibile a passarmeli perchè io possa stamparli. Il dubbio mi viene poichè, essendo messaggi WA tra loro due, non vorrei che lui commettesse reato di violazione della privacy se passa quei messaggi a me, senza, naturalmente, il consenso dell’ex moglie, che ovvio non lo darebbe mai? Grazie

RISPONDI


24 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Credo che la privacy, quando si fa una denuncia per diffamazione, passi in secondo piano. E’ probabile che anche suo fratello debba sporgere denuncia insieme a lei. La miglior cosa è che, una volta stampati i messaggi, li mostriate a un avvocato che vi suggerirà la strategia migliore da attuare in questo caso.

24 GENNAIO 2017

ALICE

Buongiorno, vorrei chiederLe un parere per una questione che riguarda il mio fidanzato. Circa due anni e mezzo fa, il mio ragazzo insieme a suo fratello si trovavano all’ospedale per assistere la madre malata, che poi purtroppo qualche mese dopo è deceduta. Uscirono con la macchina dell’ospedale per andare a prendere qualcosa da mangiare. Giunti ad una rotatoria, mentre erano fermi per dare la precedenza, una macchina li ha tamponati. Il mio ragazzo è sceso per constatare il danno, e si è avvicinato all’auto della signora al volante, la quale ha iniziato ad urlare e ha ingranato la marcia, urtando il mio ragazzo sul ginocchio. Suo fratello, sceso anche lui dalla macchina, ha cercato di fermare l’auto e nel farlo ha battuto la mano sullo specchietto, facendosi male e rompendo la plastica che lo ricopriva ( plastica che tutt’ora abbiamo noi). La signora è riuscita a fuggire, e il mio ragazzo ha preso la targa e subito dopo si è recato al pronto soccorso. non ha fatto la visita perchè la madre nel frattempo aveva subito un intervento e non essendo il suo un danno grave al ginocchio, è andato via facendosi rilasciare il foglio in cui si attestava che si era recato lì. il fratello, nonostante le insistenze, non è voluto andare al pronto soccorso. Il giorno dopo, il mio compagno ha sporto denuncia all’assicurazione per tamponamento. Una settimana dopo il fatto, si è visto recapitare una raccomandata in cui li si diceva di recarsi dai carabinieri perchè aveva ricevuto una denuncia per aggressione verbale. La signora ha fatto la denuncia dopo che si è vista recapitare quella da parte dell’assicurazione.Tale signora ha negato tra l’altro il tamponamento. Il mio ragazzo ha subito fatto una controdenuncia per danni fisici e patrimoniali ( visto il danno alla macchina che però essendo lievissimo, l’assicurazione si è rifiutata di pagare, cosa a mio avviso molto grave ) . fino ad oggi non si era saputo più nulla. naturalmente abbiamo messo tutto in mano ad un avvocato. a distanza di quasi tre anni, il mio ragazzo è stato convocato per un udienza. secondo lei, cosa rischia per una cosa del genere? la signora ha come testimone una minorenne che trasportava con se in auto, penso la nipote. il mio ragazzo sicuramente sarà stata agitato ( anche per situazione particolare in cui si trovava con la madre in fin di vita) ma non le ha urlato contro fino a che lei non ha cercato di scappare finendo per investirlo. La signora non so come ha giustificato il fatto che il mio ragazzo si è fermato all’improvviso senza che lei l abbia tamponato..tra l altro il danno fu molto lieve perchè non aveva il freno pigiato e quindi la macchina si mosse in avanti. Tutto questo solo perchè lui giustamente scese di macchina per vedere cosa era successo. Lui è molto preoccupato anche se fondamentalmente non ha nessuna colpa, l’unica colpa che ha è che è molto grosso e magari la signora ha pensato chissà cosa le volesse fare ma questo non giustifica certo il suo comportamento e la sua denuncia.ma se la cosa dovesse finire bene per noi, la signora potrebbe essere accusata di lesioni e mancato soccorso?che probabilità ci sono di prendere la colpa in una situazione del genere? grazie


24 gennaio 2017

VITO TARTAMELLA

Impossibile fare previsioni per un caso complicato come il suo. I processi non sono prevedibili con la statistica. In ogni caso le suggerisco di esaminare la situazione: ciascuna delle parti ha un testimone (ignoro l’età della nipote minorenne, un fatto delicato). E’ un peccato che il suo fidanzato non abbia documentato la sua ferita al pronto soccorso a suo tempo: sarebbe stata una prova molto importante. Il pezzo di specchietto è stato acquisito come prova?
In ogni caso, non si preoccupi per gli insulti che dovesse aver detto: la legge li giustifica se si subisce un torto. Dica al suo fidanzato di stare tranquillo: di solito la verità viene a galla. Auguri.


