Quali sono state le parolacce più notevoli del 2025, in Italia e nel mondo? Anche quest’anno ho preparato la classifica dei 10 insulti più emblematici dell’anno appena concluso. Ho selezionato gli episodi con 3 criteri: il loro valore simbolico, le loro conseguenze e la loro originalità, amplificate dalla fama o dalla rilevanza sociale dei protagonisti. Con una novità: chiedo a voi, lettori di questo blog, di decretare il vincitore della Top 10 con un sondaggio online (lo trovate più sotto). Pubblicherò il risultato in questo mese, sempre su questa pagina. Prima, però, qualche osservazione.
Le tendenze dell’anno
Donald Trump
Anche l’anno appena concluso è stato segnato, come il precedente, da forti contrapposizioni politiche e guerre. E, ancor più, dal ritorno di Donald Trump sulla scena politica internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, com’è nel suo stile populista, ha attaccato gli avversari su qualunque fronte, usando l’arma più a portata di mano: gli insulti. Che non hanno risparmiato nessuno: rappresentanti delle istituzioni (i giudici, la Federal Reserve), i leader di Paesi esteri (Europa compresa), i cantanti, e soprattutto chi lo ha criticato, i giornalisti e i comici, dei quali è arrivato senza mezzi termini a sollecitarne l’allontanamento dalle tv. Un comportamento che ha sollevato accese preoccupazioni sulla libertà d’espressione. Difficile prevedere come potrà evolvere la situazione. Di certo, questo comportamento sta erodendo la tenuta del sistema democratico e sta offrendo un cattivo esempio ai cittadini, come avevo raccontato in questo studio sugli insulti dei politici.
Un altro fatto degno di nota è che sempre più donne finiscono in questa classifica: i tempi in cui a usare il linguaggio “da scaricatore di porto” erano solo gli uomini sono ormai finiti, come avevo raccontato in un articolo di quasi 10 anni fa. Come leggerete dagli esempi, quando ci si mettono le donne possono essere anche più spietate degli uomini negli insulti.
Da sin, Matteo Salvini e Francesco Sarcina
C’è, infine, da segnalare una tendenza singolare in campo musicale, in Italia e non solo: gli artisti che, durante i loro concerti, fanno piccoli comizi improvvisati insultando i politici di turno. Il 16 agosto, durante un concerto a Trinitapoli, in Puglia, Francesco Sarcina, di origini foggiane, dice al microfono: «Stiamo morendo di fame… Sti cazzi di ministri, la Meloni ci sta dissanguando, Salvini è un trimonepure lui… Siamo combinati male!». In pugliese, la parola trimone è un termine volgare pesante: designa la masturbazione maschile, ma può essere usato (come in questo caso) come insulto, equivalente a “coglione”. Il senatore Roberto Marti, commissario della Lega Nord in Puglia ha definito l’attacco «ingiustificabile e strumentale, non può che suscitare sdegno. Una brutta caduta di stile, totalmente fuori luogo».
Pochi giorni dopo, il 20 agosto, Adriano Pappalardo durante un concerto a Passoscuro (frazione di Fiumicino) aveva detto: «i politici si fottono tutto e a noi ci date… (indicando il pube)… Ci lasciano nella merda». Il pubblico ha rumoreggiato, diverse persone lo hanno fischiato e hanno lasciato il concerto. Il cantante si è poi scusato, ma nel frattempo la Procura di Civitavecchia ha acquisito i filmati dello show per valutare se sussistano ipotesi di reato. Mentre andrà a processo con l’accusa di vilipendio delle istituzioni Brian Molko, leader dei Placebo, che durante un concerto tenuto a Stupinigi (Torino) nel 2023 aveva definito la Meloni “fascista” e “razzista”. E non è uno scenario che avviene solo in Italia: a maggio, durante un concerto a Manchester Bruce Springsteen aveva detto che gli Usa hanno un’amministrazione «corrotta, incompetente e traditrice». Il giorno successivo Trump lo ha definito su Truth «prepotente, fastidioso imbecille» e «prugna secca».
