FRASI “ZIPPATE”

Una luminaria di Francesco Cicero sull’imprecazione più diffusa in Sicilia.
Partiamo dalla definizione linguistica. L’interiezione è una parte invariabile del discorso che esprime un senso compiuto (un atto linguistico) usando una sola parola: si dice che è un linguaggio olofrastico, cioè condensa una frase in una singola parola.
L’interiezione è un tipo di esclamazione, ovvero una frase che esprime emozioni intense attraverso il tono di voce e la mimica e viene segnalato con l’uso del punto esclamativo. Ma mentre l’esclamazione è un attributo che si può assegnare sia a una singola parola che a un’intera frase, l’interiezione si riferisce per lo più a una singola parola.
Le interiezioni possono essere: proprie (quando sono parole nate esclusivamente con questa funzione come Ah!, Ehi!, Mah!) o improprie, ovvero nomi, aggettivi, verbi che hanno un significato in altre parti del discorso ma possono essere usate anche da sole come interiezioni. Le imprecazioni sono quindi interiezioni improprie: parolacce usate da sole, o in forma semplice (monorematiche: cazzo! merda! e così via) oppure in espressioni composte da 2 più parole (polirematiche: porca troia! che cazzo!). All’occorrenza si possono anche costruire combinazioni di tre o più parole, come “Puttana miseria ladra!” o “Porco di quel Giuda porco”: sono formule che consentono sfoghi verbali più lunghi. Nulla di paragonabile rispetto alla sequenza di imprecazioni pronunciate da Roberto Benigni nel film “Berlinguer ti voglio bene” (per reazione alla notizia della morte della madre, in realtà uno scherzo). La sua giaculatoria è lunga oltre 2 minuti, un record mondiale:
In italiano, le combinazioni polirematiche più frequenti sono costruite con l’aggettivo “porco/a” seguito da miseria, troia, puttana, boia, Giuda, vacca, cane o dai nomi di divinità (nelle bestemmie). Altri costrutti frequenti sono con l’aggettivo “santo/a” seguito da Madonna, Dio, cielo; o dalla preposizione “per” seguita da Dio, la miseria, la Madonna. Più avanti (a pag. 4) trovate una tabella con tutte le imprecazioni nella nostra lingua.
formidabile trattazione! scoprire che imprecare quando pesto un regalo canino mi rende più comprensibile di uno che non lo fa mi ha colpito molto… 🙂 grazie Vito!