24 GENNAIO 2017

ALICE

si lo specchietto è una prova. La nipote all’epoca credo non abbia avuto neanche dieci anni..quindi diciamo che ora ne avrà 11-12 al massimo.. sono riuscita ad avere una copia della raccomandata che ancora non avevo letto per intero perchè era stata spedita alla casa del padre del mio ragazzo. sia lui che suo fratello vengono accusati di minaccia ” scendi se hai il coraggio, non la passerai liscia” ( cosa che, per come lo conosco e ormai stiamo insieme da otto anni, mi pare alquanto improbabile..insomma un offesa poteva essergli scappata ma una cosa del genere a una “signora” di 70 anni no) e di aver danneggiato il veicolo con pugni al cofano e rottura appunto del famoso specchietto. glielo dissi fin da subito che la documentazione medica sarebbe stata importante, ha solo il foglio del pronto soccorso ma non la visita che in effetti non avvenne mai per motivi sopra riportati.grazie mille per il suo tempo.

9 FEBBRAIO 2017

LISA

Mi è capitato di ricevere le attenzioni insistenti di una donna con un passato diciamo un pò strano (mantenuta da uomo facoltoso sposato) avvertendo lo stato di disturbo mentale di questo soggetto le ho scritto che non ero interessata alla sua amicizia (speravo non mi venisse più a cercare). Mi sono sentita rispondere dalla esimia signora che avrebbe usato la mia mail e qualche altra in cui rifiutavo la sua amicizia per denunciare di stalking. Ora so perfettamente la infondatezza della cosa ma provo invece io estremo fastidio che una estranea senza valori si permetta di rivolgermi la parola si sia ossessionata su di me e mi accusi con parole che può tenere per sè visto che chi ha DIPENDENZA nei miei confronti è questa, certamente non io. Posso fare qualcosa perchè mi dà fastidio che questa possa liberamente parlare a vanvera usando espressioni che non si può permettere? Grazie davvero


9 FEBBRAIO 2017

NANA

Salve, vorrei porle un quesito.
Se una persona (via messenger) mi da della poco di buono, mi minaccia (minacce fisiche) e poi dopo averla bloccata va a ledere la mia persona insultandomi contattando altre persone vicino a me è punibile?


10 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

Non ho capito in che modo questa persona l’abbia insultata “contattando” altre persone. Via Whatsapp o in altri modi? Se lo fa su una chat, sui social (facebook, Whatsapp, etc) si faccia dare le prove (= le schermate del telefono) dagli amici.
In ogni caso conservi i messaggi offensivi e le minacce (reato grave): già solo con questi può fare denuncia. Se poi questi messaggi li mandava in un gruppo, questa persona rischia di più.
Su come procedere, è spiegato all’inizio di questo post.


22 FEBBRAIO 2017

LILLY

Buonasera,
Una domanda semplice… In un gruppo wazzap mi è stato detto durante un discorso serio.. Ma perché non ti fai vedere? Come per dire non stai bene con la testa.. Posso sporgere querela?


23 febbraio 2017

VITO TARTAMELLA

A volte un’allusione può ferire più di una parola diretta, vero? E’ proprio il suo caso: invece di dirle che è “pazza” o “malata”, le hanno fatto questa domanda, travestendo un’offesa con una finta preoccupazione sul suo stato di salute.
Eppure, non credo che quella frase sia querelabile: anche se è una domanda retorica, ovvero un’affermazione travestita da domanda (= guarda che è meglio che tu ti faccia visitare), ha comunque l’apparenza di una domanda aperta. E quindi le ha lasciato la possibilità di rispondere: “Non mi faccio vedere perché sto benissimo”. Ecco perché ritengo che lei Lilly non abbia molti appigli per sporgere querela.
Questa la mia opinione, ma l’unico parere qualificato glielo può dare un legale.