Infine, sul versante della ricerca sul turpiloquio, segnalo un’affascinante ipotesi elaborata quest’anno dallo psicologo britannico Richard Stephens (università di Keele) per spiegare perché quando imprechiamo durante uno sforzo fisico riusciamo davvero ad avere più energia. Dire parolacce in quei momenti riduce i nostri freni inibitori, liberando risorse per le energie fisiche. Aiuta a concentrarsi nel compito che stiamo eseguendo. E aumenta la fiducia in noi stessi. Lo racconto in un mio articolo sul sito di Focus.
La classifica 2025
Ecco dunque la mia “Top ten”, con i 10 episodi volgari più emblematici, clamorosi e divertenti, riportati dalle cronache nazionali e internazionali. Per sorridere e per riflettere. Ho ordinato gli episodi in ordine decrescente di impatto, ma sono curioso di sapere cosa ne pensate voi, lettori di questo blog: potete votare quella che vi ha colpito di più con un velocissimo sondaggio che trovate in basso a questa pagina.
E buon 2026!
LO SCIVOLONE
«Le nostre zuppe sono merda per i poveri del cazzo»
Martin Bally, vicepresidente della Campbell’s
Camden (Usa), 25 novembre 2025
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IL FATTO
Siamo alla Campbell’s, industria di conserve (zuppe e pomodoro) vendute in 120 Paesi al mondo: le sue lattine rosse e bianche sono state rese celebri dalle opere pop art di Andy Warhol negli anni ‘60.
Un analista della sicurezza, Robert Garza, chiede un colloquio a Martin Bally – vicepresidente del reparto Information technology – per chiedere un aumento di stipendio. Ma l’incontro degenera, e Bally si lascia andare a sfoghi pesanti, che Garza – di nascosto – registra.
Come riporta il Guardian, Bally avrebbe detto: «Le nostre zuppe sono merda per poveri del cazzo» (Our soupes are shit for fucking poor people), «Chi compra la nostra merda? Io i prodotti Campbell’s quasi non li compro più. Non è sano, ora che so che cazzo c’è dentro», «è carne bioingegnerizzata, non voglio mangiare un pezzo di pollo uscito da una stampante 3D». E aggiunge anche commenti razzisti sui dipendenti indiani: «Quegli indiani del cazzo non sanno un cazzo come se non sapessero pensare con la loro cazzo di testa».
Dopo quel colloquio a tinte forti, Garza, “disgustato” va a riferire le frasi a un altro responsabile, ma in tutta risposta dopo tre settimane viene licenziato. E lui fa causa all’azienda impugnando il provvedimento e rendendo pubbliche le affermazioni di Bally. La Campbell’s ha commentato la vicenda in un comunicato ufficiale: «Dopo un’attenta verifica, riteniamo che la voce registrata sia effettivamente quella di Martin Bally. I commenti erano volgari, offensivi e falsi e ci scusiamo per il danno che hanno causato. Questo comportamento non riflette i nostri valori e la cultura della nostra azienda e non tollereremo questo tipo di linguaggio in nessuna circostanza. Dal 25 novembre, il signor Bally non è più impiegato presso l’azienda».
Siamo orgogliosi del cibo che produciamo, delle persone che lo producono e degli ingredienti di alta qualità che utilizziamo per offrire ai consumatori cibo di qualità a un buon prezzo. I commenti registrati sul nostro cibo non sono solo inaccurati, ma sono palesemente assurdi. La carne di pollo utilizzata nelle nostre zuppe proviene da fornitori statunitensi di lunga data, approvati dall’USDA , e soddisfa i nostri elevati standard qualitativi. Tutte le nostre zuppe sono preparate con carne di pollo certificata senza uso di antibiotici”
LA BATTUTACCIA
«Alcuni organi sono più vecchi di altri… Speriamo non l’uccello».
