TUTTI I BRANI CON PAROLACCE
Michelangelo utilizza in totale 21 lemmi offensivi differenti, che ricorrono per un totale di 42 volte. La maggior parte delle parolacce sono presenti nelle lettere indirizzate al padre, seguite da quelle per il fratello Leonardo.
Ecco tutti i brani che contengono parolacce:
| lemma | brano | destinatario della lettera |
| asino | e non mi scriver piu; che ogni volta che io o una tua lettera mi vien la febbre, tanta fatica duro a leggierla! Io non so dove tu t’abbi imparato a scrivere. Credo che se avessi a scrivere al maggiore asino del mondo, scriveresti con più diligenzia. | Lionardo di Buonarroto
Simoni (nipote) |
| bestia; tristo [ spregevole] |
Ma la passione loro grandissima, e massimamente di quel tristo di Lapo, si è stata questa; che gli avevano dato a ‘ntendere a ognuno che erono quegli che facevano quest’opera, overo che erono a compagnia meco: e non si sono mai acorti, massimamente Lapo, di non essere el maestro, se non quand’io l’ò cacciato via: a questo solo e’ s’è aveduto ch’egli stava meco: e avendo già intelate tante faccende e cominciato a spacciare il favore del Papa, gli è paruto strano che io l’abbi cacciato via com’una bestia. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| bestia | El fanciullo è buono costà per istarsi a imparare e tornarsi col padre e co’ la madre: qua non vale un quatrino, e fami stentare com’una bestia e l’altro mio garzone non escie ancora di letto. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| bestia | Di Bastiano lavoratore non dico altro: se lui volessi far bene, non sare’ da mutarlo: ma io non vo’ che e’ si dia a intendere che l’uomo sia una bestia. | Lorenzo Strozi |
| bestia | Ora io son certo che tu non se’ mio fratello; perchè se tu fussi, tu non minacceresti mio padre; anzi se’ una bestia: e io come bestia ti tratterò. Sappi che chi vede minacciare o dare al padre suo, è tenuto a mettervi la vita: e basta | Giovan Simone Buonarroti (fratello) |
| bestia | cosa m’è grandissimo fastidio, non c’altro, pure a scriver questa. Bisognia indugiare a questa quaresima, che io manderò per te e manderòtti danari che tu ti metta a ordine, che tu non venga qua com’una bestia. | Lionardo di Buonarroto
Simoni (nipote) |
| canaglia [ spregevole, malvagio ] |
altrimenti, perchè de’ casi loro ò scritto a messer Agnolo abastanza; al quale io prego che voi andiate, e se potete menare el Granaccio con esso voi, lo meniate e facciate leggere la lettera che io gli ò scritta, e ‘ntenderete che canaglia e’ sono. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| fagnione [ imbroglione, infido] |
Lapo cacciai via, perchè egli è uno mal fagnione e cattivo, e non faceva el bisonio mio. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| cicalone [ pettegolo ] |
adesso sto meglio: io te lo scrivo, perchè qualche cicalone non ti scriva mille bugie per farti saltare. Al prete di’ che non mi scriva più a Michelagnolo scultore, perchè io non ci son conosciuto se non per Michelagniolo Buonarroti, e che se un cittadino fiorentino vuol far dipigniere una tavola da altare, che bisognia che e’ truovi un dipintore: che io non fu’ mai pittore nè scultore, come chi ne fa bottega. | Lionardo di Buonarroto (fratello) |
| culo, tristo | Io ò pensato di levargli e’ danari che egli à in sulla bottega e dargli a Gismondo, e che lui e Buonarroto si tornino insieme il meglio che potranno, e che voi apigioniate coteste case e ‘l podere da Pazolatica, e con quella entrata e con quello aiuto ancora che io vi darò io, che voi vi riduciate in qualche luogo che voi stiate bene e possiate tenere chi vi governi o in Firenze o fuor di Firenze, e lasciar cotesto tristo col culo i’ mano. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| fagnione [ infido, furbo ] | I’ ò bisognio d’esser governato: e se e’ non si sentiva da farlo, non dovevano mettermi in questa spesa. Ma son fagnioni, ma son fagnioni e vanno a un certo fine, che basta. Io vi prego che voi me lo facciate levar dinanzi, perchè e’ m’à tanto infastidito, che io non posso più. | Lodovico di Buonarrota (padre) |