7 MARZO 2017

BARBARA

Salve . Ieri sera una “signora” mi ha mandato sul whatsapp una serie di messaggi vocali nei quali mi insultava pesantemente (zoccola , etc etc) e dicendo che mezzo quartiere in cui viviamo pensano questo di me in più mi minacciava che se mi incontra mi picchia ( lo scrivo così , non riporto le sue parole molto volgari) . Premetto che la “signora” si è messa in mezzo ad un piccolo battibecco tra me e suo marito per questioni di lavoro . Ci tengo anche sottolineare che io e mio marito abbiamo insieme una società è la gestiamo entrambi , la “signora” ha insultato anche lui dandogli del cornuto e dicendo che si deve imparare a fare l’uomo . Ho chiesto l’avvocato di mia conoscenza se posso fare una querela e mi ha risposto che è un semplice litigio , quindi non è possibile denunciare nulla . Io invece non voglio lasciar stare la cosa , perché è stata una cosa troppo grave per quanto mi riguarda , cosa posso fare ?


7 marzo 2017

VITO TARTAMELLA

In materia giuridica, il suo avvocato ne sa sicuramente molto più di me. Ribadita questa premessa, se questa “signora” ha mandato i messaggi solo a lei, credo che possa denunciarla per ingiuria (l’argomento del post di questa pagina) e forse anche per minacce.
Provi ad approfondire la questione col suo legale, che forse le ha suggerito di lasciar perdere per i lunghi tempi della giustizia italiana.
Magari far prendere un po’ di paura alla “signora” con una denuncia o con una lettera di diffida dell’avvocato potrebbe aiutare.


13 MARZO 2017

MARIO

Abito di fronte ad una parrocchia con una mega palestra insonorizzata, costruita da pochi mesi in un contesto di parco pubblico, privata e con una scuola 8 cattolica privata) non riconosciuta e quei 15/20 ragazzi spesso fanno ginnastica e lezioni i palestra (!). Tutti mercoledì dalle 8,00 di mattina alle 13 si sentono urla – quel giorno ero con la febbre !- che ho registrate e come testimoni ho i coinquilini ed altri. Una mattina sul tardi, dalla mia finestra o urlato di finirla che sembrano delle capre e di smetterla e che urlassero a casa loro ! Questo avveniva quando le 4/5 maestre uscivano con i ragazzi (urlatori) dalla palestra. Ho ricevuto per .R. da un avvocato lettera di diffida per insulti e con riserva di avvalersi legalmente in caso di recidiva. Il fatto è che io ero solo e ho urlato dalla mia finestra aperta, loro erano diversi e possono dire quel che fa comodo alla loro causa. Ribadisco che ho coinquilini che possono testimoniare gli urli, come le innumerevoli chiamate dei vigili. Il venerdì funziona fino alle 23/23,30. Qui si entra nel campo della ‘ecclesia sua’ che rimane sempre un potere. Io non intendo fare nulla anche perché i fatti sono quelli descritti e insopportabili. Mi conferma di lasciar così la cosa ed eventualmente di avvalermi del certificato medico di prescrizione farmaco e testimonianze reali e registrate. Grazie


14 marzo 2017

VITO TARTAMELLA

Signor Mario,
la situazione non mi sembra facilmente risolvibile, perché è inevitabile che i ragazzi facciano rumore quando giocano. Posso capire il suo disagio, ma questo disagio non giustifica l’epiteto di “capre” che lei ha rivolto a loro: su questo devo dar ragione all’avvocato che le ha fatto la diffida.
Insieme ai suoi vicini dovrebbe cercare una soluzione pragmatica, magari facendo una raccolta di firme per sollecitare un intervento alla scuola: se la palestra è insonorizzata, com’è che le urla si sentono comunque? Forse non è stata insonorizzata a sufficienza e si può intervenire per migliorare la situazione.


14 MARZO 2017

MARIO

Infatti stiamo raccogliendo firme da presentare alle istituzioni.
Ho notato adesso il mio errore: NON è a norme di insonorizzazione. E’ alta e coperta con un colorati teloni plastificati. Si dice che il costo della struttura è di 7/80.000 Euro. Grazie ancora !
Grazie infinite e comunque ti seguo in tutto !