Claudio Franceschi, immunologo
Rai1, UnoMattina, 29 gennaio 2025
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IL FATTO
Rai1. Ospite della trasmissione “Unomattina” l’immunologo Claudio Franceschi di Bologna (uno degli scienziati più prestigiosi in questo campo in Italia), racconta al conduttore Massimiliano Ossini che «alcuni organi invecchiano prima degli altri: ogni organo ha il suo orologio, ogni persona ha organi che sono più vecchi di altri». Ossini gli dice: «Allora facciamo un esempio. Potrei avere un mio organo…? Quale?». E l’immunologo risponde prontamente: «Speriamo non l’uccello!» e scoppia a ridere in modo irrefrenabile. Una battuta da bar, decisamente fuori luogo in un contenitore mattutino. Così Ossini, dopo un attimo di stupore, cerca subito di riportare il discorso su un piano serio dicendo «Potrebbe essere il fegato…». Ma ormai la frittata è fatta. In diretta. Singolare che il protagonista sia un medico di fama internazionale.
LA SFIDA
«Vaffanculo [Trump]».
Stephen Colbert, comico
“The Late show”, Cbs, 22 Luglio 2025
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IL FATTO
Stephen Colbert è uno dei più noti presentatori televisivi negli Usa: conduce da 10 anni una trasmissione di punta, il “Late show” sulla CBS. L’emittente quest’anno ha deciso di chiudere lo show dal 2026, ufficialmente per il calo degli introiti pubblicitari. Ma nel suo programma, Colbert non risparmiava frecciate satiriche al presidente Donald Trump: e, a giudizio di Colbert, sarebbe proprio questo il reale motivo della chiusura del programma.Perché? Il retroscena sarebbe il seguente: Trump aveva fatto causa alla CBS sostenendo che 60 Minutes, storica trasmissione di interviste giornalistiche, avesse modificato un’intervista con Kamala Harris per favorirla nel corso della campagna elettorale per le presidenziali dello scorso anno. In realtà CBS aveva mandato in onda due spezzoni dell’intervista in due momenti diversi, ma senza modificarli. Ma ha comunque preferito chiudere la vicenda versando a Trump un risarcimento di 16 milioni di dollari per non rischiare di pregiudicare un’importante manovra societaria, l’acquisto di Skydance Media, per la quale occorreva l’approvazione del governo. Colbert aveva definito l’accordo “una grossa tangente”.Trump ha commentato sui social: “Amo assolutamente che Colbert sia stato licenziato. Il suo talento era persino inferiore alle sue valutazioni”.Colbert, tuttavia, non si è lasciato intimidire, e durante il programma ha fatto un monologo durissimo contro Trump: « Questo è peggio del fascismo. Hanno chiarito che è stata una decisione puramente finanziaria, ma come può esserlo se il Late Show è primo negli ascolti? La “cultura della cancellazione” è andata troppo oltre. Il Late show si concluderà a maggio. Ho capito che stanno cancellando il nostro programma ma hanno commesso un errore: mi hanno lasciato vivo. E ora per i prossimi 10 mesi posso dire la verità senza fronzoli e dire quello che penso veramente di Donald Trump a partire da ora. Non sembra avere le competenze necessarie, non ha le competenze per essere presidente. Trump ha scritto che “ama assolutamente che Colbert sia stato licenziato, il suo talento era inferiore ai suoi ascolti”: come osa signore? Un uomo senza talento sarebbe in grado di comporre la seguente battuta satirica? “Va a farti fottere” (go fuck yourself)». Poi Colbert ha calcato la mano sull’amicizia fra Trump ed il finanziere Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico di minori. Sotto la presidenza Trump i comici non se la passano molto bene: lo show di Jimmy Kimmel è stato sospeso dalla Abc dopo che aveva commentato l’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, accusando i sostenitori di Trump di cercare di fare politica su quella morte. Trump ha elogiato la decisione e ha auspicato il siluramento anche di altri comici non allineati, come Jimmy Fallon e Seth Meyers.
