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$@#&!!! La scienza delle imprecazioni

IL LINGUAGGIO DELLA VERITA’

Queste scoperte scientifiche mostrano che mentre il linguaggio normale è una funzione cognitiva complessa, l’imprecazione improvvisa (quella che esplode quando ti martelli il dito) si comporta quasi come un riflesso motorio, simile a quando si ritrae la mano da una fiamma. Infatti, mentre il linguaggio proposizionale (“Che male, mi sono martellato un dito!”) richiede tempo perché deve essere elaborato dall’area di Broca e dalla corteccia motoria, l’interiezione segue una via più breve: il dolore attiva l’amigdala e il sistema limbico, che inviano un impulso ai gangli della base che gestiscono le reazioni automatiche, fra cui le vocalizzazioni.

T-shirt con la storica frase di De Falco: la frase ha fatto il giro del mondo.

Le imprecazioni sono responsabili del fatto che percepiamo chi è volgare come più sincero: quando urtiamo con il mignolo del piede lo spigolo del comodino, nessuno declama un sonetto shakespeariano. Questo alone di verità non si limita alle imprecazioni: diverse ricerche (ne parlavo qui) hanno mostrato che chi dice volgarità è percepito come più sincero.
In effetti, in certi momenti, un’imprecazione esprime l’inesprimibile (o l’inconfessabile), come avvenne il 13 gennaio 2012 quando il capitano di fregata
Gregorio De Falco, coordinatore dei soccorsi, contattò Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia che stava naufragando: davanti alle sue esitazioni, De Falco gli urlò via radio, con un repentino cambio di registro: “Vada a bordo, cazzo!”. Una frase (e un’imprecazione) passata alla storia: perciò l’avevo scelta come vincitrice della classifica “Top 10” delle parolacce 2012.

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One Comment

  1. formidabile trattazione! scoprire che imprecare quando pesto un regalo canino mi rende più comprensibile di uno che non lo fa mi ha colpito molto… 🙂 grazie Vito!

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