 

30 MARZO 2017

GIULIA

Qualcuno gentile che mi può rispondere…?
I miei vicini di casa da vent’anni circa insultano me e la mia famiglia. Insultavano mia madre gravemente malata e alla sua morte (aveva solo 42 anni) sono passati a me. Non posso uscire in giardino che bisbigliano cattiverie, dicono cose false di me in giro. Ho reagito raramente perché non ne valeva la pena. All’ennesimo atto persecutorio gli ho detto di finirla di fare dispetti altrimenti li denunciavo per stalking e loro hanno chiamato i carabinieri inventandosi che li avevo presi a parolacce.
Senza prove, anche perché il fatto non è avvenuto, mi possono comunque denunciare? Posso denunciarli per stalking o è meglio lasciar perdere?
Sono sicura che agiscono così per farmi ammalare, li ho sentiti dire che devo fare la stessa fine di mia madre. Vi pare possibile che esista gente tra l’altro anziana eppure così infima e amorale?
Sono una ragazza della provincia di Belluno. Se questi due vecchi mi fanno qualcosa almeno l’ho scritto qui.


30 marzo 2017

VITO TARTAMELLA

Cara Giulia, la bassezza morale non ha età.
Cerco di rispondere alle sue domande: innanzitutto, senza prove nessuno può denunciarla. Quindi, su questo stia tranquilla.
Non capisco in concreto in cosa consistano questi “atti persecutori” e da cosa nasca tanto livore nei suoi confronti… E sarebbe importante per capire la sua situazione.
Ma a parte questo.
Tra i suoi vicini, non c’è nessuno che abbia assistito a questi dispetti? Che sia dalla sua parte, che possa testimoniare cosa le fanno? Senza prove, anche lei non li può denunciare. Perché non ne parla con qualcuno? L’amministratore di condominio, un vicino di casa, un amico… Magari i figli o i nipoti di questi signori.
Non so se valga la pena imbarcarsi in una denuncia, deve valutare se rischia che il conflitto diventi ancora più pesante. E comunque credo che la cosa migliore sia non dare troppa importanza a queste persone: se sentono di avere un potere su di lei, facendole dispetti o facendola stare male, ne approfitteranno ancora di più. Ma se vedono che ciò che fanno non ha effetto e le è indifferente, potrebbero stancarsi. Tenga duro e si confronti con qualcuno lì a Belluno!

 

28 APRILE 2017

KINGMISCLOT

Ho preso cortesemente in giro su youtube un personaggio appartenente al genere “complottisti”, senza usare offese o toni volgari. Lui mi ha risposto ingiuriandomi, con offese tipo ebete, ruffiano, mentecatto, offese a madre e padre, e via discorrendo. Ci ha anche aggiunto la classica velata minaccia da leone da tastiera: “fortunato che abiti lontano”. Mi piacerebbe denunciarlo, ma vorrei capire se ne vale la pena o meno, ovvero se viene riconosciuta la sua colpevolezza, pagherebbe lui le mie eventuali spese legali, oltre alla sanzione economica? Grazie.


28 aprile 2017

VITO TARTAMELLA

Buongiorno, innanzitutto premetto che non sempre la cortesia è innocua: si può ferire profondamente anche senza usare parolacce. Dunque, bisognerebbe vedere che cosa concretamente lei abbia scritto. In linea generale, se ha fatto critiche anche aspre ma ragionate, documentate, senza insultare la totalità della persona ma attaccando solo le sue idee, lei è nella piena legittimità.
Detto questo, bisogna verificare se la persona che lei vuole denunciare appare col suo vero nome o con un nickname (in tal caso, le forze dell’ordine dovranno prima identificarlo, e non sarà rapidissimo); il Tribunale competente è quello della città in cui vive la vittima dell’offesa.
Se il giudice le darà ragione, le spese processuali sono a carico di chi perde; sulle altre spese, bisogna valutare molti parametri a seconda del tipo di causa: è meglio che lei se li faccia chiarire da un avvocato.
Per altri dettagli le consiglio di leggere questo altro mio post.

 

4 AGOSTO 2017

ANTONIO

Mentre dialogavo con un utente in un forum militare, sono stato attaccato da un altro utente il quale di ha dato dello scorretto e maleducato. Credo che ci siano gli estremi per il reato di diffamazione (art.595 c.3 C.P.), ora trasformato in illecito penale.


4 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Entrambi i termini che lei cita sono stati condannati in passato, anche se l’aggettivo “maleducato” è stato a volte assolto.
Ma per capire se configurano diffamazione, bisognerebbe valutare il contesto e il modo in cui sono stati detti: se sono stati motivati (sei “scorretto” perché hai fatto questo e questo) il discorso potrebbe essere accettabile a patto che le critiche siano documentate.
In ogni caso, la diffamazione è stata sempre un reato penale.