LA RISSA
«Fascista»
Eyal Mhiizra, presidente della Federazione Amici di Israele
«Che cos’hai detto, stronzo?!?»
Enzo Iacchetti, comico
“E’ sempre Carta Bianca”, Rete 4, 16 settembre
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IL FATTO
La trasmissione di Retequattro condotta da Bianca Berlinguer si è focalizzata sulla guerra di Gaza e la tragedia umanitaria. E si è acceso un dibattito molto acceso fra gli ospiti: Eyal Mhiizra, presidente della Federazione Amici di Israele, e il comico Enzo Iacchetti.Dopo un vivace scambio di battute, a un certo punto Iacchetti gli dice: “Sei un medico e non conosci niente della storia né del tuo Paese né dei palestinesi. Sei qui e fai una figura di merda”.La Berlinguer lo invita alla calma, ma Iacchetti rincara la dose dicendo: “Non mi calmo. Sono tutti soldati di Hamas, anche i bambini? Avevano il kalashnikov anche i bambini?”. Mhiizra gli risponde: “Definisci bambino”. “Definisco bambino? Vergognati” risponde infuriato Iacchetti. “Hai fatto male a invitarlo. Invita un politico, non un ignorante, uno che non sa”. “Ignorante sei tu” gli dice Mhiizra ”è un attore e rimanga a fare l’attore”. Il comico, però, non si ferma: “Quando si parla di questa guerra non ci deve essere un contraddittorio, perché c’è un solo esercito. Nessuno deve contraddire la verità che stiamo vedendo da mesi.” Il presidente della Federazione a quel punto gli dice: “No, Enzo, lei è un fascista”.“Cos’hai detto stronzo? Vengo lì e ti prendo a pugni!”.
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La conduttrice Berlinguer ha cercato più volte di riportare la calma, senza pieno successo.
Lo scontro è diventato rapidamente virale sui social, con estratti video rilanciati e commentati da centinaia di pagine e utenti, generando dibattito sia tra sostenitori di Iacchetti sia tra critici del linguaggio usato. Dopo lo scontro, Iacchetti ha rilanciato sui Instagram la sua posizione, definendo l’altro ospite “provocatore bugiardo” e ribadendo che ripeterebbe tutto ciò che ha detto in studio. Ha anche affermato che la sua situazione lavorativa è cambiata negli ultimi mesi, ricollegando alcune mancate offerte o spettacoli alla sua posizione pubblica sulla guerra a Gaza.
A sua volta, Mhiizra ha commentato: “se uno ti dice ‘non hai diritto di aprire bocca, scendo giù e ti meno’, questo per me è un comportamento da fascista, espressione usata come constatazione di un atto di arroganza. Non voleva essere un’offesa, ma anche lui però ha dato dei nazisti agli israeliani. Non sono stato io a portare la discussione in quella direzione”.
Lo scontro ha ispirato un meme da parte di Taffo, l’agenzia funebre molto attiva sui social: un manifesto con una piccola bara bianca e la scritta “Definisci bambino”.
A novembre, lo stesso Iacchetti ha riferito di essere stato denunciato dall’Unione delle comunità ebraiche per aver “demonizzato Israele e il popolo ebraico ribadendo pregiudizi che per millenni hanno alimentato l’antisemitismo”.
E in mezzo a questo valzer di accuse e discussioni, la tragedia umanitaria a Gaza rimane tragicamente attuale.