| fellone [ traditore ] |
pare da intendere l’ultimo prezzo e se e’ v’è sicurtà buona, tôrla; ma non ti fidare di Bernardo Basso: mostra di prestargli fede, ma non gli creder niente, perchè è un gran fellone. Sì che fa d’esser savio, che bisognia, e massimo nel comperare. | Lionardo di Buonarroto (fratello) |
| giottone [ mascalzone]; sciocco; tristo |
Veggo per la tua lettera che tu presti fede a certi invidiosi e tristi, che non possendo maneggiarmi nè rubarmi, ti scrivono molte bugìe. Sono una brigata di giottoni: e se’ sì scioco, che tu presti lor fede de’ casi mia, come s’io fussi un putto. Lèvategli dinanzi come scandalosi, invidiosi, e tristamente vissuti. | Lionardo di Buonarroto (fratello) |
| giottone [mascalzone] | E forza che detto vetturale sia un gran giottone, perche in Roma a fuggito Urbino piu che gli a potuto, finche s’e partito. | Lionardo di Buonarroto (fratello) |
| giottone | piu mi duole che [gli scalpellini] vengono costa e danno cattiva fama a me e alle cave de’ marmi per iscaricare loro, in modo che volendo poi degli uomini, none posso avere. Vorrei almeno, poiche e’ m’anno gabato, che e’ si stessino cheti. Pero io t’aviso, accio che tu gli facci star cheti con qualche paura o di Iacopo Salviati, o come pare a te, perche questi giottoncegli fanno gran danno a quest’opera e anche a me. | |
| ladro; ignorante; usuraio | Et io voglio confessare un peccato a vostra Signoria, che essendo a Carrara quando vi stetti tredici mesi per detta sepultura, mancandomi e’ denari, spesi mille scudi ne’ marmi di detta opera, che m’avea mandati papa Leone per la facciata di Santo Lorenzo, o vero per tenermi occupato: et a lui dètti parole, mostrando dificultà; et questo facievo per l’amore che portavo a detta opera: di che ne son pagato col dirmi ch’i’ sia ladro e usuraio da ignoranti che non erono al mondo. | indefinito |
| ladro; usuraio | sappi che di gran parte delle cose scritte ci sono ancora testimoni. Ancora quando il Papa la vedessi, l’àrei caro, et che la vedessi tutto il mondo, perchè scrivo il vero, et molto manco di quello che è, et non sono ladrone usurario, ma sono cittadino fiorentino, nobile, e figliolo d’omo dabbene, et non sono da Cagli. [riferimento a Giovan Francesco Fagioli, un funzionario pontificio originario di Cagli, che si occupava della burocrazia e dei pagamenti per conto degli eredi di Papa Giulio II] | indefinito |
| ladro | interessi io resto avere dalle rede [ devo ancora riscuotere dagli eredi ] di papa Iulio cinquemila ducati: et chi m’à tolta tutta la mia giovineza et l’onore et la roba mi chiama ladro! | indefinito |
| maledetto | Le barche che io noleggiai a Pisa non sono mai arrivate. Credo essere stato ucciellato [truffato]: e così mi vanno tutte le cose. Oh maledetto mille volte el dì e l’ora che io mi parti’ da Carrara! Quest’è cagione della mia rovina: ma io vi ritornerò presto. | Lodovico Buonarroti (padre) |
| merda secca | Vero è che adesso sta meglio, ma è stato in transito, sfidato da’ medici, circa un mese, che mai sono intrato in letto; sanza molte altre mie: ora ò avuto questa merda seca di questo fanciullo che dice, che dice (sic) che non vuole perder tempo, che vole imparare | Lodovico Buonarroti (padre) |
| pazzo; ribaldo; tristo | di bisognio d’una certa quantità di marmi e non so come mi fare. A Carrara non voglio andare io, perchè non posso, e non posso mandar nessuno che sia el bisognio, perchè si e’ non son pazi, e’ son traditori e tristi; come quel ribaldo di Bernardino che mi peggiorò cento ducati in quel che gli stette qua, sanza l’essere ito cicalando e dolendosi di me per tutto Roma: che l’ho saputo, poi che io son qua. Egli è un gran ribaldo: guardatevi da lui come dal fuoco, e fate che non entri in casa per conto nessuno | Lodovico Buonarroti (padre) |