7 AGOSTO 2017

STEFANO

Buongiorno sig. Vito,
io vorrei esporre il mio caso e solo a titolo informativo tanto per fare capire quanto siano inutili le querele o lettere con un vicinato “atipico”.
Premetto che questa famiglia è composta da 3 persone, tutti e tre maleducati: padre 66 anni, madre 65 anni e figlia 30 circa.
Sono circa 15 anni che vivono in questa via e hanno litigato con tutti, nessuno escluso. Sono sempre arrabbiati con tutti, da mattina a sera :).

Nel nostro caso abbiamo fatto circa 3 querele, un paio di lettere di diffide e richieste a voce di “calmarsi” ma non sono servite a nulla. basta passare davanti alla loro casa per essere insultati gratuitamente (stronzo, co…one, bas..do e così via). Insultano anche i bambini e con parolacce.

Situazione che va avanti da 15 anni e non cambia NULLA! Questo si che è folle. ormai i residenti della via lo sanno, ti prendi insulti e tiri dritto e comunque parliamo di persone che non sono affette da malattie mentali (almeno non sono state accertate)!!!.


8 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Di fronte a questi casi, l’unica salvezza è ricordarsi di questo saggio proverbio: “raglio di asino non arriva mai in cielo”. Oppure: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Comunque, questo genere di persone bisogna sempre aspettarlo al varco: prima o poi fanno qualche stupidaggine di grande portata, e in tal caso bisogna essere pronti a presentargli il conto (cioè a denunciarli).

 

8 AGOSTO 2017

ELE

Buongiorno, ieri in una sala del bar (con pareti esterne aperte) al cui interno è vietato fumare ma all esterno pieno di tavoli e sedie e posaceneri si può fumare. Io sono in questa sala, una prende un posacenere e lo mette sul tavolo di questa sala…io le dico che non si può fumare….questa inizia dicendo che non ha ancora acceso la sigaretta…io ripeto che non si fuma e lei continua dicendo che non l ha ancora accesa….io le dico vai fuori..questa inizia a dirmi che sono fuori di testa, che devo stare calmina, che fumano tutti li, perfino mia madre (la quale dentro non fuma), poi si alza fa il giro e inizia a sparlare con altre persone del bar e mi guardano….io le chiedo se deve continuare ancora….questa va a dire che io sono stata una persona arrogante e che nessuno mi sopporta…tutti quanti…
Oggi stessa scena….anzi subito ha iniziato a fare commenti con altre persone del bar, io sono intervenuta per sapere se doveva continuare, e da li ha iniziato ad insultarmi dicendo che cavoli vuoi, fatti i [email protected]@ tuoi, pensa a tuo figlio visto l’esempio che gli stai dando di educazione, ha incominciato a dire ecco perché non ti hanno tenuto a lavorare in un posto…..questo davanti a 10 persone in un bar


8 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Più o meno ho capito l’episodio (ma lei è una cliente o la proprietaria del bar?).
Non ha scritto però cosa vuol sapere da me…

18 AGOSTO 2017

JONATHAN

Salve vorrei possibilmente un informazione giorni fa ad una fiera di animali un gruppo di animalisti con corteo non autorizzato ha offeso un monte di gente con parole pesantissime si può fare qualcosa? cordiali saluti


18 agosto 2017

VITO TARTAMELLA

Se non dice esattamente che cosa hanno detto, come e a chi, come faccio a rispondere?

 

6 SETTEMBRE 2017

GIOVANNA

Salve, vorrei sapere se potrei fare qualcosa riguardo la mia situazione… mesi fa una mia ormai ex coinquilina universitaria mi ha offeso con degli sms per un banale litigio, a mio parere, voluto da lei… ha toccato la mia sfera privata e ho avuto degli strascichi psicologici per mesi appunto. In questi casi si può fare qualcosa dal punto di vista legale avendo ancora le prove? Grazie


7 settembre 2017

VITO TARTAMELLA

Non basta avere le prove delle presunte offese. Occorre provare anche i danni psicologici e il loro nesso con quelle offese. Provi a portare la documentazione a un legale, e le dirà se ci sono margini per intervenire.