AUTOGOL
«Tu, succhiami»
Svyatoslav Gulin, tennista
Sabadell (Spagna) torneo Itf M25, 30 aprile
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IL FATTO
Svyatoslav Gulin, tennista russo (numero 457° nella classifica mondiale) ha 23 anni. Durante una partita contro Alejo Sanchez Quilez, nel torneo Itf M25 di Sabadell, in Spagna, dopo aver conquistato un punto, ha urlato all’arbitro, in spagnolo: «Tu, chupame» (l’equivalente di “suca”), portando in modo teatrale le mani al pube. Gulin non aveva accettato una decisione precedente dell’arbitro che secondo lui lo aveva danneggiato. Per il suo comportamento è stato subito squalificato e il match è stato considerato vinto a tavolino dal suo avversario. Ai media del suo Paese ha detto: «Era come se avessi avuto un velo rosso davanti agli occhi, come un toro. Non sono riuscito a trattenermi». Le competizioni sportive smuovono emozioni così forti da indurre a comportamenti irrazionali.
AUGURI DA VICEPRESIDENTE
«Chi attacca mia moglie [indiana] può mangiare merda»
JD Vance, vicepresidente degli Usa
Intervista a UnHerd, 22 dicembre
«Grazie per l’invito a una cena tradizionale indiana»
Nick Fuentes, attivista di estrema destra
X, 24 dicembre
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IL FATTO
Nick Fuentes è un attivista di estrema destra negli Usa: suprematista bianco, negazionista dell’olocausto, razzista, in varie occasioni aveva definito il vicepresidente James David Vance un «traditore della razza» per essere stato sposato con Usha Chilukuri, figlia di due immigrati indiani. «Chi è davvero questo tizio? Ci aspettiamo davvero che un uomo con una moglie indiana e che ha chiamato il loro figlio Vivek sostenga l’identità bianca?», aveva affermato quando Vance era stato scelto come vicepresidente. Ora, di recente, in un’intervista a UnHerd (testata web conservatrice britannica) Vance ha voluto replicare a Fuentes, per ribadire che «l’antisemitismo e altre forme di odio etnico non hanno spazio nel movimento conservatore». E lo ha fatto con una frase che non lascia spazio ad equivoci: «Voglio essere chiaro: chiunque attacchi mia moglie, che si chiami Jen Psaki [l’ex addetta stampa di Biden, che aveva detto: “Mi chiedo sempre cosa stia succedendo nella mente di sua moglie. Tipo, stai bene? Per favore sbatti gli occhi quattro volte. Vieni qui, ti salveremo.”] o Nick Fuentes, può mangiare merda (can eat shit). Questa è la mia politica ufficiale come vicepresidente degli Stati Uniti». “Eat shit and die“, mangia la merda e muori è una maledizione pesante in inglese: equivale a “crepa“. “Eat shit“, da solo, equivale a “fottiti“. Fuentes, tuttavia, non si è lasciato intimidire. E ha risposto con un video su X/Twitter: “È davvero lusinghiero che il vicepresidente mi abbia invitato a unirmi alla sua famiglia per una cena tradizionale indiana!”, ribadendo così il proprio razzismo. Lo scambio di battute è diventato virale sui social, con meme a profusione.
RISSA FRA DONNE RAPPER
«Stupida, brutta, tua figlia è uno scarafaggio e una scimmia»
Nicki Minaj, rapper
«Patetica, pazza, lurida, cocainomane, tuo figlio è un ritardato»
Cardi B, rapper
x, 25 settembre-1 ottobre
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IL FATTO
La rapper trinidadiana Nicki Minaj (pseudonimo di Onika Tanya Maraj-Petty) e la rapper americana Cardi B (pseudonimo di Belcalis Marlenis Almánzar ) – cantanti con centinaia di milioni di followers e di visualizzazioni su YouTube – si sono rese protagoniste di un durissimo scontro su Twitter andato avanti per giorni.I loro dissapori risalgono al 2017, quando Minaj avrebbe messo ” mi piace ” a un commento su Instagram che definiva il freestyle di Cardi B “barre stupide”. Da allora le due cantanti hanno continuato a lanciarsi insulti a distanza, arrivando a uno scontro fisico nel 2018 durante la Settimana della Moda di New York, quando Cardi B ha lanciato una scarpa contro Nicki Minaj sostenendo che quest’ultima aveva messo “mi piace” a commenti scritti da altri utenti sui social media, che criticavano le sue abilità di madre. Dopo quell’episodio i dissapori fra le due hanno animato alcune loro canzoni, com’è nella tradizione rap.