| porco; puttana | Circa il tôr donna, tu mi scrivi che vuoi prima venir qua a parlarmi a boca: io circa al governo sto molto male e con grande spesa, come vedrai; per questo non dico che tu manchi di venire, ma parmi che e’ sia da lasciar passare mezzo settembre, e in questo mezo se mi trovassi una serva che fussi buona e netta; benchè sie difficile, perchè son tutte puttane e porche; avisami: io do dieci iuli il mese; vivo poveramente, ma io pago bene. | Leonardo Buonarroti (fratello) |
| puttana | Tu ài bisognio d’una che stia teco e che tu gli possa comandare, e che non voglia stare in su le pompe, e andare ogni dì a conviti e a nozze; perchè dove è corte, è facil cosa a diventar puttana, e massimo chi è senza parenti. | Leonardo Buonarroti (fratello) |
| ribaldo [ malfattore ] |
Del fanciullo che venne, quel rubaldo del mulattiere mi guntò [truffò] d’un ducato: prese el giuramento che era restato così d’acordo, cioè di du’ ducati d’oro largi; e tutti e’ fanciugli che vengono qua co’ mulattieri non si dà più che dieci carlini. Io n’ò avuto più sdegnio che se io avessi perduti venticinque | Lodovico Buonarroti |
| ribaldo | Io vi dico, che quando si comperassi più cinquanta o ciento ducati da lui un podere che da altri, non sare’ malfatto; ma non ci ò speranza, perchè io credo che sia un gran ribaldo. | Ludovico Buonarroti (padre) |
| ribaldo | dice, e più che voi …. ancora che credete che e’ me gli abbi renduti. Questo non è (vero) …. che io sia uno grandissimo ribaldo e così sarebe (se io cercassi) …. di riavere quello che io avessi riavuto: ma la vo(stra Signoria penserà) …. ciò ch’ella vuole: io gli ò a riavere e così giuro. (E se la vostra Signoria mi vorrà) …. fare ragione, lo può fare; | capitano di Cortona |
| ribaldo | prego vostra signoria (…) lega queste cose, accio quando acadessi mi possa col Papa difendermi da questi che dicon male di me, senza notizia di cosa alcuna, e che m’anno messo nel ciervello del Duca per un gran ribaldo con le false informazioni. Tutte le discordie che naqquono tra papa Iulio e me, fu la invidia di Bramante et di Raffaello da Urbino: et questa fu causa che non seguito la sua sepultura in vita sua, per rovinarmi: et avevane bene cagione Raffaello, che cio che aveva dell’arte, l’aveva da me. | indefinito |
| schifosa | Circa il tôr donna, come è necessario, io non ò che dirti; se non che tu non guardi a dota, perchè e’ c’è più roba che uomini: solo ài aver l’ochio a la nobiltà, a la sanità, e più alla bontà, che a altro. Circa la bellezza, non sendo tu però el più bel giovane di Firenze, non te n’ài da curar troppo, purchè non sia storpiata nè schifa. Altro non m’acade circa questo. | Leonardo Buonarroti (fratello) |
| tristo [ cattivo, spregevole] | Io ò caro che vo’ mi riprendiate, perchè io merito d’essere ripreso come tristo e pecatore quant’è gli altri e forse più. Ma sappiate che io non ò pecato nessuno in questo fatto di che voi mi riprendete, nè con loro nè con nessuno altro, se non del fare più che non mi si conviene: | Leonardo Buonarroti (fratello) |
| tristo | io vi chieggo perdonanza. Fate conto di perdonare a un vostro figliuolo che sia sempre vissuto male e che v’abi fatti tutti e’ mali che si possono fare in questo mondo: e così di nuovo vi prego che voi mi perdoniate, come a un tristo che io sono, e non vogliate darmi costassù questa fama che io v’abbi cacciato via, perchè la m’importa più che voi non credete: io son pur vostro figliuolo! | Lodovico a Settigniano (padre) |
| tristo | Io non ti dico che tu sia tristo; ma tu se’i’ modo, che tu non mi piaci più nè a me nè agli altri. | Giovan Simone di Lodovico Buonarroti (fratello) |
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