21 SETTEMBRE 2017

RAMON VIESI

ho da poco subito due infarti e quindi sto per chiudere l’attività come artigiano
Al parco assieme a mio suocero e mio figlio a altre persone non proprio vicine ma con il tono di voce alto venivo accusato di non riuscire ad arrivare a fine mese e di farmi mantenere da mia moglie e se non fosse stato per lei finivo a vivere a casa con mia madre nelle case popolari come denigrazione di queste case e di mia madre ( premetto che come artigiano ho sempre raggiunto dei buoni ricavi avendo costruito una casa e quant’altro solo questo ultimo periodo ho dovuto mollare per problemi di salute avendo un invalidità del 46% comunque avendo le spalle coperte posso permettermi qualche mese o più senza lavoro dato i miei risparmi ). Secondo lei ci sono gli estremi per una querela o denuncia grazie attendo con ansia una sua risposta


22 settembre 2017

VITO TARTAMELLA

Gentile Ramon, innanzitutto le esprimo la mia solidarietà per i suoi problemi di salute. Se le persone che l’hanno offesa non hanno usato insulti, diventa molto difficile denunciarle. Hanno espresso giudizi superficiali e sbagliati, questo sì, ma in qualche modo hanno motivato le loro affermazioni. Temo che se gli facesse causa avrebbe poche possibilità di vincere: non ha prove di quanto hanno detto, e i suoi testimoni sono parenti (moglie e figlio). Capisco quanto sia stato umiliante, ma non credo che otterrebbe facilmente giustizia. Rifletta se vale la pena imbarcarsi in una causa: lei e i suoi familiari sapete la verità, e credo sia questo che conta. Ciò non toglie, ovviamente, che può comunque contattare un legale per avere un parere competente.

 

29 NOVEMBRE 2017

ANDREA

Ciao Vito! Ti chiedo un parere sulla seguente situazione:
Ore 23.00, in un locale.
Tre ragazzi, una ragazza e 6 persone dentro il locale, in tavoli lontani dal nostro.
La ragazza lancia frecciate ad uno dei tre per una buona ora, fino a dire “ti ho rivalutato, sei proprio una persona di bassa lega, che schifo”. Alchè detto ragazzo perde la pazienza e risponde “hai rotto i cog***, vai via, non meriti rispetto, vai a cagare” probabilmente aggiungendo una bestemmia.
La ragazza minaccia la denuncia, I due ragazzi presenti, che sarebbero testimoni, sostengono il ragazzo e affermano essere una bagattella da risolvere in due.
Ma, ci sarebbero effettivamente gli estremi per una denuncia in sede civile? a quanto leggo pare di si..come la vedi?


29 NOVEMBRE 2017

ANDREA

Ciao Vito! Mi daresti un parere sulla seguente situazione?
Ore 23.00, martedì, in un locale.
4 amici ad un tavolo, di cui 3 ragazzi ed una ragazza. Maggiorenni.
6 altre persone sparse per il locale, ma lontane dal tavolo dei 4.
La ragazza continua per una buona mezz’ora a provocare uno dei tre ragazzi in continuazione, fino a dire “ti ho rivalutato, sei proprio una persona di bassa lega, che schifo, non ti rispetto”. Il ragazzo reagisce male, alza la voce dicendo “hai rotto i cog****, non meriti un briciolo di rispetto, vai cagare”, probabilmente allegando una bestemmia.
La ragazza ha minacciato la denuncia un paio di giorni dopo; i 2 ragazzi presenti (considerabili testimoni) dicono che non c’era nulla di che, e che non sono volati insulti gravi reciprocamente, ma dei sani vaffa***.
In caso la ragazza volesse davvero agire in sede civile, ci sarebbero gli estremi? Le provocazioni avrebbero un peso? e cosi anche la cavalleresca frase “non meriti rispetto” reciprocamente detta?
A me pare una bambinata..
Grazie mille!


29 novembre 2017

VITO TARTAMELLA

Ciao Andrea, gli estremi ci sarebbero ma di solito i diverbi di questo genere finiscono in parità: almeno in teoria, è comprensibile (e perdonabile) chi insulta una persona che ti ha fatto un torto o ti ha provocato. Ma bisogna vedere tante cose: cosa diranno i testimoni, e soprattutto se davvero la ragazza deciderà di denunciare gli insulti ricevuti.

27 DICEMBRE 2017

COSTALOVE

volevo chiedere un parere se io mi frequento con un ragazzo e una amica mi riferisce voci dette da altre persone che è un ragazzo che va con molte donne e io lo dico a lui. lui si e arrabbiato e vuole denunciare sia la amica sia la persona che gli ha detto queste cose quali sono le conseguenze sia per me che per le altre persone inoltre io ho spiegato a lui che anche io l’ho pensato ma penso che sia una cosa normale che avviene tra ragazzi di 18 anni ma io non lo mai divulgato in giro ho solo parlato con la mia amica spero di essere stata chiara e confido in una risposta perchè non mi sono mai trovata in una situazione simile e non so come comportarmi.