Alcuni tweet offensivi di Nicky Minaj
Ma quest’anno hanno raggiunto l’apice, via X/Twitter, con messaggi sempre più pesanti (alcuni dei quali poi cancellati), arrivando a coinvolgere, in una gara al ribasso, anche i loro familiari più stretti, figli compresi. Minaj ha definito “stupida” Cardi B, aggiungendo: “tuo marito ha detto quanto sei brutta, sempre gonfia e con la faccia rovinata dall’operazione”, poi ha etichettato la figlia di 7 anni di Cardi B, Kulture, come “uno scarafaggio e una scimmia”.
La risposta di Cardi B
Cardi ha risposto con vari tweet in cui ha definito la rivale “patetica, perdente, demoniaca, pazza, vigliacca”, e ancora: “Matta schifosa”, “malata di mente, lurida, paranoica e delirante che sniffa cocaina”. Poi ha restituito gli insulti al figlio di Minaj: “Sei gelosa dei miei figli perché sono belli e intelligenti ed è per questo che Dio ti ha punita con un figlio ritardato” un “coso prodotto dalla tua pancia marcia”. Lo scontro è durato una settimana, poi Cardi ha scritto che era l’ultima volta che le rispondeva su Twitter, aggiungendo un minaccioso “devo vederti”.
Che il loro conflitto si sia esaurito qui, però, è tutto da dimostrare.
IN CHIESA
«I malati di cancro dei guerrieri? Puttanate».
Andrea Rizzoli al funerale della madre Eleonora Giorgi
chiesa degli Artisti, Roma, 5 marzo
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IL FATTO
Eleonora Giorgi
Era il 2023 quando Eleonora Giorgi rivelò, mentre era ospite di Pomeriggio Cinque (Canale 5) che le era stato diagnosticato un tumore al pancreas. La mattina del 3 marzo 2025, alla clinica Paideia di Roma, dove era stata ricoverata da qualche settimana, l’attrice è morta all’età di 71 anni.
Durante il funerale celebrato nella chiesa degli Artisti di Roma, in chiesa, il figlio primogenito Andrea Rizzoli, è salito sul pulpito per tenere un discorso di commiato. E ha detto: «Quest’ultimo anno è stato un anno molto particolare. Noi figli non avevamo mai pensato di perdere nostra madre così giovane Quando poi è stato diagnosticato il tumore al pancreas sapevamo che non sarebbe stato facile riuscire a sconfiggerlo. A volte si dice che i malati di cancro intraprendono una lotta, sono dei guerrieri: mi scuserà il monsignore (monsignor Antonio Staglianò, vescovo emerito di Noto e rettore della basilica romana, ndr) ma sono puttanate. Un guerriero è qualcuno che scende un campo di battaglia con delle armi per difendersi: chi invece è malato non ha armi si affida alla medicina, che non ha fatto passi straordinari in questo campo e si affida all’amore delle persone che gli sono accanto per sostenerla nei giorni in cui non fa le cure o le fa. Oppure si affida alla fede. Mia madre aveva fede: era agnostica, non credeva a tutto quello che c’era scritto nei libri, ma sapeva dell’esistenza di Dio. Del resto per credere all’esistenza di Dio non ci vuole fede, basta la ragione». Per quanto sia un termine colloquiale, è pur sempre una parolaccia pesante. Singolare che sia stata pronunciata in una chiesa, davanti a centinaia di persone e per di più durante un rito funebre.
PREMIÈRE DAME
«Se ci sono delle brutte stronze, le cacceremo fuori dalle balle».
Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron
8 dicembre, teatro Folies Bergère a Parigi
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IL FATTO
Brigitte Macron, la “première dame” (moglie del presidente Emmanuel Macron) è al teatro Folies Bergère di Parigi per assistere a uno spettacolo del comico Ary Abittan. L’attore era stato accusato, l’anno precedente, di aver violentato una donna di 23 anni , dipendente di una piattaforma di incontri digitali. L’indagine, alla fine, si era conclusa con un’archiviazione. Ma il collettivo femminista #NousToutes, il giorno precedente, aveva fatto irruzione durante un suo spettacolo: si sono presentate indossando maschere con il volto dell’attore e la scritta “stupratore”, urlando lo slogan “Abittan violentatore”.La sera successiva, parlando con Brigitte Macron nel camerino, Abittan le aveva confidato di aver paura che le femministe tornassero. Così Brigitte gli ha risposto: “Se ci sono delle brutte stronze, le sbatteremo fuori (S’il y a des sales connes, on va les foutre dehors). Soprattutto i banditi mascherati”. Qualcuno, però, ha registrato e diffuso un video con quello scambio di battute. Il video, diventato virale, ha provocato un’ondata di indignazione e di proteste. Al punto che la Première Dame si è dovuta scusare, pur non rinnegando del tutto la sua posizione: «Mi dispiace se ho ferito le donne vittime», ha detto la 72enne, definendo le dichiarazioni riprese in video all’inizio di questo mese come commenti «privati». Ma, ha aggiunto: «Non posso pentirmene. È vero, sono la moglie del presidente della Repubblica, ma sono prima di tutto me stessa. E quindi, quando sono in privato, posso lasciarmi andare in un modo che non è del tutto corretto». Chapeau per la sincerità, anche a costo di andare contro corrente.
VOLGARITÀ FORMALE
«Lei mi sta sul cazzo»
Belén Rodríguez, soubrette
Porto Cervo, benzinaio, 8 agosto
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IL FATTO
La soubrette Belén Rodríguez arriva da un benzinaio Eni a Porto Cervo per fare il pieno. E’ alla guida di un grande suv verde e passa in una zona delimitata da birilli di sicurezza, per lavori (era in corso il rifornimento della cisterna). Il benzinaio si avvicina e le dice: «Ma scusami, io ti dico che non puoi passare, perché hai spostato il birillo?». Belén gli risponde, passando al “lei”: «Perché lei mi sta sul cazzo!». Il benzinaio le risponde: «Anche lei mi sta sul cazzo. E quindi?».Poi Belen fa retromarcia per andarsene. Il benzinaio la segue, dicendole: «Non può passare, se ci sono i birilli non può passare!». Nel video, girato da qualcuno che stava assistendo alla scena, si sente una voce fuori campo che dice: «C’è il pozzetto aperto, Belén guarda che sei sul pozzetto», ribadendo così che la soubrette aveva fatto una manovra pericolosa innanzitutto per sé stessa. Il video è diventato virale sui social: ha svelato un lato triviale della soubrette argentina, che ha unito un comportamento doppiamente irrispettoso (il passaggio in una zona vietata e l’uso di una parolaccia) mantenendo però le distanze con uno stile formale (l’uso del “lei”, pronome allocutivo di cortesia). Giorni dopo, incalzata dalle polemiche, la Rodriguez si è difesa sui social e nella trasmissione “Belve” dicendo: «Questo signore è un grandissimo maleducato, tutti litigano con questo benzinaio. Era la seconda volta che andavo, ero con la bambina dietro, e lui mi ha detto di spostarmi… Però mi pento».
Il sondaggio: vota la parolaccia dell’anno 2025
Qual è stata la parolaccia che consideri più clamorosa dell’anno 2025? Puoi votarla (si può esprimere una sola preferenza) seguendo il link qui sotto. Nei prossimi giorni pubblicherò il risultato.Se volete leggere le classifiche degli ultimi 17 anni, potete cliccare sui link qui di seguito:2024, 2023,2022,2021, 2020,2019, 2018,2017,2016,2015,2014,2013,2012,2011,2010, 2009 e2008.
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