27 dicembre 2017

VITO TARTAMELLA

Dire che un uomo “va con molte donne” è offensivo? Dipende. Molti potrebbero considerarlo un complimento, ma se si tratta di una persona sposata o fidanzata il discorso cambia. Non credo che la sua amica (quella che ha riferito le voci che girano) sia denunciabile, se si è limitata solo a riferire quelle voci. Se tali voci fossero dimostrate (bisogna avere le prove per denunciare qualcuno) si tratterebbe di diffamazione: in questo articolo ho spiegato di che reato si tratta e come fare denuncia. Mi permetto però di suggerire un’altra strategia: lasciate perdere queste voci e tirate dritto. Se vi comportate correttamente, la verità si imporrà.

15 MARZO 2018

FRANCESCHELLI LORENZO

Azienda famigliare. A conclusione di una discussione via mail, dove il mio direttore è sempre in copia, un mio collega invidioso (non accetta che io abbia un ruolo di maggiore responsabilità rispetto a lui) non avendo più argomenti mi scrive “Fly down” e ancora “Non sei perfetto come vuoi far credere”; il direttore sempre in copia.
Possono essere considerate rispettivamente intimidazione e ingiuria?


15 marzo 2018

VITO TARTAMELLA

Capisco il suo disappunto, ma credo di no. “Fly down” è una frase antipatica, ma non contiene intimidazioni: manca l’aspetto della minaccia. E il “non essere perfetto” è una critica ma non un’ingiuria. Non credo le convenga reagire con una causa.

vito tartamella

vito tartamella

5 Comments

  1. Buongiorno, ho letto diversi commenti ma sinceramente sono più confuso che altro. Premetto che non ho mai avuto questioni tali da rivolgermi ad un avvocato ma se possibile vorrei esporle il mio caso, classica problematica condominiale. Abito in una palazzina composta da quattro condomini, dovremmo vivere in tranquillità ma da quasi un’anno non è più così. Un condomino lascia le scarpe davanti la porta di casa che è sull’androne, un’altra lascia sacchi dell’immondizia fino all’indomani, mobilia varia per mesi e pure uno stendino con la propria biancheria su un pianerottolo all’ultimo piano, questi sono solo alcuni esempi, ho più volte chiesto di evitare tali situazioni sia per il rispetto tra i condomini sia per il decoro del condominio, sia perché in violazione del regolamento condominiale ma nulla o poco è cambiato. Da quando poi mi sono rivolto all’amministratore che ha inviato una lettera a tutti i condomini le cose sono pure peggiorare. Una sera d’estate, tenuto conto che la vicina di casa l’ha con me, per evitare questioni ho chiesto a mia moglie di suonarle al campanello per farle togliere il sacco nero dell’immondizia lasciato sul pianerottolo dalla mattina odori sgradevoli connessi. Con stupore, nonostante la delicatezza e l’educazione che ha utilizzato mia moglie, la signora ha iniziato a gridare nella scala e contro mia moglie, esco per far rientrare mia moglie e mia figlia di appena 8 anni e la signora mi urla “stxxxzo, sei un cogxxxxx puoi farmi mandare tutte le lettere che vuoi”. Rientriamo increduli, mi creda continuerei fino a domani a raccontarle altre angherie subite, ovviamente l’amministratore è sempre stato informato di tutto ma ad oggi nulla è cambiato. Posso fare qualcosa? Si tratta di ingiurie subite? Grazie

    • Certo che sono ingiurie. Purtroppo, le liti condominiali sono molto difficili da sanare, perché la convivenza forzata complica tutto. Per quanto riguarda i rifiuti, forse può provare a scrivere all’amministratore che, se continua ancora, lei avviserà l’ufficio d’igiene e i vigili urbani. Se i vicini se ne fregheranno anche di questo, avvisi davvero l’ufficio d’igiene.
      Ma dai suoi racconti temo che questo inasprirebbe ulteriormente il clima. Provi a considerare di trasferirsi altrove: è difficile, ma cambiare la mentalità delle persone di questo genere lo è ancora di più (se non impossibile). In bocca al lupo.

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